Nioh 3: souls-like punitivo e Action RPG
Nioh 3 aggiorna la formula Team NINJA con aree esplorabili più grandi, due stili di combattimento intercambiabili al volo (Samurai e Ninja) e un sistema di progressione pieno di attività, basi nemiche e sfide legate al Crogiolo. La recensione entra nel dettaglio su combattimento, build, progressione e requisiti PC
di Rosario Grasso pubblicato il 04 Febbraio 2026 nel canale VideogamesIl nuovo arrivato nel mercato dei videogiochi Nioh 3 riparte dalle fondamenta note della serie e le porta verso una struttura più ampia, grazie a un'esplorazione su mappe più aperte e a un sistema di combattimento costruito per alternare due stili completamente diversi tra di loro per impostazione e per equipaggiamento necessario. Sviluppato da Team NINJA (Ninja Gaiden), è un'evoluzione dell'esperienza Nioh alla ricerca di una maggiore libertà sia nell'esplorazione che nella configurazione delle build.
Per chi non conosce la serie, si tratta di action RPG di tipo souls-like ambientati nel Giappone feudale tra samurai e yokai. Dei titoli che si distinguono per un sistema di combattimento estremamente tecnico, basato su tre posture, gestione avanzata della stamina e un ritmo più veloce rispetto ai Dark Souls. Con una difficoltà elevata, un ricco sistema di loot in stile action RPG e un'ambientazione che fonde storia e folklore giapponese.
Tutti aspetti che hanno reso i giochi della serie Nioh particolarmente apprezzati dagli amanti delle sfide hardcore, e che hanno indotto Team NINJA ad alzare ulteriormente l'asticella con questo terzo capitolo. L'obiettivo è espandere ulteriormente le mappe di gioco, in modo da offrire un'esperienza da vero open-world, mentre aumenta contemporaneamente la complessità dell'equipaggiamento. La creazione di build veramente ottimizzate è veramente una sfida in Nioh 3, che richiederà agli appassionati tante ore di gioco e riflessioni approfondite per far performare il tutto nella maniera corretta.
Sono talmente tante le opzioni di equipaggiamento a disposizione dei giocatori da confondere e frastornare chi inizialmente si cimenta in Nioh 3, perso tra le mille voci del menù e fra i tantissimi oggetti a disposizione. Questo, unitamente alle mappe più grandi che permettono al giocatore di affrontare prima i nemici di medio livello per poi concentrarsi sui boss forti solamente quando è pronto, riduce leggermente la difficoltà. Nioh 3 ricorda un po' Elden Ring in questo aspetto, anche se qui il bilanciamento è spostato ancora di più sulla componente RPG rispetto a quella da souls-like. Questo non vuol dire che sia un gioco semplificato, anzi è vero il contrario: può essere affrontato solo da chi ama i tecnicismi, le sfide difficili dove si muore in continuazione e l'approccio altamente punitivo.
Alcuni concetti della mitologia di Nioh devono essere chiari per poter comprendere le complesse meccaniche di gioco. In Nioh, ad esempio, gli yokai sono creature demoniache tratte dal folklore giapponese, nemici soprannaturali che infestano il mondo di gioco e rappresentano la minaccia principale per il protagonista. Sono spesso più resistenti e imprevedibili degli umani, dotati di abilità speciali, attacchi elementali e di un'aura oscura che mette alla prova la gestione del Ki - la risorsa alla base degli attacchi - e del tempismo.
Il primo elemento da chiarire è la nuova dualità: lo Stile Samurai e lo Stile Ninja non sono due semplici posture, ma due assetti di gioco completi che cambiano le tecniche utilizzabili, le risorse di combattimento e perfino la gestione di equipaggiamento e abilità quando si passa da uno all'altro. Il passaggio avviene in tempo reale tramite il pulsante R2, con l'idea di costruire soluzioni ibride e sequenze offensive che richiedono l'alternanza tra i due stili, soprattutto contro nemici che non perdonano esitazioni. Alcuni boss, infatti, possono esporre delle vulnerabilità che si possono sfruttare solo nel momento in cui si passa da uno stile all'altro.
Lato Samurai, Nioh 3 conserva lo schema storico della serie: attacchi che consumano Ki, rischio di esaurimento con finestra di vulnerabilità e recupero parziale del Ki tramite Ritmo Ki subito dopo una sequenza offensiva. In pratica, quando una luce blu circonda il personaggio dopo un attacco, eseguire un Ritmo Ki ripristina parte del Ki consumato dagli attacchi e rende il personaggio nuovamente efficace. Tornano anche le tre posizioni per ogni arma, Alta/Media/Bassa, che modificano portata, potenza e consumo di Ki, quindi con un impatto diretto su controllo dello spazio e gestione del rischio. Il tassello nuovo è costituito da Padronanza arti, una risorsa che si carica con attacchi, parate e, in particolare, con una parata perfetta. Quando la corrispondente barra è piena, quindi, Padronanza delle Arti potenzia gli attacchi forti e le arti marziali, riduce il consumo di Ki e permette concatenazioni più lunghe. Risulta, pertanto, fondamentale soprattutto negli scontri con i boss più ardui.
