Una petizione per il riconoscimento del videogioco come medium culturale

Una petizione per il riconoscimento del videogioco come medium culturale

ECA, organizzazione non-profit che rappresenta i consumatori delle opere multimediali interattive negli Stati Uniti e in Canada, chiede un sostegno ai videogiocatori per il riconoscimento del videogioco come medium culturale.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 17:07 nel canale Videogames
 

Il 2 novembre la Corte Suprema degli Stati Uniti inizierà la discussione del caso Schwarzenegger v. EMA, soprannominato anche come 'caso del videogioco violento'. Si tratta della prima volta che la Corte Suprema approva la discussione proposta da uno degli Stati per considerare restrizioni sulla diffusione e l'utilizzo di determinati videogiochi. Finora, infatti, tutte le leggi simili sono state bloccate dagli stessi tribunali di primo grado come restrizioni incostituzionali della libertà di parola protetta dal Primo Emendamento della Costituzione americana.

Il caso ha inizio il 7 ottobre del 2005 quando il governatore della California Schwarzenegger firma una legge che intende bloccare il commercio o il noleggio di alcuni videogiochi ai minori di 17 anni. I videogiochi vengono trattati diversamente da film, libri e musica, perché considerati dalla legge come prodotti più efficienti nella veicolazione dei contenuti violenti, e per questo devono riportare sulle copertine indicazioni di censura più evidenti.

Il 26 aprile 2010 la Corte Suprema decide di prendere in considerazione e di discutere collegialmente la petizione promossa dall'Entertainment Consumers Association, organizzazione non-profit che rappresenta i consumatori delle opere multimediali interattine negli Stati Uniti e in Canada, che chiede ai videogiocatori e non solo, attraverso una petizione, un supporto con l'obiettivo di ottenere il riconoscimento del videogioco come medium culturale, al pari di film, libri e musica. L'associazione è nata per dare ai videogiocatori una voce colletiva per comunicare le loro necessità e proposte e stimolare cambiamenti a livello istituzionale e sociale.

La petizione, firmata da grandi attori dell'industria videoludica internazionale come Atari, Electronic Arts, Sony, Bethesda Softworks, NCsoft e molti altri ancora, si propone, nello specifico, di sensibilizzare la Corte Suprema di fronte al caso Schwarzenegger v. EMA. AIOMI, l'Associazione Italiana Opere Multimediali Interattive – Movimento per la Cultura del Videogioco, ha annunciato oggi il suo supporto all'iniziativa. Se la Corte Suprema concorderà con quanto stabilito dal tribunale di primo grado dello stato della California, confermerà i videogiochi sotto la protezione del primo emendamento, uno status che li equipara agli altri media culturali; se la Corte non dovesse concordare, i videogiochi verranno invece trattati differentemente, con la possibilità di limitazioni future all'accesso ad essi nei diversi stati del Nord America.

La petizione promossa verrà sottoposta alla Corte Suprema degli Stati Uniti il 2 novembre 2010, ma le adesioni vanno espresse entro il 17 settembre, al seguente link: www.GamerPetition.org.

20 Commenti
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KoDen7806 Settembre 2010, 17:36 #1
mi sembra come minimo doveroso
MaxArt06 Settembre 2010, 17:46 #2
Io non so esattamente come pensarla.
Sono un videogiocatore di lunga data, già da ragazzino giocavo a videogiochi dove si faceva a pezzi chiunque. Così come guardavo film vietati ai minori di 14/18 anni (non ci sono solo i porno, eh!). Tutto sta nella maturità di chi gioca ( o di chi guarda, per i film).
C'è anche da considerare che i videogiochi del 2010 sono parecchio più immersivi rispetto al buon vecchio Doom, e potrebbero essere davvero tanti i parametri da prendere in gioco. Primo tra tutti, il fatto che un videogioco consente l'interazione dell'utente, mentre un film no. E questo può voler dire tanto, ma davvero tanto.
Con tutto che per me i videogiochi sono in effetti opere culturali del nostro tempo, non sono affatto convinto del fatto che film e videogiochi debbano essere equiparati.
Pikazul06 Settembre 2010, 18:00 #3
Innanzitutto consiglio a chiunque di vedere questo video che spiega molto bene la situazione
http://www.escapistmagazine.com/vid...961-Free-Speech

Poi volevo sottolineare come la differenza particolare di questo caso sia proprio l'aver cercato una nuova strada, non si cerca più di affermare che i videogiochi non siano una forma d'arte protetta dalla libertà di parola, ma che pur essendolo è comunque indspensabile tenerli "nascosti" ai minori.

Il problema è che anche se un nuovo divieto per i minori in teoria non arrecherebbe nessun danno ai maggiorenni in realtà avrebbe ripercussioni enormi per tutti. Porrebbe i videogiochi in un mondo a parte, aumentando la diffidenza da parte di chi non li conosce, porterebbe alla possibile scomparsa di videogiochi violenti dai negozi non specializzati, e questo forzerebbe i produttori a ridurre il livello di violenza dei loro prodotti per non perdere potenziali clienti, insomma il danno potrebbe essere enorme.

