Due mesi di Battlefield 6: dalla campagna al battle royale, è l'FPS che stavamo aspettando

Due mesi di Battlefield 6: dalla campagna al battle royale, è l'FPS che stavamo aspettando

Abbiamo giocato a lungo a Battlefield 6, abbiamo provato tutte le modalità multiplayer, Redsec, e le numerose personalizzazioni. In sintesi, ci siamo concentrati su ogni aspetto del titolo per comprendere al meglio uno degli FPS più ambiziosi della storia dei videogiochi e, dopo quasi due mesi, abbiamo tirato le somme. In questo articolo, condividiamo con voi tutto ciò che è Battlefield 6, un gioco che, a nostro avviso, rappresenta esattamente ciò che questo genere attendeva da tempo

di pubblicato il nel canale Videogames
Electronic ArtsBattlefield
 

Battlefield 6 ha rappresentato indubbiamente uno dei titoli più attesi di questo autunno, carico di promesse e un'esigenza – oltre che una voglia – di riscatto per un franchise che sembrava ormai morente.
Così alla guida di Vince Zampella, i nuovi Battlefield Studios hanno riunito ben quattro studi principali di Electronic Arts (DICE, Ripple Effect Studios, Criterion e Motive Studio) per realizzare la più grande esperienza di Battlefield che si sia mai vista sul mercato.

Battlefield 6 è ormai sul mercato da quasi due mesi e nel frattempo è stata lanciata la Stagione 1 che, tra mappe, armi e skin, ha introdotto Redsec, ovvero la modalità battle royale. A questo punto, con a disposizione l'intera esperienza proposta dai Battlefield Studios, abbiamo deciso di tirare le somme su quello che, forse, è lo shooter più ambizioso di sempre.

Campagna: senza lode e senza infamia

Da quando è stato introdotto il multiplayer online, forse acquistare uno sparatutto esclusivamente per la campagna è piuttosto limitante. Questo è vero oggi più che mai, in un periodo in cui il gioco competitivo e l'esperienza multigiocatore – complici le microtransazioni – sono il cuore di ogni titolo del genere che si rispetti.

Battlefield 6 non fa eccezione, con una campagna che in realtà non decolla mai. Il titolo propone 9 livelli, tutti ambientati in quelle che sono le 9 mappe della modalità multiplayer. In realtà, infatti, potremmo guardare alla campagna come un tutorial, per quanto sia estremamente ben fatto.

Le poche ore di gioco disponibili sono coinvolgenti, zeppe di effetti particellari, esplosioni, distruttibilità e tanta, tanta azione. Durante la storia prenderemo familiarità con l'arsenale, dalle armi ai gadget passando per le varie meccaniche di combattimento, e di conseguenza con le varie classi, che però – come vedremo più avanti – sono molto più flessibili rispetto al passato.

La storia ruota intorno allo scontro tra due forze: Pax Armata, formata da Paesi ex membri della NATO, e quelle poche nazioni rimaste ancora nella North Atlantic Treaty Organization. Uno scenario fantapolitico non così originale, ma che porrebbe un'ottima base per una trama in puro stile Tom Clancy.

Sfortunatamente, la storia non è così avvincente e il gameplay piuttosto insipido. Peraltro, l'intelligenza artificiale – sia alleata che nemica – risulta davvero poco coerente, un po' simile ai primissimi capitoli della saga. Insomma, siamo ben lontani dagli elevatissimi livelli raggiunti con le campagne di Bad Company e Bad Company 2.

Nonostante i suoi difetti e i suoi limiti, però, quella di Battlefield 6 è tutt'altro che noiosa. Come premesso, l'azione è davvero tanta, le scene estremamente coinvolgenti e il comparto tecnico fa sfoggio delle capacità del Frostbite. Esplosioni, distruzione, effetti particellari e ambientazioni riescono a mantenere il giocatore incollato allo schermo e con la voglia di continuare. Non manca neanche, seppur abbastanza timido, qualche tentativo di offrire fasi stealth.

Certo, l'assenza della modalità cooperativa si fa sentire: in tutte le missioni saremo parte di una squadra, per cui non ci viene in mente nulla che avrebbe impedito a quattro amici di portare avanti la campagna insieme.