Lo Stile Ninja poi porta a un evidente cambio di ritmo: è più veloce e richiede maggiore mobilità, con enfasi su schivate, posizionamento e uso dei Ninjutsu. Qui entrano in gioco meccaniche specifiche come Nebbia, una schivata che consente una rotazione rapida e può lasciare un'immagine residua, con recupero parziale del Ki se il nemico entra in contatto con l'ombra, mentre la conseguente evasione a tempo ricarica le barre e offre un periodo di invulnerabilità esteso. C'è anche Salto con slancio, utile per "rimbalzare" vicino a un nemico in aria e riposizionarsi, soprattutto nelle arene più congestionate.
La sintesi del sistema arriva con gli Attacchi esplosivi a cui abbiamo brevemente fatto riferimento prima: sono mosse dei nemici più ardui non gestibili con le difese standard, segnalate da un alone rosso. Per interromperle serve un cambio stile a tempo che attiva questo tipo di attacco, cancella quello del nemico e infligge danni a Vita e Ki, riducendo anche il Ki massimo degli altri yokai coinvolti nel combattimento, quindi con un effetto che pesa sull'intero scontro e non solo sul singolo scambio.
Quanto allo Spirito Guardiano, nella mitologia di Nioh questo corrisponde a un'entità soprannaturale che accompagna il personaggio e ne potenzia le abilità. Fornisce bonus passivi alle statistiche, influenza il tipo di danno elementale, oltre a determinare le caratteristiche del Manufatto vivente, una finestra in cui gli attacchi non consumano Ki e il danno subito consuma la barra, senza possibilità di morire finché dura l'effetto. Il giocatore può sbloccare vari Spiriti Guardiani durante la sua progressione e ciascuno di loro è ispirato alla mitologia giapponese, ha abilità uniche ed è una componente centrale della costruzione della build e dello stile di combattimento.
Il termine chiave delle meccaniche di Nioh 3 è poi il cosiddetto Crogiolo, una dimensione infernale che compare in ogni epoca: l'obiettivo è entrarci, superare le sfide, raggiungere il boss e purificare l'area. Dentro il Crogiolo gli yokai sono potenziati e infliggono più danni, mentre la loro presenza è molto più intensa, incrementando oltretutto i ritmi dell'azione, mentre la Barra di Amrita (l'energia spirituale rilasciata dai nemici sconfitti e la principale risorsa di progressione del gioco) si riempie più rapidamente, quindi il Manufatto vivente entra più spesso in funzione.
Sul fronte build, come abbiamo già avuto modo di dire ci troviamo al cospetto di un pacchetto molto ricco. La questione dell'equipaggiamento è, innanzitutto, separata per stile (con armi e armature diverse tra Samurai e Ninja). La progressione include l'aumento di livello con Amrita e sette statistiche base (Costituzione, Cuore, Energia, Forza, Abilità, Intelligenza e Magia), con possibilità di reset prima della conferma. A questo si aggiungono Titoli e Punti Prestigio, ottenuti completando certe condizioni legate ai combattimenti e utilizzo di armi/abilità.
Anche le abilità possono progredire, tramite dei testi di abilità segrete che si ottengono come ricompensa in alcune missioni. Le abilità sono divise in tre categorie: Samurai, Ninja e Comuni. Si possono, inoltre, attivare tutte le abilità che si desiderano purché il costo totale rientri nella capacità delle abilità del personaggio, che a sua volta cresce con specifici Memorandum.
Un altro pilastro è il sistema della Magia Onmyo, ora basato su Nuclei d'anima. Nioh 3 permette di impostare i Nuclei d'anima in due posizioni, Yin e Yang, con esiti diversi: Yang genera Sigilli di Evocazione che richiamano yokai, Yin crea oggetti di Magia Onmyo con effetti che dipendono dai Nuclei usati. I Nuclei d'anima si cambiano di posizione nella scatola Onmyo e principalmente permettono di evocare yokai che, una volta sconfitti, restituiscono ricompense più o meno interessanti per la propria build. Queste creazioni hanno usi limitati, si assegnano alle scorciatoie e si ricaricano pregando a Santuari o statue di Bodhisattva.
