Will Wright: storie lineari e videogiochi

Will Wright: storie lineari e videogiochi

Il creatore di Sim City, The Sims e Spore illustra le differenze sul piano della narrazione tra media tradizionali e videogiochi.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 14:39 nel canale Videogames
The Sims
 
In occasione dei BAFTA Video Games Awards, Will Wright ha tenuto una conferenza che ha sancito l'inizio dell'evento. Il creatore di Sim City, The Sims e Spore ha esplicitato il suo punto di vista sulle differenze tra i media tradizionali e i videogiochi, sottolineando l'errata tendenza comune di posizionare nello stesso contesto due media che invece presentano ampie diversità sul piano della narrazione.

"Inizialmente abbiamo avuto i libri, poi il teatro, dunque la radio, i film, la televisione, per cui la gente ha iniziato a interpretare i videogiochi con lo stesso metro di giudizio, sebbene essi siano in realtà un'evoluzione rispetto al resto", sostiene Wright. "Credo che i videogiochi costituiscano una notevole evoluzione rispetto ai media che raccontano le loro storie in maniera lineare".

"I giochi hanno radici ancor prima della scrittura, dello sport. Gli animali stessi giocano, è una forma di educazione. Questo li aiuta nella lotta alla sopravvivenza. Una delle prime cose che fa il bambino è interagire con il mondo reale. Scuote le braccia e si rende conto che può controllare le cose: l'interazione con l'ambiente è la prima forma di educazione".

"Raccontare storie è una cosa leggermente differente: è basata su queste funzioni che abbiamo in quanto umani: linguaggio, immaginazione, empatia. Si tratta di prerequisiti indispensabili per una storia, e in certi casi tutto ciò insegna un certo tipo di comportamento da tenere".

Le storie lineari sono basate principalmente sull'empatia, ovvero sulla capacità dello spettatore di comprendere le problematiche dei protagonisti e di intuire i possibili svolgimenti della storia. Wright, d'altronde, non usa la parola empatia nel caso dei videogiochi, ma preferisce parlare di conseguenze.

"Il design di videogiochi può essere paragonato all'apprendistato. Se si va indietro di diversi secoli, ci si rende conto che molte professioni venivano insegnate attraverso l'apprendistato. Per diversi anni apprendi nozioni da un insegnante e, quando hai fatto proprie queste nozioni, l'insegnante inizia a raccontarti delle sue teorie segrete. In questa fase hai già imparato a sbagliare, dunque l'apprendistato è un tipo di insegnamento basato sui fallimenti".

"La teoria ti mette al sicuro perché tu applichi delle regole che altri hanno già utilizzato. D'altronde non si può fallire in prima persona e non puoi realizzare delle innovazioni come potevi fare con l'apprendistato. Il game design non ha alcuna parte di teoria, dunque è molto vicino all'apprendistato".

9 Commenti
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rmarango26 Ottobre 2007, 15:08 #2
Scusate la facile ironia, ma io rinominerei Bafta Video Games Award in :
-> Banfa Video Games Award ... a giudicare il criterio con cui hanno scelto i titoli vincitori quest'anno...
LimHWU26 Ottobre 2007, 15:19 #3
I videogames come forma d'educazione?...i vari sim o civ certamente, ma i war game...
kralin26 Ottobre 2007, 15:23 #4
Originariamente inviato da: LimHWU
I videogames come forma d'educazione?...i vari sim o civ certamente, ma i war game...


beh se vuoi andare in guerra o fare il cacciatore di alieni da grande, tronano sempre utili...
elevul26 Ottobre 2007, 15:50 #5
Originariamente inviato da: kralin
beh se vuoi andare in guerra o fare il cacciatore di alieni da grande, tronano sempre utili...


In realtà il loro scopo è un altro: allenare i riflessi, e sviluppare la capacità tattica, oltre a permettere un miglioramento notevole della capacità di visione d'insieme.
P.S: Mi riferisco perlopiù agli fps online, con questo post.
Crux_MM26 Ottobre 2007, 18:35 #6
Mitico Will!
Fa uscire un mostro ogni 3-5 anni ed è sempre una rivoluzione!"
Sono pienamente d'accordo con quello che dice..il videogioco, specialmente i sandbox-game, stimolano la capacità immaginativa e tattica..non tutti hanno solo lati positivi però l'idea è valida!
xarz328 Ottobre 2007, 09:32 #7
Allenare i riflessi? Mica i videogiochi sono progettati per far questo.. sono progettati per far soldi, il resto è solo un "condimento"... e poi non comunicano niente alla mia anima, nessun sentimento profondo o armonia segreta quindi secondo me non si possono considerare neanche come una forma d'arte, al più i giochi più complessi sono una forma di virtuosismo ma niente di più... e poi non è vero che stimolano la capacità tattica perchè questa è legata alle regole del videogioco specifico e nella vita quando mai vi capiteranno situazioni simili a quelle del videogioco, in cui poter applicare le intuizioni strategiche imparate? Se io sono un grande a Starcraft mica mi nominano generale dell'esercito per le mie capacità tattiche, non è detto che anche nella vita reale (quella che "conta" io possa manifestare la stessa abilità strategica... è necessario che le persone imparino a distinguere fra vita reale(che bisogna preservare, amare e non buttare via) e pseudo-vita virtuale(che è inutile e sottrae tempo alla vita reale)... quindi tutti i vari Second Life e Co. andassero a quel paese! scusate sarò finito fuori tema ma io questo sfogo volevo proprio farlo!
7uX28 Ottobre 2007, 14:33 #8
Originariamente inviato da: xarz3
i non comunicano niente alla mia anima, nessun sentimento profondo o armonia segreta quindi secondo me non si possono considerare neanche come una forma d'arte.....




ok.....
Drest29 Ottobre 2007, 02:49 #9
e poi non comunicano niente alla mia anima, nessun sentimento profondo o armonia segreta quindi secondo me non si possono considerare neanche come una forma d'arte, al più i giochi più complessi sono una forma di virtuosismo ma niente di più...


hai detto bene: secondo te

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