In conclusione, la campagna di Battlefield 6 è una perfetta introduzione al gioco che consente ai veterani di familiarizzare con le novità introdotte in quest'ultimo capitolo e ai neofiti di avere un primo contatto con le meccaniche del franchise. Il tutto, in un ambiente coinvolgente e, soprattutto, sorprendentemente divertente.

È guerra totale

Inutile dire che, come da tradizione, la portata principale è il multiplayer. Al rilascio le mappe erano nove, con un level design ben realizzato, seppur quasi nessuna di questa si caratterizzi particolarmente. La sensazione è di un cambio di scenario, ma salvo un paio di eccezioni, nessuna sfoggia un campo di battaglia troppo diverso dagli altri.

Certo, non si tratta strettamente di un aspetto negativo, anzi le ambientazioni sono realizzate davvero bene e si adattano perfettamente a tutte le modalità di gioco che i Battlefield Studios hanno deciso di proporre.

Da questo punto di vista, la qualità è davvero alta e l'ispirazione ai capitoli più apprezzati dell'intera saga (Battlefield 3 e Battlefield 4) è evidente. Tuttavia, il team guidato da Zampella ha scelto un approccio ben diverso da quello passato.

Prima di tutto, la scala: dimenticate lunghe passeggiate al respawn. Le mappe di Battlefield 6 sono indubbiamente vaste, ma mai dispersive. L'azione è concentrata e sono completamente assenti quelle grandi aree aperte ma vuote in cui trascorrere interi minuti a camminare per raggiungere un punto caldo della battaglia.

Dall'altro lato, gli amanti della ricognizione non potranno mettere a segno quegli incredibili tiri dalle lunghissime distanze e piazzare un colpo alla testa, magari da 1.500 metri. Purtroppo, almeno per il momento, non si tratta dell'unica mancanza per i cecchini.

Un aspetto che si fa notare immediatamente, soprattutto rispetto a Battlefield 4, è l'assenza di verticalità. Gli edifici, all'interno, sono spogli, con un numero davvero risicato di coperture e decisamente poco esplorabili.

Fortunatamente qualche eccezione non manca: in "Ponte di Manhattan" abbiamo qualche tetto raggiungibile attraverso zipline, difficile da difendere, ma ottimo per i ricognitori.

Lo stesso vale per "Nuova città di Sobek", mentre Operazione Firestorm propone un numero maggiore di tetti seppur più bassi. Tutti edifici, però, che si sviluppano sempre su due livelli: uno a terra più il tetto.

In conclusione, non aspettatevi quell’immersione in stile Battlefield 4, in cui ogni finestra, ogni dislivello e ogni fioriera poteva nascondere un avversario. Battlefield 6 ha aggiornato il suo gameplay con uno stile più frenetico e orientato allo scontro frontale.

Un arsenale quasi in stile RPG

Sì, in Battlefield 6 tornano le classi come eravamo stati abituati in Battlefield 3 e Battlefield 4, ma stavolta con numerose novità rispetto al passato. Prima tra tutte sono le armi sbloccate: ogni classe può utilizzare qualsiasi arma.

Questo significa che anche un ricognitore può equipaggiare un fucile d'assalto, così come il supporto può equipaggiare un fucile per la lunga distanza. Questo, ovviamente, non vuol dire che le classi diventano del tutto irrilevanti. La libertà si estende esclusivamente alle bocche da fuoco, mentre gadget e abilità rimangono strettamente legate alla classe di appartenenza.

Non solo, sono state apportate anche modifiche ai gadget disponibili per ogni classe. Ad esempio, il "Segnalatore di rientro" non appartiene più al ricognitore, ma all'assalto. Una scelta che potrebbe non essere apprezzata dai veterani che lo sfruttavano come "chekpoint" per i punti della mappa più lontani e complessi da raggiungere.

Come premesso, però, le mappe sono decisamente più contenute e, quindi, ha molto più senso concedere il segnalatore all'assalto che ha così la possibilità di far rientrare rapidamente i compagni in un punto strategico. Si tratta più che altro di un adattamento alle esigenze attuali, poiché alcune modalità richiedono un approccio estremamente rapido e frenetico, mentre dal canto loro i ricognitori non dovranno percorrere chilometri a piedi per raggiungere un punto comodo per i tiri dalla distanza.

