Diablo II Resurrected: il nuovo DLC Reign of the Warlock

Diablo II Resurrected: il nuovo DLC Reign of the Warlock

Abbiamo provato per voi il nuovo DLC lanciato a sorpresa da Blizzard per Diablo II: Resurrected e quella che segue è una disamina dei nuovi contenuti che abbiamo avuto modo di sperimentare nel corso delle nostre sessioni di gioco, con particolare riguardo per la nuova classe dello Stregone

di pubblicato il nel canale Videogames
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Trent'anni di Diablo. In quel lontano dicembre 1996, Blizzard pubblicò, in maniera probabilmente inconsapevole, un titolo seminale, destinato a diventare una delle IP videoludiche più celebri al mondo e a scolpire nella pietra, in particolar modo con il secondo capitolo, i canoni di un genere che ha saputo conquistare il cuore di migliaia di giocatori. Un genere che a tutt'oggi vive un momento molto frizzante, con titoli adatti a tutte le tipologie di utenti, da quelli più esigenti e hardcore (qualcuno ha detto Path of Exile II?), a quelli più casual o principianti, con un'ampia scelta che spazia tra nuove uscite e rilanci di storiche IP (Titan Quest 2, ad esempio, attualmente è in accesso anticipato). In questo panorama, un posto speciale lo occupa ancora Diablo II, per molti la forma perfetta e mai eguagliata di Action RPG (aka Hack-and-Slash), che cinque anni or sono è stato rilanciato con una splendida riedizione, che ha ammodernato e attualizzato il comparto tecnico, lasciando però immutata la formula magica di gameplay, che da sola ha garantito e garantisce tutt'oggi una longevità che sembrerebbe essere infinita. A tal proposito, se non sapete di cosa stiamo parlando, o se volete solo rinfrescare la memoria su come Blizzard abbia compiuto un vero e proprio atto d'amore per il suo capolavoro videoludico, vi invitiamo a rileggere la nostra recensione di Diablo II: Resurrected.

Qualche settimana fa Blizzard ha sancito l'inizio dei festeggiamenti per il trentennale della saga, con un annuncio che è riuscito a spiazzare la platea videoludica. Mentre la maggioranza dei giocatori era certa che all'evento sarebbe stata rivelata la nuova classe della prossima espansione di Diablo IV, nessuno avrebbe mai immaginato l'annuncio di nuovi contenuti per ben tre titoli della serie, incluso il celeberrimo Diablo II: Resurrected, che tutti pensavamo ormai cristallizzato nella forma finale della remaster. E invece, con una mossa quasi teatrale e assai indovinata, Blizzard ha mostrato a tutti un video della nuova classe dello Stregone, che si è poi rivelato essere un montaggio di tre sequenze che hanno rivelato al pubblico le tre declinazioni differenti del Warlock (che potete apprezzare nel video riportato di seguito).

L'idea geniale è stata quella di pensare questa nuova classe come già integrata nella timeline della saga, dunque uno Stregone alle prime armi in Diablo II: Resurrected inserito negli eventi del secondo capitolo (il DCL Reign of the Warlock, oggetto di questa recensione e reso disponibile immediatamente, contestualmente all'evento), uno più consapevole ed evoluto per Diablo Immortal, protagonista della storia raccontata nel gioco mobile (con buona pace di Diablo III, completamente snobbato dall'operazione), in arrivo tra qualche settimana, fino ad arrivare al Warlock di Diablo IV, una forma finale e quasi mistica di questo magico guerriero, che vedremo in azione con la nuova espansione Lord of Hatred, prevista per il 28 aprile. In un colpo solo, Blizzard ha presentato nuovi contenuti per ben tre titoli della serie, inserendo in maniera coerente nella lore della saga una nuova classe.

La nuova classe dello Stregone (Warlock in originale) è, come potrete immaginare, un guerriero che combatte utilizzando arti magiche, ma nell’universo di Diablo è una figura borderline, un mago che ha deciso di combattere il male con le sue stesse armi e si addentra dunque nello studio della magia proibita e delle arti oscure. Nello specifico, lo stregone di Reign of the Warlock si presenta per la prima volta ai giocatori della saga con tre specializzazioni: Caos, che consente il dominio di fuoco e ombra per devastanti attacchi a distanza, Ultraterreno, che potenzia armi con energia magica amplificandone danni ed effetti, e Demone, in cui controlla e schiavizza creature infernali, che combatteranno al suo fianco come alleati. Volendo utilizzare analogie, potremmo descrivere questa nuova classe come un ibrido tra Incantatrice e Negromante, ma sarebbe riduttivo, in quanto lo Stregone ci ha dimostrato di avere un concept e delle caratteristiche uniche e distintive, che lo rendono un membro perfetto per arricchire il roster dell'ormai classico Diablo II.

