Zuckerberg: 'Lasciate che i vostri figli giochino ai videogiochi'

Zuckerberg: 'Lasciate che i vostri figli giochino ai videogiochi'

In un nuovo evento Q&A Mark Zuckerberg ha spiegato che ha iniziato a creare l'impero di Facebook semplicemente giocando ai videogiochi. Ecco come...

di Nino Grasso pubblicata il , alle 17:01 nel canale Videogames
 

Cresciuto nello stato di New York, Mark Zuckerberg, oggi CEO di Facebook nonché suo fondatore, ha visto parecchia neve durante gli inverni della sua infanzia. Ma ogni volta che voleva fronteggiare le sue sorelle in una battaglia a suon di palle di neve, queste cercavano di aggirare la sfida. Frustrato dalla situazione, il giovanissimo Mark ha cercato di aggirare a sua volta il problema sviluppando un videogioco di lotta con le palle di neve.

Mark Zuckerberg

"In questo modo eravamo tutti felici. Era un gioco tremendo, ma io così potevo praticare il mio gioco preferito senza che le mie sorelle venissero colpite da palle di neve vere e proprie", ha dichiarato lo stesso Zuckerberg durante una nuova sessione Q&A dello scorso giovedì. Dirlo oggi sembra scontato, tuttavia quelle prime esperienze hanno portato a Zuckerberg molto più della mera gratificazione di un combattimento con palle di neve virtuale. Lo hanno introdotto nel mondo della programmazione.

Ed è per questo che lo stesso Zuckerberg è convinto che ai ragazzi debba essere permesso di giocare ai videogiochi se lo vogliono, ed è sbagliato che i genitori cerchino di distoglierli con altre attività come spesso invece è ritenuto corretto fare: "Giocare ai videogiochi per poi programmarli", ha continuato Zuckerberg, "credo che il passaggio sia importante perché è il modo in cui un sacco di ragazzi sono entrati nel mondo della programmazione".

Il CEO di Facebook ha poi concluso: "Io stesso non avrei iniziato a programmare se non fossi stato prima un giocatore". Il discorso è stato poi espanso in un quadro ancora più ampio: Zuckerberg ritiene che un approccio di questo tipo possa risolvere lo squilibrio di genere o di razza che sussiste nel mondo della programmazione. Sono pochi, in relazione, gli sviluppatori neri o latini, così come sono poche le donne che partecipano alla professione.

Imparare le basi della programmazione da autodidatti è indispensabile per Zuckerberg, e farlo attraverso i canali che si ritengono di maggiore interesse, in questo caso i videogiochi, potrebbe rappresentare un incipit per progettare l'ingresso in un nuovo percorso lavorativo: "Molti dei migliori ingegneri software al mondo fra quelli che conosco hanno iniziato da autodidatti", ha infatti sottolineato il fondatore di Facebook.

25 Commenti
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[Kommando]15 Maggio 2015, 17:21 #1
"Si ma solo quelli stupidi di facebook, e mettetegli le paghette su una carta di credito cazzo. Me devo fà n'artra villa sù"
Masamune15 Maggio 2015, 18:21 #2
Sinceramente, da giocatore incallito (anche se ultimamente ho allentato molto) preferirei che il mio pupetto, che ora ha 3 anni, si avvicinasse il più tardi possibile ai VG.
non è che voglio passare per "pentito" ma mi sento un po come un genitore fumatore che non vorrebbe che il figlio fumasse.
i Vg sono divertenti e credo che aiutino a sviluppare l'intelligenza in maniera attivama mi rendo anche conto che ci vuole poco ad andarci " a rota".
insomma, lo preferirei a giocare all'aria aperta con amici reali piuttosto che vederlo giornate intere chiuso in casa davanti ad un monitor.

lobotom17315 Maggio 2015, 18:30 #3
Concordo con Mesamune, ho iniziato a giocare con il VIC20 fino a fare i tornei di Mohaa ai Lan party NGI, oggi non ho più tempo ma se proprio dovessi scegliere tra fraggare mio figlio con la PS piuttosto che andare fuori a giocare con lui a pallone/bici/pattini o quello che vi pare dubito che sceglierei la prima.