Detto ciò, abbiamo apprezzato la libertà nella scelta delle armi, non solo perché rende tutte le classi decisamente più flessibili, ma anche perché consente di strutturare l'unità sulla base del proprio stile di gioco.

Tuttavia, pare che una parte dell'utenza non abbia gradito questa scelta. Anche in questo caso, nessun problema: quasi tutte le modalità di gioco sono disponibili con "armi bloccate", così da fornire un'esperienza molto più classica e speculare a quella dei precedenti capitoli del franchise.

Ovviamente non mancano i veicoli in quasi tutte le modalità, anche questi personalizzabili non solo nell'estetica, ma anche nell'equipaggiamento. Insomma, Battlefield 6 offre sin da subito un "menù" capace di soddisfare ogni palato.

Personalizzazione senza limiti

A questo punto, vale la pena approfondire la personalizzazione. Sulla componente cosmetica non c'è molto da dire in realtà, e questo non ci dispiace. Le skin ci sono, così come i vari modelli dei soldati. Tutto però rimane perfettamente in tema e coerente con il genere a cui appartiene Battlefield: niente colori sgargianti e personaggi improbabili, solo soldati con mimetiche capaci di adattarsi ai diversi campi di battaglia. D'altronde, il team era stato chiaro da questo punto di vista: non vedremo né Nicki Minaj né orsacchiotti giganti correre con un AR15 per la mappa.

Per quanto riguarda le armi, invece, Battlefield 6 introduce un approccio molto simile a quello adottato da Call of Duty. Non abbiamo più un numero limitato di slot, che in questo caso sono decisamente di più rispetto al passato, ma un numero massimo di punti utilizzabili per installare gli accessori sulla nostra bocca da fuoco.

Ogni accessorio avrà un costo, per un massimo di 100 punti utilizzabili. Questo significa che gli accessori andranno scelti attentamente e, soprattutto, non si potrà convertire l'arma standard in un Transformer. Installare accessori più vantaggiosi avrà un costo maggiore in punti. Questo rende indubbiamente più bilanciato il gunplay e più varie le armi sul campo, senza che la solita "arma meta" prenda il sopravvento sul restante arsenale. Ma non solo.

La scelta degli accessori, dei gadget, e a monte della classe è fortemente influenzata dalla mappa e dalla modalità. Ad esempio, in uno scenario urbano, in cui le linee di tiro sono coperte dai palazzi, un mirino con ingrandimento 8x o 10x sul fucile di precisione risulterà piuttosto superfluo così come il telemetro. Allo stesso modo, un bipede per la mitragliatrice leggera in uno scenario aperto e con poche coperture potrebbe semplicemente agevolare un colpo alla testa per gli avversari.

Inoltre, nonostante un'azione più frenetica rispetto al passato, gli sviluppatori non hanno rinunciato alla componente tattica, probabilmente perfino più marcata rispetto ai capitoli precedenti. Combinare le classi in una squadra si rivela decisamente utile, seppur non determinante. Avere un assaltatore che posiziona il dispositivo di rientro in prossimità di una postazione nemica e un ricognitore che con il suo drone marca i nemici dall'alto è molto più funzionale che avere tre componenti con la medesima classe che attaccano alla cieca.

In modalità come Sfondamento, una buona strategia si fa sentire decisamente di più. Un attacco o una difesa strutturati fanno la differenza tra la vittoria e la sconfitta. Certo, bisogna sempre fare i conti con un team di 16 o 32 giocatori, ma se ben organizzata una singola squadra può diventare l'ago della bilancia di un'intera partita.

Tutto questo, diventa poi essenziale in quelle modalità orientate al gioco competitivo. Nella modalità Punto d'impatto a sfidarsi sono solo due squadre da quattro giocatori. In questo caso, ogni classe diventa essenziale così come il coordinamento con i compagni.

Da questo punto di vista, ci sentiamo di fare i complimenti ai Battlefield Labs che sono riusciti a garantire un'enorme quantità di contenuti, ma nessuno di questi si è mai rivelato inutile o superfluo. Ogni gadget, accessorio o classe riesce a distinguersi perfettamente e consente al giocatore di elaborare strategie e approcci diversi, ma tutti ugualmente validi. In sintesi, è il gioco ad adattarsi al giocatore.

