Asha Sharma, la nuova guida di Xbox, traccia la rotta tra polemiche sull'intelligenza artificiale e promesse sulla centralità della community

Asha Sharma, la nuova guida di Xbox, traccia la rotta tra polemiche sull'intelligenza artificiale e promesse sulla centralità della community

Asha Sharma, nuova CEO di Xbox dopo l'addio di Phil Spencer e Sarah Bond, rassicura sui timori legati all'AI dichiarando che "le grandi storie sono create dagli esseri umani". Con poca esperienza da gamer, promette grandi giochi, identità forte e ascolto della community per rilanciare il brand

di pubblicata il , alle 10:41 nel canale Videogames
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Il terremoto ai vertici di Xbox ha segnato la fine di un'era e l'inizio di una fase tutta da costruire. Dopo l'addio di Phil Spencer, storico volto della divisione gaming di Microsoft, e l'uscita di Sarah Bond, la guida passa ad Asha Sharma, manager con un background fortemente legato all'intelligenza artificiale. Una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito tra fan e addetti ai lavori.

Sharma, proveniente dal ruolo di presidente di CoreAI, è stata accolta con scetticismo da chi teme un'eccessiva spinta verso contenuti generati dall'AI e una deriva verso quella che molti definiscono "AI slop". Intervistata da Variety, la nuova CEO ha però voluto rassicurare la community: pur riconoscendo che l'intelligenza artificiale "è parte del gaming da tempo e continuerà a esserlo", ha dichiarato di non avere "alcuna tolleranza per la cattiva AI" e ha sottolineato che "le grandi storie sono create dagli esseri umani".

Le promesse di Asha Sharma alla community Xbox

Consapevole della propria limitata esperienza nel settore videoludico, Sharma ha promesso tre cose alla community Xbox: "grandi giochi", il "ritorno di Xbox" e il "futuro del gioco". Ha ribadito di voler costruire esperienze capaci di far "sentire qualcosa" ai giocatori, con risonanza emotiva profonda e un punto di vista distintivo. Tra i titoli che l'hanno colpita personalmente ha citato Firewatch, esempio di narrazione intensa e coinvolgente.

Non sono mancate ulteriori discussioni quando è emerso il suo gamertag Xbox: la sua attività sulla piattaforma risale infatti solo a gennaio. Tra i giochi provati figurano Borderlands 2, Halo: The Master Chief Collection e Halo Infinite, oltre a esperienze come Hogwarts Legacy e Diablo IV. Spicca l'assenza di Call of Duty, oggi uno dei franchise di punta di Microsoft dopo l'acquisizione di Activision Blizzard.

Sharma ha ammesso di avere "molto da imparare", ma ha dichiarato di voler costruire fiducia attraverso coerenza e ascolto della community. Si definisce una "platform builder", determinata a guadagnarsi la fiducia di giocatori e sviluppatori nel tempo. Maggiori dettagli sul futuro di Xbox arriveranno alla prossima GDC e durante un Xbox Games Showcase primaverile.

10 Commenti
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emicad24 Febbraio 2026, 10:54 #1
Se ha ammesso di avere "poca esperienza in ambito gaming" (non che fosse necessario specificarlo), significa che non ha mai toccato un controller in vita sua.
Credo fermamente che per occuparsi di gaming sia necessario conoscere la materia e soprattutto comprendere cosa i gamer vogliono.
Lo farà? Secondo me no.
E no, il problema non sta nel fatto che sia una donna.
jepessen24 Febbraio 2026, 11:02 #2
Originariamente inviato da: emicad
Se ha ammesso di avere "poca esperienza in ambito gaming" (non che fosse necessario), significa che non ha mai toccato un controller in vita sua.
E sì, credo che per occuparsi di gaming sia necessario conoscere la materia e soprattutto comprendere cosa i gamer vogliono.
Lo farà? Secondo me no.


I manager devono fare i manager, non gli ingegneri, quindi ci sta. Ovvio che deve conoscere il prodotto, ma puo' tranquillamente farlo cammin facendo.