La struttura di gioco punta fortemente su mappe aperte divise in regioni, ognuna con un proprio Livello di Esplorazione. Aumentare il livello di esplorazione porta vantaggi pratici: ottenimento di oggetti, aumento delle statistiche base, indicazione di punti di interesse e collezionabili, e visualizzazione completa della mappa dell'area. Per orientarsi ci sono una mappa richiamabile in ogni momento e una bussola con obiettivi e icone (forzieri, Kodama, santuari vicini e indicatori personalizzati), con feedback visivo anche in situazioni speciali come per le Basi Nemiche o il Crogiolo.
Le attività durante l'esplorazione, poi, sono tante e spesso con ricadute concrete sulla build: tra queste, i Miti sono missioni secondarie legate a PNG o shiei, ovvero le "ombre della morte" che si trovano in giro per il mondo di gioco, ma non mancano Basi Nemiche da liberare per accedere a forzieri o santuari vicini, e duelli contro Maestri veterani che premiano con equip unico. C'è anche un livello fatto di yokai amichevoli: si tratta dei cosiddetti Chijiko, a forma di palla che fluttuano in aria e amano giocare al tiro al bersaglio. Se ne accarezziamo uno dopo averlo abbattuto, si potranno acquisire oggetti e altre ricompense. Ma sono tante le attività facoltative previste in Nioh 3: un'altra è quella dei cosiddetti Kodama. Mostrare a un Kodama smarrito la via di ritorno, aumenterà la quantità di elisir di cui ci si può rifornire presso un santuario.
Tra le nuove idee più riuscite ci sono le Vene spirituali, ostacoli ambientali (dirupi, gole, massi) segnati da particelle luminose: si superano prendendo in prestito il potere dello Spirito Guardiano corretto e premendo R1, prestando attenzione a non consumare la forza spirituale legata allo Spirito Guardiano. Il risultato è un gating progressivo che apre percorsi man mano che si sbloccano nuovi Spiriti Guardiani. Il gioco non addolcisce neppure i rischi base: assenza di barriere anti-caduta, con danni da caduta sempre più letali e annegamento in acque profonde fra i rischi più ricorrenti.
Un altro aspetto chiave è la Fossa Eterna, ovvero la base che si espande con i progressi nel gioco. Se il giocatore salva i suoi progressi di gioco pregando presso i Santuari, è proprio la Fossa Eterna a mettere a disposizione fondamentali strumenti come la forgiatura per creare nuovo equipaggiamento, mercanti da cui acquistare nuovi oggetti, PNG che sbloccano Missioni Maestro e Miti, ma anche oggetti nascosti.
Dal punto di vista Online, Nioh 3 offre modalità cooperative e competitive. Le Spedizioni offrono la Modalità Storia e la Modalità Missione: la prima lega la progressione al mondo dell'host e ripristina la Vita del gruppo quando l'host prega al Santuario, con il teletrasporto dei compagni al Santuario e il ritorno dei nemici. La Modalità Missione, invece, punta alla rigiocabilità: la Vita si ripristina solo per chi prega e solo una volta per santuario, non c'è il teletrasporto dei compagni, così come il ritorno dei nemici. Si può anche richiedere aiuto agli altri giocatori evocando Visitatori nella propria partita. La parte competitiva riguarda invece le Battaglie tra clan, dove i giocatori di ogni clan sono divisi in due schieramenti, rosso e bianco, che si sfidano tra loro per ottenere più gloria in un determinato periodo di tempo.
La saga di Nioh racconta una rilettura oscura della storia giapponese, intrecciando eventi reali e folklore yokai. Nel primo Nioh, il protagonista è William Adams, samurai occidentale che, nel pieno del periodo Sengoku, si ritrova coinvolto nella lotta per il potere attorno all'Amrita, mentre incrocia figure storiche come Oda Nobunaga. Nioh 2, ambientato prima degli eventi del primo capitolo, segue invece un protagonista mezzo yokai, e approfondisce l'origine dell'Amrita e il fragile equilibrio tra umani e creature soprannaturali, con una storia più tragica e personale. Il nuovo capitolo immagina la vicenda di Tokugawa Takechiyo nel 1622, alla vigilia della sua nomina a shogun: l'odio del fratello Kunimatsu, corrotto da una forza oscura, scatena un'invasione di yokai che trasforma l'era di pace in un inferno. Grazie al potere del suo Spirito Guardiano Kusanagi, Takechiyo attraversa il tempo per cambiare il destino del Giappone, viaggiando tra Edo, Sengoku, Heian e Bakumatsu e incontrando personaggi storici come Hattori Hanzo, Minamoto no Yoshitsune, Yagyu Munenori e Takasugi Shinsaku, mentre si scontra con figure chiave come Takeda Shingen e Tokugawa Yoshinobu.