Kinesthetic Combat System: epico, ma anche utile

Siamo certi che dopo due mesi di guerra virtuale avrete sicuramente visto reel, short e meme dedicati a Battlefield 6. Tutti questi contenuti condividono un punto in comune: sembrano riprese reali, immagini tratte direttamente da un conflitto vero e proprio – anche se speriamo non arrivino mai su qualche TG.

Ebbene, ciò che si vede negli sketch non è frutto di montaggi ad hoc o fasi della campagna, ma esattamente ciò che accade durante il gameplay. Il merito va in parte al Kinesthetic Combat System che, tra l'altro, durante la rianimazione consente di trascinare un compagno a terra dietro un riparo prima di rimetterlo in sesto.

Non si tratta solo di un'animazione che aggiunge realismo, ma di una vera e propria meccanica che si rivela fondamentale in molte situazioni. Naturalmente, è nelle modalità tattiche che si esprime al meglio, soprattutto in quelle in cui il giocatore atterrato può continuare a subire danni.

La capriola, invece, consente di ridurre i danni da caduta, una soluzione utile soprattutto durante le fughe. Circostanze in cui anche la scivolata lunga e il tuffo consentono di evitare non poche pallottole e sopravvivere agli assalti nemici.

Leggendo la semplice descrizione, potrebbero sembrare varianti di meccaniche già viste. Nei fatti, una volta nel gioco, ci si rende subito conto che la qualità delle animazioni, insieme alla precisione con cui le meccaniche sono state implementate, danno una sensazione di realismo senza precedenti. In Battlefield 6 ci si sente su un vero e proprio campo di battaglia: caotico, dinamico, frenetico e ricco di distruzione e urla. Se ci si ferma a guardare, anche in multiplayer, sembra di assistere effettivamente alle scene di un film, con l'unica differenza che a realizzarle sono i giocatori.

In definitiva, se è l'immersione che state cercando, Battlefield 6 è forse attualmente l'unico titolo capace di conciliare un'atmosfera incredibilmente realistica, con un gameplay tutto sommato accessibile anche per chi si approccia per la prima volta al genere degli sparatutto in prima persona.

L'interfaccia è l'unico punto debole dell'esperienza

Se da un lato il gameplay è piuttosto intuitivo, lo stesso non possiamo dire della marea di menù che il gioco propone praticamente per qualsiasi cosa. Certo, sulle impostazioni – ovviamente per i giocatori PC – gli sviluppatori avevano già avvertito: decine di parametri per personalizzare minuziosamente l'esperienza in base al proprio hardware specifico. Non è facile orientarsi, ma avere l'opportunità di bilanciare al meglio (e in base alle proprie esigenze) qualità visiva e refresh rate è indubbiamente un vantaggio.

Al contrario, avere un numero elevato di sottomenù per la personalizzazione della classe, delle armi, per consultare le sfide o personalizzare il proprio profilo si rivela talvolta frustrante. Lo stesso vale per il menù principale a tile che concettualmente dovrebbe essere più comodo, ma nella pratica si rivela dispersivo e confusionario.

Una volta presa la mano, l'interfaccia diventa un po' più fruibile, ma rimane tutt'altro che comoda. Da questo punto di vista speriamo che gli aggiornamenti apportino qualche modifica e rendano l'accesso a Portal più intuitivo come in passato.

Un battle royale tradizionale, ma in salsa Battlefield

La prima sensazione che trasmette la modalità battle royale, se siete giocatori abituali di FPS, è sicuramente di familiarità. Chi si è quantomeno approcciato a Warzone o Apex Legends noterà una certa assonanza con Battlefield 6. Sensazione che si ripropone una volta atterrati: casse, equipaggiamento e un modello essenziale di economia.

Per quanto la struttura risulti piuttosto tradizionale, è proprio l'equipaggiamento a rimescolare le carte. In Redsec ritroviamo praticamente tutto ciò che viene messo a disposizione nella modalità multiplayer.

Come in altri titoli appartenenti al genere, all'interno della mappa è possibile completare diversi incarichi che consentono di accedere a diversi vantaggi: equipaggiamento di livello superiore, gadget e potenziamenti per le proprie armi, insieme a bombardamenti aerei, fumogeni, UAV di ricognizione ecc.

