Battlefield 6, oltre 2,39 milioni di tentativi di cheating bloccati in un mese
Il lancio di Battlefield 6 registra un tasso di cheating estremamente basso grazie al lavoro di EA Javelin, che ha bloccato oltre 2,39 milioni di tentativi illeciti nel primo mese. Migliorano anche adozione di Secure Boot, strumenti di rilevamento e sistemi di reporting, con nuove misure anti-cheat in arrivo.
di Manolo De Agostini pubblicata il 29 Novembre 2025, alle 14:01 nel canale VideogamesBattlefieldElectronic Arts
Il lancio di Battlefield 6 ha segnato uno dei debutti più intensi della serie, non solo per il volume di giocatori coinvolti, ma anche per l'attenzione dedicata alle misure anti-cheat. Secondo i dati diffusi dal team EA Javelin, responsabile della piattaforma di sicurezza, le prime settimane hanno restituito un quadro sorprendentemente stabile: circa il 98% delle partite è risultato privo di impatti dovuti a cheater, con un Match Infection Rate (MIR) medio pari al 2%.
Il MIR rappresenta l'indicatore interno che misura la probabilità che una partita sia stata influenzata da almeno un cheater, un parametro ritenuto più significativo del semplice numero di ban o sospensioni. L'obiettivo dichiarato è infatti prevenire il problema "a monte", minimizzando le alterazioni delle sessioni di gioco prima che avvengano.

La fase di Open Beta ha rappresentato un banco di prova essenziale sia per gli algoritmi di rilevamento sia per i flussi operativi. In quel periodo, EA Javelin ha bloccato oltre 1,2 milioni di tentativi di cheating e rimosso decine di migliaia di account, inclusi casi di streamer che utilizzavano software di terze parti in diretta. Il tasso di partite corrette è passato dal 93,1% iniziale a quasi il 98% nelle ore finali, segnando un miglioramento costante.
Un ruolo importante è stato giocato anche da Secure Boot, requisito introdotto per rafforzare le barriere hardware contro i cheat: l'adozione è cresciuta dal 62,5% al 92,5% durante la Beta. Oggi solo l'1,5% dei giocatori PC risulta impossibilitato ad attivare questa funzione, un dato ottenuto grazie al supporto tecnico e alle segnalazioni della community.
Nel weekend di lancio, il sistema anti-cheat ha intercettato 367.000 tentativi di accesso non autorizzati, un numero inferiore alla Beta ma coerente con l'attuale attività dei principali sviluppatori di cheat monitorati. A fine primo mese, i tentativi bloccati hanno raggiunto quota 2,39 milioni.
EA Javelin dichiara inoltre di monitorare 190 programmi, servizi e dispositivi legati al cheating: 183 di questi (96,3%) avrebbero mostrato malfunzionamenti o downtime dall'uscita del gioco, anche se continuano a circolare clip di presunti exploit "individuabili". Secondo gli sviluppatori, però, è altamente probabile che molti di questi account siano già stati colpiti da ban o siano in via di rimozione.
EA, consapevole che di dover evolvere costantemente le misure di sicurezza per far fronte a nuove soluzioni di cheating, sta lavorando su più fronti per rafforzare l'infrastruttura anti-cheat:
- Sicurezza OS: oltre a Secure Boot, Battlefield 6 richiede funzioni come TPM 2.0, HVCI e VBS, che verranno gradualmente rese obbligatorie per mantenere compatibilità e protezione.
- Cheating hardware: EA conferma che l'uso di dispositivi hardware illegittimi può portare al ban. In parallelo, è in corso una collaborazione con i partner delle piattaforme per limitarne l'efficacia. Per esigenze di accessibilità vengono consigliate soluzioni ufficiali come Xbox Adaptive Controller e PlayStation Access Controller.
- Reporting migliorato: sono in sviluppo nuove interfacce e flussi di segnalazione per rendere più semplice inviare report accurati durante le partite.
- Tool interni potenziati: evoluzioni degli strumenti di analisi interna consentiranno di accelerare validazioni, investigazioni e tracciamento dei nuovi cheat.
- Funzionalità "classificate": EA sta lavorando a ulteriori tecniche di rilevamento non ancora divulgate per evitare di informare in anticipo le comunità di cheater.
Insomma, non solo il team di Battlefield 6 ha finalmente fatto centro dopo alcuni capitoli di minor successo, ma sembra riuscire nell'intento di proteggere il gameplay competitivo, un aspetto essenziale per tenere incollati gli appassionati che desiderano giocare pulito.










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