Per quanto sia evocatrice e ben disegnata, la grafica di Nioh 3 non brilla per dettaglio poligonale o realismo. Anzi, in alcuni momenti di gioco, quando l'azione è particolarmente intensa, dà la sensazione di essere fin troppo pasticciata, con forme e combattimenti che tendono a diventare poco intellegibili. Quanto ai requisiti, tra le richieste minime troviamo CPU Intel Core i5-10400 o Ryzen 5 2600, 16 GB RAM, GPU GeForce GTX 1060 6GB o RX 5600 XT 6GB, DirectX 12 e SSD con almeno 125 GB liberi. Con questo hardware si riesce a giocare a 1080p e 30fps su preset Standard con upscaling, con supporto alla frame generation. Le cose vanno meglio con i5-10600K o Ryzen 5 5600X e RTX 3060 Ti / RX 6700 XT per la risoluzione 1080p a 60fps, sempre su preset Standard con upscaling e frame generation. Nioh 3 ha anche una colonna sonora notevole, mentre il parlato è disponibile in inglese e giapponese, ma tutti i testi del gioco sono localizzati in italiano.
Nioh 3, in sostanza, punta principalmente sulla libertà di esplorazione, inconsueta per un souls-like, e la profondità delle build, divise per Stile dato che ciascuno dei due ha le proprie armi e i propri attacchi. Il tutto senza alleggerire il combattimento: Stile Ninja, Attacchi esplosivi e il Crogiolo alzano le richieste in termini di timing, lettura del comportamento del nemico e gestione delle risorse. Chi cerca un action tecnico trova un pacchetto più ampio e più complesso, con tanto spazio per sperimentare tra equip separato per stile, capacità delle abilità, Nuclei d'anima suddivisi in Yin/Yang con ripercussioni sulle strategie, progressione complessa e tanto altro.




















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9 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoPer i requisiti ottimo, se va al minimo con GTX 1060 allora giochero' anche io con 3050, tanto disattivo sempre i filtri ed abbasso risoluione se serve con DLSS a prestazioni e ci girano bene anche i mega mattoni.
Coi i soul punitivi sono un boh, mi piacciono abbastanza ma non gli impossibili, dicono che dopo aver affrontato Malenia di Elden Ring ed essere sopravvissuti senza imbrogliare tutto e' possibile affrontare. Quindi se qui non c'e' Malenia e' un gioco fattibile HAHAHA.
pari
E meno male che siamo su un sito che si chiama hardware upgrade.
Un po' come parlare di un auto e nessun accenno al motore su un sito di motori.
Non so se e' normale richiedere sempre internet per i giochi KT offline, se cosi', mi sa che non comprero' mai i suoi giochi (come altri pochi marchi che per fortuna non fatto nulla di che negli ultimi anni, sempre per me i gusti son gusti).
Appena preso della Bandai sia soul che JRPG, come tutti gli altri e non richiedono internet, bah, o ho capito male io ed ho sbagliato a capire ed e' un MMORG ecc.. boh, bellissimo gioco, questo ovvio, ma.. con internet obbligatorio.. bye bye per me.
Nemmeno a me di base non piacciono, ma alcuni finiscono per piacermi ugualmente.
Dipende dalla difficolta', i Soul sono belli, ammetto che difficili come Elden Ring... sono duri da giocare se non quasi impossibili tipo Malenia troppo difficile... preferisco una difficolta' tipo Code Vein che verso il finale e' difficile, ma sormontabile con impegno. Generalmente i Soul ti fanno arrabbiare, ma ti danno felicita' quando superi quell'ostacolo.
Quante run si sta parlando, perchè fino a 10-15 run in teoria rientra nella piena fattibilità ed è considerato anche "accessibile".
In Elden Ring so che se non batti un boss puoi livellare in giro per la mappa e ripresentarti dopo.
Poi dipende se il gioco fornisce un livello di difficoltà selezionabile oppure no.
Quante run si sta parlando, perchè fino a 10-15 run in teoria rientra nella piena fattibilità ed è considerato anche "accessibile".
In Elden Ring so che se non batti un boss puoi livellare in giro per la mappa e ripresentarti dopo.
Poi dipende se il gioco fornisce un livello di difficoltà selezionabile oppure no.
Si vero quanto dici come dipende da persona perche' la difficolta' e' personale, ma piano piano se si gioca a queste tipologia si diventa semprepiu' bravi.
Per Elden Ring e' come dici, ma molti Boss tra cui Malenia puoi livellare al max dei livelli, ma ti asfalta senza problemi se non Ti sei preparato, se non hai armi, skill, abilita' oggetti ecc. che servono e non la conosci a memoria per averla affrontata e perso infinita' di volte, anche cosi' e' difficilissima da battere onestamente.
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