Interessante, è la possibilità di potenziare le proprie armi attraverso appositi kit disponibili nelle casse speciali che consentono di concentrarsi su caratteristiche specifiche dell'arma. Ad esempio, utilizzando un kit, si può scegliere tra il miglioramento della precisione o della mobilità. Ogni opzione migliora parametri specifici che permettono di adattare l'equipaggiamento allo stile di gioco.

Per avere un'idea concreta: se siete giocatori cauti che preferiscono attaccare dalla distanza, portata e precisione sono la scelta ideale. Viceversa, se avete uno stile di gioco aggressivo, dare priorità alla mobilità dell'arma e magari al fuoco non mirato potrebbe rivelarsi una scelta più azzeccata. Inoltre, le scelte si differenziano per ogni categoria di arma.

Il tutto, si svolge in una mappa con una buona varietà di scenari, che alterna aree ricche di coperture ed edifici ad altre decisamente aperte. In linea di massima, però, la struttura predilige scontri a fuoco frontali e cogliere il nemico di sorpresa risulta piuttosto complesso, anche perché in poche occasioni viene concessa una buona visibilità sulle lunghe distanze: generalmente vi è sempre qualcosa a ostacolare le linee di tiro più lunghe.

Chiaramente, il gusto personale influisce sulla percezione del level design, ma possiamo dire che le scelte si sposano perfettamente con lo stile di Battlefield. Gli spazi angusti, gli scontri ravvicinati e l'ottimo bilanciamento delle armi – il quale evita eserciti di giocatori tutti con la stessa bocca da fuoco – rende l'atmosfera decisamente più immersiva e, per quanto possibile, realistica. In conclusione, anche la modalità battle royale è pienamente promossa.

Guanto d'arme

Lo chiariamo subito: Guanto d'arme è forse la modalità preferita dal sottoscritto e una vera ventata di aria fresca non solo per Battlefield, ma per gli FPS in generale. Si tratta, nella sostanza, di mini tornei molto rapidi che uniscono ad ogni round caratteristiche della modalità multiplayer in una mappa aperta e piuttosto ampia in stile battle royale, seppur le dimensioni delle aree siano nettamente più contenute.

D'altronde, la modalità accoglie solo 32 giocatori divisi in squadre da 4. Si parte quindi con 8 squadre, ma ad ogni round 2 squadre saranno eliminate per poi raggiungere l'ultimo round (per un totale di 4) in cui le due squadre migliori si daranno battaglia.

Lo scopo è completare il maggior numero di obiettivi nel più breve tempo possibile per chiudere il round con un punteggio più alto rispetto alle altre squadre ed evitare l'eliminazione. Gli obiettivi vengono assegnati casualmente ad ogni nuovo round, alcuni dei quali ripresi direttamente dalle modalità multiplayer.

Gli obiettivi possibili sono otto: Stallo, Decrittazione, Vendetta, Estrazione, Rottami, Circuito, Contratto e Rapina. Quasi tutti gli obiettivi, in realtà, sono ispirati alle modalità multiplayer, ma riadattate all'ambientazione e al tipo di gioco.

Ad esempio, Stallo è sostanzialmente Re della Collina, in cui i giocatori devono conquistare e mantenere il controllo di una singola zona. Tuttavia, in Guanto d'arme le zone saranno di più e ben distribuite sulla mappa, per cui i conflitti avvengono tra due o più squadre.

Rottami, invece, si ispira a Corsa: l'obiettivo dei giocatori è raccogliere una bomba che farà scattare un countdown (alla fine del quale, se non si è posizionata, esplode causando la morte del giocatore) e piazzarla su uno degli obiettivi M-COM disponibili. Nel frattempo, una volta piazzata, bisogna anche impedire agli avversari di disinnescarla.

Contratto, invece, è forse uno degli obiettivi più interessanti. Si tratta di un deathmatch, ma ad eliminazione diretta: non importano i punti, se la squadra viene completamente eliminata, è fuori dal turno successivo. Rappresenta il più tattico degli obiettivi e indubbiamente quello più rischioso poiché, se anche manteniamo un distacco notevole al punteggio dalla seconda squadra in classifica, l'eliminazione di tutti i membri della propria causa la sconfitta.