Nelle nostre prove abbiamo sperimentato diverse build. Una delle più potenti è quella dello Stregone di Fuoco, incentrata sulla specializzazione del Caos e i potenti incantesimi di fuoco con danno ad area, che riescono a spazzare via intere orde di nemici, rendendo veloce la fase di Leveling e divertente quella di End-Game. Da estimatore del classico Negromante, ho molto apprezzato anche la build Summoner: farsi accompagnare nelle lande di Diablo da demoni che fanno il lavoro sporco al posto tuo è molto divertente, e le diverse creature disponibili, abbinate agli incantesimi dello Stregone, riescono a dare vita a diverse combinazioni. Va sicuramente menzionato che questa nuova classe beneficia di un bilanciamento iniziale che lo rende leggermente più potente delle altre classi, scelta che sicuramente rientra nella strategia di lancio del DLC e della nuova classe: è assolutamente comprensibile, del resto si tratta di un'aggiunta in un roster consolidato e immutato da 25 anni, è normale si tenda ad "aiutarlo ed enfatizzarlo" al lancio. Precisiamo che non stiamo parlando di sbilanciamenti pesanti, come fu per lo Spiritista di Diablo IV (complici alcune interazioni non previste), e come successo esattamente per lo Spiritista, che è stato equiparato ed equilibrato alle altre classi alla successiva stagione, siamo certi che futuri aggiornamenti limeranno anche queste piccole differenze.

Riprendere Diablo II e completare l’intera run con lo Stregone ci ha divertito molto e va dato atto agli sviluppatori di aver fatto un lavoro eccellente: lo Stregone si sposa perfettamente con il contesto classico e gli elementi del gioco e non si ha mai l'impressione di un'aggiunta posticcia. Il Warlock sembra essere parte integrante del roster da sempre, e il sapiente lavoro di grafica nella realizzazione dello Stregone, complice anche il riuso di modelli di armi e creature che già facevano parte del set grafico del gioco, aiuta a restituire una sensazione di coerenza e di omogeneità assolutamente perfetti.

Ma il DLC non si limita ad aggiungere una nuova classe. Reign of the Warlock, infatti, arricchisce il gioco di nuovi oggetti unici e nuovi set, ed aggiunge nuove parole runiche al dizionario esistente da ormai 25 anni, contenuti che, uniti alla nuova classe dello Stregone, mettono molta carne a fuoco nel meta di gioco, aprendo a nuove combinazioni e nuove build. Anche l'End-Game viene esteso con nuovi contenuti: sono disponibili infatti nuove Zone del Terrore e boss potenziati, come la versione Uber/Colossale degli Antichi.

Inoltre, questo DLC conferisce al gioco una serie di miglioramenti al QoL (Quality of Life), arrivando anche a migliorare alcuni aspetti che la remaster Resurrected non aveva ancora toccato. Arriva finalmente in Diablo II un filtro oggetti completamente personalizzabile, una mano santa per scartare dalla visualizzazione a schermo tutti gli oggetti che non ci interessano: l'interfaccia è essenziale e semplice e in pochi secondi consente di creare o modificare un filtro. Rivista anche l'interfaccia del Forziere: ora ci sono scomparti dedicati a gemme, materiali e rune, che integrano il cubo Horadrico, per una gestione semplificata e immediata delle trasmutazioni. Migliorata anche la gestione degli oggetti condivisi, con cinque schede dedicate e accessibili a tutti i nostri personaggi. Insomma, una serie di migliorie e aggiunte che avvicinano alla modernità la vetusta interfaccia di gioco, diminuendo o risolvendo del tutto attività di sistemazione degli oggetti tediose e ripetitive, che semplificheranno la vita degli appassionati e dei giocatori più incalliti.

Un lavoro ineccepibile, quindi? Nessun difetto o limite? Per quanto riguarda le limitazioni, evidenziamo subito che il gioco integra il DLC in maniera intelligente: volendo preservare la versione originale del titolo, in fase di creazione del personaggio potremo scegliere se giocare con la versione classica (gioco base o espansione LoD, senza la nuova classe, le aggiunte e migliorie del DLC) oppure la versione integrata con Reign of the Warlock. I personaggi creati in modalità classica potranno essere convertiti al DLC, ma non varrà il viceversa (per ovvie ragioni di consistenza).

Una funzione di Diablo II: Resurrected che si perde utilizzando un personaggio nella modalità Reign of the Warlock rispetto alla versione classica è la transizione alla grafica (a bassa risoluzione) originale del gioco: avendo sviluppato nuovi elementi visivi (banalmente anche il solo modello dello Stregone) che non appartenevano alla versione originale del gioco, quando giochiamo con il DLC, la transizione grafica non sarà più possibile. A nostro parere ha senso ed è un compromesso accettabile, sia perché non c'è un corrispettivo "a vecchio" dei nuovi modelli grafici, sia perché si tratta di una funzione nostalgica, adatta a chi vuole preservare o provare l'esperienza originale, e in quel caso, dunque, non potrà pretendere le nuove aggiunte. Altro vantaggio di questo approccio è quello di aver sostanzialmente creato un nuovo "branch" del titolo, che non interferisce con la versione originale usufruibile in maniera intatta, su cui, potenzialmente, si potrebbero sviluppare ulteriori contenuti.