I VG fanno parte della quotidianità ma come tutte le cose vanno dosate, le palle di neve in faccia o su un monitor sono due cose diverse, questo senza entrare nel merito dei giochi più "sportivi" dove la riuscita è legata alla costanza, all' impegno e all' allenamento, un po' come una partita no-respawn (per restare IT).

Abbiamo già una generazione di ragazzi che escono in compagnia e al posto di parlarsi si messaggiano a 2 metri di distanza, lo step successivo sarà quello di non uscire ?
D4N!3L315 Maggio 2015, 19:54 #4
A beh, se lo dice sua saggezza Zuppemberg allora deve essere vero per forza.
Luiprando15 Maggio 2015, 19:58 #5
mio figlio ha 5 anni e gradualmente si sta appassionando a VG con cui gioca esclusivamente con me presente e in dosi limitate, si diverte tanto ma questo non significa che disprezza fare altro, anzi! certo è ancora piccolo per capire alcuni meccanismi e divenirne "dipendente" ma credo che negando completamente qualcosa di così presente nella nostra quotidianietà (e parlo dei VG in generale dagli smartphone ai tablet al PC e console) potrei avere l'effetto opposto e cioè creare in lui un sintomo di voracità nel momento in cui può avere ciò che desidera tanto, cerco di applicare una sorta di psicologia inversa... dare per non sentirne eccessivo bisogno.
Ciò non toglie che fare il genitore è molto complesso in questi tempi digitali.

Per il discorso di Zuckerberg, anch'io con il Commodore 64 mi dilettavo con il Basic ma adesso per programmare i giochi di oggi non è così semplice e gli studi sono complessi e articolati per cui oltre alla passione devi metterci una grossa dose di sacrifici...
X360X15 Maggio 2015, 20:03 #6
Il fatto è che i ragazzini si rincoglioniscono con TV e social network (vero zuck?), molto meglio i videogiochi.

poi mica dico di farceli stare 8 ore al giorno, andassero fuori a giocare
astaroth215 Maggio 2015, 20:17 #7
l'ideale sarebbe farli giocare a giochi di 30 anni fa, meno psichedelici e più rompicapo, non ste cacchiate shoot or die
Doraneko15 Maggio 2015, 21:41 #8
Più che altro sarebbe da rivedere le priorità REALI dei giovani, cosa serve realmente ad un giovane e cosa no, senza tanti buonismi e giri di parole.

"eh ma gioco/uso Facebook/smanetto col PC/ecc... perchè nel mondo di oggi serve saper usare ste cose per trovare lavoro/perchè voglio fare il programmatore/fare i videogiochi/ecc..." sono cose che si sentono anche troppo spesso, rispetto a quello che poi succede realmente.Cosa succede realmente?Succede che nell'80% dei casi è tempo perso, o completamente o in buona parte. Ragazzi che si rincoglioniscono o si isolano dal mondo stando dietro a cose che gli serviranno poco o niente in futuro.Un po' come quelli che sacrificano gli studi per giocare a calcio o per cercare di entrare nel mondo dello spettacolo: 1 su 100 ce la fà, gli altri hanno solo buttato via il loro diritto allo studio.
E anche sul finire a 30 anni di studiare ce ne sarebbe da dire ma vabbè, sarebbe off-topic.
bobby1015 Maggio 2015, 23:06 #9
Concordo con voi ragazzi avete già detto tutto.
LightingSun16 Maggio 2015, 08:10 #10
AGr(ee)isco

con tutti voi , anche perchè Mr zuck ha inserito anche dei FPS in facebook , qualcosa di multiplayer...
certo , mettere 4 Gb in facebook da scaricare tutte le volte è irritante , ma per quello che ricordo è possbile giocare qualcosa though Fb , come un FPS...

siamo troppo tolleranti , i bimbi dovrebbero giocare a tetris , a pac man...
tutta al piu' a pac land dove ci stanno anche le signorine che floatano in he sky , PacLand , grande arcade ^^

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