In conclusione, Guanto d'arme è un mix innovativo che combina il meglio delle componenti online, in una modalità cooperativa e competitiva. Un lavoro da apprezzare quello dei Battlefield Studios che non si sono limitati a offrire un ottimo Battlefield, ma hanno saputo proporre anche qualcosa di relativamente nuovo.

Conclusioni

Non resta che tirare le somme di quello che era forse il gioco più atteso del 2026, un titolo carico di aspettative, ma anche di dubbi a causa di un recente passato non proprio apprezzabile. La domanda è: Battlefield 6 è riuscito a restituire gloria a un franchise in completo declino? La risposta, molto semplicemente, è: sì!

Battlefield 6 è un titolo che non aspira all'eccellenza e non rivoluziona una formula che ormai i giocatori di FPS conoscono più che bene. Piuttosto, perfeziona, espande e restituisce ai fan ciò che mancava ormai da troppo tempo: un vero Battlefield.

Il lavoro svolto dai Battlefield Studios, guidati da Vince Zampella, è un inno ai capitoli migliori del franchise, che raccoglie e fa tesoro della lunga esperienza maturata soprattutto da DICE. E già questo, sarebbe sufficiente a dare una possibilità al nuovo sparatutto, ma c'è di più.

Battlefield 6 non è un gioco, è una vera e propria esperienza FPS. Gli sviluppatori sono andati oltre il concetto di "capitolo" per offrire quasi un hub in cui gli appassionati possono trovare qualsiasi tipo di esperienza che meglio si confà al proprio palato.

Voglia di battle royale? Lo abbiamo. Una partita veloce in multiplayer? Nessun problema. Uno scontro cooperative-oriented? È disponibile anche quello. E una partita personalizzata, magari per rivivere le ambientazioni dei vecchi capitoli? Ti offriamo Portal.

Battlefield 6 è una raccolta, un'antologia di decenni di successi racchiusa in un unico pacchetto e condita con novità e miglioramenti. Un'offerta che, se ben supportata come fatto finora, fornirà anni di divertimento.

È quindi l'FPS perfetto? Non proprio: alcuni elementi – come la verticalità nelle mappe – sono ridotti così come la scala delle ambientazioni. Non manca neanche qualche ostacolo invisibile in prossimità, ad esempio, delle rocce che impedisce ai proiettili di raggiungere il punto in cui si mira (anche se dobbiamo ammettere che si tratta di casi rari e sporadici) e le arrampicate talvolta appaiono piuttosto goffe e con qualche compenetrazione di troppo.

Insomma, non è del tutto esente da difetti che però si accettano con un sorriso una volta entrati in partita e dopo aver sperimentato il fascino della "guerra totale". Ciò che di buono offre Battlefield 6 supera di gran lunga le poche imperfezioni riscontrate e non possiamo fare altro che consigliarvelo.

Se siete stanchi dei soliti FPS, desiderosi di uno shooter tutto sommato accessibile, ma profondamente coinvolgente, Battlefield 6 è esattamente ciò che state cercando.

18 Commenti
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Ripper8905 Dicembre 2025, 16:31 #1
Con buona pace per gli haters.
demon7705 Dicembre 2025, 16:43 #2
Sto aspettando un BF degno dei precendenti BF3 e BF4 da un bel pezzo.
Sarà la volta buona?

Anyway.. mi spiegate meglio cosa è redsec?
E' un BF6 free to play?
pWi05 Dicembre 2025, 16:53 #3
Originariamente inviato da: demon77
Sto aspettando un BF degno dei precendenti BF3 e BF4 da un bel pezzo.
Sarà la volta buona?

Anyway.. mi spiegate meglio cosa è redsec?
E' un BF6 free to play?


È un battle royale tipo PUBG
Ripper8905 Dicembre 2025, 16:56 #4
Originariamente inviato da: Titanox2
l'fps che stavamo aspettando lo possono dire i giocatori di cod che volevano un nuovo cod ma che non si chiamasse cod.
Zampella ed EA hanno recepito e gli han creato l'alternativa.