Riportiamo per completezza anche qualche piccolo bug grafico, che non avevamo notato nella Resurrected recensita qualche anno fa: è plausibile che l’aggiornamento software del DLC possa aver introdotto qualche nuovo bug, ma confidiamo possano essere risolti con futuri aggiornamenti. Stiamo parlando, in ogni caso, di piccolezze che non hanno scalfito l'esperienza di gioco, abbiamo infatti completato la campagna principale più volte senza alcun problema significativo.

Forse l'unico vero difetto è il prezzo di vendita del DLC, che ammonta a 24,99 €, ma se consideriamo che parliamo di un gioco che continua a divertire un gran numero di giocatori con gli stessi contenuti da 25 anni, e che è indirizzato soprattutto a chi il gioco lo ha amato e giocato innumerevoli volte, è una cifra sostenibile, considerate le migliorie e le novità introdotte. E se consideriamo che viviamo in un’epoca in cui un colosso come Nintendo ha appena messo in vendita a 19.99 ciascuno Pokemon Rosso Fuoco e Verde Foglia in versione barebone (una follia speculativa, imho), e che nonostante le (giuste) polemiche, i due titoli stiano scalando le classifiche di vendita... direi che in questo contesto (folle), il prezzo del biglietto per questo DLC è più che meritato.

E per tutti quelli che, per qualunque ragione (banalmente quella anagrafica), non conoscessero affatto quel capolavoro senza tempo di Diablo II, segnaliamo l'esistenza della Infernal Edition, che al prezzo di 39,99 consente di portarsi a casa il gioco completo di Diablo II: Resurrected e il DLC Reign of the Warlock in un colpo solo.  

In conclusione, considerando l'età del gioco base, Reign of the Warlock è probabilmente un'operazione senza precedenti, e sicuramente rappresenta un contenuto sorprendente e godibile, con cui celebrare Diablo nell'anno del suo trentennale. Questo DLC riesce a combinare la nostalgia del classico intramontabile Diablo II, nella sua veste rinnovata dell'edizione Resurrected, con alcune gradite novità, come la nuova classe e l’ammodernamento dell’interfaccia di gioco. Inoltre, gli sviluppatori si sono avvalsi della collaborazione di celebri giocatori di Diablo II (ad esempio MrLamaSC, che va in streaming da anni praticamente solo giocando a Diablo II), che, in assenza dei membri storici della Blizzard che questo gioco lo avevano creato, hanno dato il loro contributo nella validazione dei contenuti proposti e nella prova sul campo del DLC, vigilando sul rispetto dello spirito originale del gioco.

L'evento di febbraio, in cui è stato annunciato Reign of the Warlock, oltre a sorprendere i fan con gli annunci che vi abbiamo citato in apertura dell'articolo, ha sancito l'ottimo stato di salute di Diablo. La Blizzard che stiamo vedendo all'opera, sembra essere più libera e più vicina, per approccio, alla storica compagnia che avevamo conosciuto in passato: forse la cessione a Microsoft e l'uscita di Bobby Kotick hanno migliorato le condizioni dello studio? Non possiamo dirlo con certezza, ma possiamo sicuramente notare che Diablo IV, con l'uscita del Paladino e gli ultimi aggiornamenti sembra aver raggiunto un equilibrio stabile, in vista della prossima espansione Lord of Hatred che potrebbe ulteriormente consolidare la formula di gioco.

E questo DLC, completamente inaspettato e così ben riuscito, ci ha fatto ricordare la cura e il cuore che la Blizzard di un tempo sapeva infondere nei suoi titoli. Che sia la rinascita di Blizzard? La BlizzCon di quest'anno potrebbe riservare soprese interessanti (si vocifera un ritorno di StarCraft) e il cliffhanger finale dell'evento di febbraio del trentennale di Diablo (che vi riportiamo nel video sottostante), allude all'annuncio di nuovi sorprendenti contenuti... che sia in arrivo una nuova espansione di Diablo II? Che sia in arrivo la versione Resurrected del primo capitolo di Diablo? Solo il tempo potrà confermarlo, ma state pur certi che saremo qui, pronti a darvene conto su queste pagine.

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1 Commenti
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!fazz18 Marzo 2026, 15:41 #1
in effetti il nuovo pg è letteralmente troppo forte
provato tanto per e ho finito a normal senza sbattimenti tanto per dire baal è caduto senza dover neanche resuscitare un singolo demone capra è stato sufficiente vincolare prima ephasto al livello 30 e lister quando è spawnanto, mandarglieli addosso e aspettare

diablo invece ha dato un pelo più di rogna visto che ero under 30 e non potevo vincolare i demoni quindi ho dovuto fare 3-4 fughe col portale per ricaricare le pozze di mana visto che i caproni morivano con un solo colpo e a volte di sfortuna tutti e 3 insieme colpiti dal fulmine rosso

l'unico difetto trovato, a volte capita un bug dove un mob rimane a tipo 1 hp e diventa immortale di solito non è problematico ma mi è capitato appena prima di baal e ho dovuto ricaricare perchè non spawnava la wave successiva

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