Moltissime grosse realta' ingegneristiche hanno ai vertici manager che vengono da altre realta', e vanno alla grande.
Cfranco24 Febbraio 2026, 11:02 #3
Originariamente inviato da: emicad
E sì, credo che per occuparsi di gaming sia necessario conoscere la materia e soprattutto comprendere cosa i gamer vogliono.


Perché dovrebbe mai perdere tempo a cercare di chiedere cosa vogliono i gamer?
I veri dirigenti sanno cos'è meglio per i loro clienti e per loro azienda anche senza chiedere, se poi non funziona è colpa dei clienti che non capiscono quello che veramente vogliono, è colpa dei sottoposti che non hanno applicato bene le direttive ed è soprattutto colpa dei programmatori che sono così pigri da non riuscire a lavorare almeno 36 ore al giorno per un tozzo di pane raffermo e si lamentano pure nonostante le noccioline con cui sono pagati

Originariamente inviato da: jepessen
I manager devono fare i manager, non gli ingegneri, quindi ci sta. Ovvio che deve conoscere il prodotto, ma puo' tranquillamente farlo cammin facendo.

Strano, a me non dicono che posso conoscere il mio lavoro cammin facendo ma pretendono che lo faccia bene sin dal primo giorno
cronos199024 Febbraio 2026, 11:06 #4
pur riconoscendo che l'intelligenza artificiale "è parte del gaming da tempo e continuerà a esserlo", ha dichiarato di non avere "alcuna tolleranza per la cattiva AI" e ha sottolineato che "le grandi storie sono create dagli esseri umani".
La domanda che mi pongo io però è: chi crea dei grandi giochi Specifico: giochi in senso stretto, quindi: gameplay, meccaniche, level design.
cronos199024 Febbraio 2026, 11:10 #5
Originariamente inviato da: emicad
Credo fermamente che per occuparsi di gaming sia necessario conoscere la materia e soprattutto comprendere cosa i gamer vogliono.
Piccolo escursus OT. Quello che vogliono i gamer? Anche no.

Tutto quello che facciamo a questo mondo oramai pare demandato al "sapere cosa ne pensano gli altri", per poi tararlo sui loro gusti allo solo scopo di vendere e avere successo commerciale. E nel mondo videoludico mi pare che questa deriva sia molto più forte rispetto ad altri ambiti.
Se le SH pensassero a concretizzare le idee che hanno, piuttosto che adattare il gioco ogni volta su quello che pensa il pubblico, sarebbe molto meglio sotto tutti i punti di vista.

Fine OT.
h.rorschach24 Febbraio 2026, 11:15 #6
>Sharma
mozzarello24 Febbraio 2026, 11:29 #7
L'indiana messa lì dall'altro indiano deve solo portare 100M di iscritti al Game Pass, niente altro. Teoricamente il reparto gaming, la direzione di sviluppo, le esclusive, ecc sono ora in mano a Matt Booty, che chiaramente risponde alla Sharma, ma che un pelo di più ci capisce.
grng24 Febbraio 2026, 12:47 #8
Originariamente inviato da: Cfranco
Strano, a me non dicono che posso conoscere il mio lavoro cammin facendo ma pretendono che lo faccia bene sin dal primo giorno

Dipende dal lavoro.
Sicuramente una conoscenza pregressa aiuta parecchio, ma non é sempre indispensabile. Puoi essere un ottimo progettista senza aver passato anni in cantiere o in una linea di produzione.
Fermo restando che le interviste vanno sempre prese con le pinze
AlPaBo24 Febbraio 2026, 15:38 #9
Originariamente inviato da: Cfranco
Strano, a me non dicono che posso conoscere il mio lavoro cammin facendo ma pretendono che lo faccia bene sin dal primo giorno


Il suo lavoro è fare il manager, non il gamer.
supertigrotto24 Febbraio 2026, 16:34 #10
Nel mezzo del cammin di nostra vita,incontrai Sharma nella sua selva oscura ,oi che gioia oi che dolor era un bic bicolor!

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