Battlefield è altra cosa questo capitolo non c'entra niente con il franchise battlefield

Brutto rosicare vero ?
Falcoblu05 Dicembre 2025, 17:12 #5
Edit
demon7705 Dicembre 2025, 17:32 #6
Originariamente inviato da: pWi
È un battle royale tipo PUBG


ah ok..
no non è il mio stile
Zappz05 Dicembre 2025, 18:19 #7
Io ho quasi tutti i bf e questo e' uno di quelli che mi e' piaciuto di meno, praticamente e' meglio solo del 2042... (Forse l'elicottero era pure piu' divertente nel 2042)
Vittorio Rienzo05 Dicembre 2025, 22:43 #8
Capisco che possa non piacere, come ogni gioco il tutto può essere ridotto a una mera questione di gusti personali, per questo nell'articolo ho cercato di analizzare nel dettaglio i vari elementi di gioco e lasciare poi al lettore la valutazione.

Concordo (in parte) anche con chi dice che è diverso da Battlefield 3 o 4. Ma, definirlo un'alternativa a CoD mi sembra eccessivo. Le mappe non sono piccole e a tre vie, i cecchini non corrono insieme alla fanteria d'assalto, non ci sono le killstreak e, soprattutto, non esistono supereroi (fare un assalto da soli e menare l'intera squadra avversaria, salvo rarissimi casi, non è contemplato).

Più che essere una mera imitazione (o rievocazione) dei vecchi Battlefield, questo 6 ha trovato (a mio avviso) il giusto equilibrio tra gameplay accessibile ed esperienza alla Battlefield. Ci è riuscito alla perfezione? No, qualche mancanza, come indicato nell'articolo, c'è e si fa notare, ma è un ottimo punto di partenza per una nuova direzione che non rinuncia alle proprie radici ma si ammoderna e si adatta alle esigenze e ai gusti dei giocatori di oggi.

Io sinceramente lo trovo molto divertente (e suggerisco agli scettici di provare guanto d'arme che con il battle royale ha poco a che fare, secondo me una modalità davvero molto divertente, coinvolgente e capace di dare una bella svecchiata al genere).

Saluti,

Vittorio
TorettoMilano05 Dicembre 2025, 22:59 #9
Originariamente inviato da: Vittorio Rienzo
Capisco che possa non piacere, come ogni gioco il tutto può essere ridotto a una mera questione di gusti personali, per questo nell'articolo ho cercato di analizzare nel dettaglio i vari elementi di gioco e lasciare poi al lettore la valutazione.

Concordo (in parte) anche con chi dice che è diverso da Battlefield 3 o 4. Ma, definirlo un'alternativa a CoD mi sembra eccessivo. Le mappe non sono piccole e a tre vie, i cecchini non corrono insieme alla fanteria d'assalto, non ci sono le killstreak e, soprattutto, non esistono supereroi (fare un assalto da soli e menare l'intera squadra avversaria, salvo rarissimi casi, non è contemplato).

Più che essere una mera imitazione (o rievocazione) dei vecchi Battlefield, questo 6 ha trovato (a mio avviso) il giusto equilibrio tra gameplay accessibile ed esperienza alla Battlefield. Ci è riuscito alla perfezione? No, qualche mancanza, come indicato nell'articolo, c'è e si fa notare, ma è un ottimo punto di partenza per una nuova direzione che non rinuncia alle proprie radici ma si ammoderna e si adatta alle esigenze e ai gusti dei giocatori di oggi.

Io sinceramente lo trovo molto divertente (e suggerisco agli scettici di provare guanto d'arme che con il battle royale ha poco a che fare, secondo me una modalità davvero molto divertente, coinvolgente e capace di dare una bella svecchiata al genere).

Saluti,

Vittorio


non è mai esistito e mai esisterà un gioco su cui i pareri saranno unanimi quindi non stare a dare ulteriori spiegazioni non dovute all'articolo. ne approfitto per farti i complimenti, molto ben scritto
Max Power06 Dicembre 2025, 11:02 #10
Originariamente inviato da: pWi
È un battle royale tipo PUBG


Non c'entra niente con PUBG, questo è un clone di COD...

D'ogni modo qui vediamo tanto RASTER e poco Ray Tracing.

finalmente della geometria spinta, piuttosto che effetti luce simulati MALE

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