6 giochi cancellati in casa Ubisoft, tra questi anche il remake di Prince of Persia: The Sands of Time
Ubisoft ha avviato una profonda ristrutturazione che prevede la cancellazione di sei giochi, la chiusura di studi e rinvii di alcuni titoli. Tra i progetti eliminati spicca il remake di Prince of Persia: The Sands of Time.
di Francesco Messina pubblicata il 22 Gennaio 2026, alle 08:21 nel canale VideogamesUbisoft
Ubisoft attraversa uno dei momenti più delicati della sua storia recente. Il publisher francese ha annunciato una profonda ristrutturazione interna che porterà alla cancellazione di numerosi progetti, alla chiusura di studi e a un cambiamento radicale del proprio modello operativo. Tra le vittime più illustri di questa manovra figura il remake di Prince of Persia: The Sands of Time, ufficialmente cancellato dopo anni di sviluppo travagliato.
Secondo quanto comunicato da Ubisoft, le decisioni rientrano in quello che l'azienda definisce un "importante reset organizzativo, operativo e di portafoglio", necessario per rispondere a un mercato AAA sempre più selettivo e a una concorrenza particolarmente agguerrita nel settore degli shooter. In totale, Ubisoft ha cancellato sei giochi in sviluppo e ha deciso di posticipare sette titoli, al fine di raggiungere standard qualitativi più elevati e massimizzare il valore a lungo termine delle proprie produzioni.
Il remake di Prince of Persia: The Sands of Time, annunciato nel 2020, è l'unico progetto cancellato esplicitamente nominato. Il titolo aveva già subito numerosi rinvii e, fino a poco tempo fa, era atteso tra gennaio e marzo 2026. Proprio per questo la sua cancellazione è stata accolta con sorpresa, soprattutto dai fan storici della serie.

Giochi cancellati e studi chiusi: la particolare situazione di Ubisoft
Sul piano strutturale, Ubisoft ha confermato la chiusura degli studi di Halifax e Stoccolma, oltre a interventi di ristrutturazione che coinvolgeranno i team di Abu Dhabi, RedLynx e Massive Entertainment. Al momento non è stato comunicato il numero preciso di licenziamenti, ma la riorganizzazione sarà accompagnata anche da un ritorno obbligatorio al lavoro in ufficio cinque giorni a settimana, con una limitata flessibilità annuale per il lavoro da remoto.
La nuova strategia di Ubisoft prevede la suddivisione delle attività in cinque "creative house", ciascuna dedicata a un'area specifica: i franchise principali come Assassin's Creed e Far Cry; gli shooter competitivi e cooperativi come The Division e Rainbow Six; le esperienze live service; i mondi fantasy e narrativi, che includono Prince of Persia; e infine i giochi casual e per famiglie.
Tra i titoli rinviati figura anche un progetto non annunciato, ritenuto da più fonti il remake di Assassin's Creed IV: Black Flag, ora previsto per il prossimo anno fiscale a partire da aprile 2026. A livello finanziario, Ubisoft ha rivisto al ribasso le proprie previsioni, stimando prenotazioni nette per circa 1,5 miliardi di euro, con una riduzione di 330 milioni. Il CEO Yves Guillemot ha definito queste misure un punto di svolta decisivo.










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1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSicuramente non sono una software house che fallisce domani intendiamoci... andranno sicuramente avanti ma un po' in generale se il mondo videoludico non apre un po' gli occhi e capisce che o si tornano a fare giochi un minimo degni o si sbatte contro un muro.
Clair Obscure francamente è stato a tutti gli effetti una sonora sveglia di come puoi spendere il giusto e sbancare tutto oppure spendere milioni e milioni e tirare fuori merda fumante.
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