La cosa più grave è che in fondo, non hanno torto. Dire che un videogioco violento è potenzialmente dannoso per un minore non è errato, anche perchè c'è una differenza enorme tra 7 e 17 anni. Ho seri dubbi che un videogioco possa fare più danni di un film violento però, e anche se è questo il punto centrale della faccenda, non sappiamo se verrà preso in considerazione. La situazione è grave :/
redeagle06 Settembre 2010, 18:07 #4
Il videogioco offre in più l'interattività, ovvero l'azione diretta del giocatore che si deve attivare ed impegnare per compiere gli atti violenti.
Il film sotto questo punto di vista rappresenta una fruizione "passiva" della violenza che quasi sicuramente coinvolge in misura minore lo spettatore (che, per l'appunto, è uno spettatore).

Detto questo, con i miei 35 anni di età di cui circa 30 passati a videogiocare, sono il primo a considerare i videogiochi una forma d'arte, ma devo riflettere sull'eventualità di sottoscrivere una petizione come questa...
Gualmiro06 Settembre 2010, 18:10 #5
Originariamente inviato da: MaxArt
Io non so esattamente come pensarla.
Sono un videogiocatore di lunga data, già da ragazzino giocavo a videogiochi dove si faceva a pezzi chiunque. Così come guardavo film vietati ai minori di 14/18 anni (non ci sono solo i porno, eh!). Tutto sta nella maturità di chi gioca ( o di chi guarda, per i film).
C'è anche da considerare che i videogiochi del 2010 sono parecchio più immersivi rispetto al buon vecchio Doom, e potrebbero essere davvero tanti i parametri da prendere in gioco. Primo tra tutti, il fatto che un videogioco consente l'interazione dell'utente, mentre un film no. E questo può voler dire tanto, ma davvero tanto.
Con tutto che per me i videogiochi sono in effetti opere culturali del nostro tempo, non sono affatto convinto del fatto che film e videogiochi debbano essere equiparati.


completamente daccordo

i videogiochi sono da considerarsi opere alla stessa stregua dei film, serieTV, libri, periodici storici e via discorrendo.
ma ciò non significa che siano uguali. la componente di interattività del videogioco è quell'aspetto che lo rende proprio e diverso da un cartone animato (benche tutto si stia sempre più facendo ibrido... ma questo è un altro discorso)

senza entrare nel merito del caso particolare, se l'interattività può veicolare più facilmente di altri metodi messaggi che per la società sono potenzialmente ed inutilmente lesivi è quantomeno legittimo porsi delle domande.
certo non è con un ottuso atteggiamento censore che si risolvono i problemi.
Horizont06 Settembre 2010, 19:08 #6
Originariamente inviato da: Pikazul
Innanzitutto consiglio a chiunque di vedere questo video che spiega molto bene la situazione
http://www.escapistmagazine.com/vid...961-Free-Speech

Poi volevo sottolineare come la differenza particolare di questo caso sia proprio l'aver cercato una nuova strada, non si cerca più di affermare che i videogiochi non siano una forma d'arte protetta dalla libertà di parola, ma che pur essendolo è comunque indspensabile tenerli "nascosti" ai minori.

Il problema è che anche se un nuovo divieto per i minori in teoria non arrecherebbe nessun danno ai maggiorenni in realtà avrebbe ripercussioni enormi per tutti. Porrebbe i videogiochi in un mondo a parte, aumentando la diffidenza da parte di chi non li conosce, porterebbe alla possibile scomparsa di videogiochi violenti dai negozi non specializzati, e questo forzerebbe i produttori a ridurre il livello di violenza dei loro prodotti per non perdere potenziali clienti, insomma il danno potrebbe essere enorme.

La cosa più grave è che in fondo, non hanno torto. Dire che un videogioco violento è potenzialmente dannoso per un minore non è errato, anche perchè c'è una differenza enorme tra 7 e 17 anni. Ho seri dubbi che un videogioco possa fare più danni di un film violento però, e anche se è questo il punto centrale della faccenda, non sappiamo se verrà preso in considerazione. La situazione è grave :/


molto interessante il video, davvero belle considerazioni.
E sono d'accordo con tutto quello che dice lo speaker.
Ad ogni modo per i minori deve poter esserci un trattamento differente...così come accade nei film.
Io credo che, putroppo, sia tutto riconducibile all'integrità e alla forza di carattere di ognuno di noi...
Dato che questa cosa però la legge non può accettarla bisogna mettere delle restrizioni, che in realtà già ci sono.
Ma come evitare che un bambino di 10 anni si compri Gta IV, Kane & Lynch, Mafia?
Semplice...non si può...il bambino in qualche modo...se davvero lo vuole lo avrà...punto e basta...
La mamma non ti da i soldi per comprarlo? Vai da un amico...mica le mamme sono tutte integerrime...Il commesso non te lo fa comprare perchè sei minorenne? (cosa che tral'altro immagino non si verifichi molto spesso)...bene, ti fai una copia piratata senza che nessuno che dovrebbe controllarti se ne accorgerà... (il bambino a 10anni eeevoooglia se sa già come piratarsi i giochi della 360!)
Il tempo non va sprecato a VIETARE le cose...il tempo va utilizzato per far CAPIRE al bambino COSA ha di fronte...
I bambini sono dei libri che hanno solo l'introduzione! i capitoli vanno scritti dai genitori e da loro stessi in parti uguali.
Se si usa il tempo facendo fruttare a questo modo non ci si dovrà più preoccupare se poi a 15/16/17/18 anni il figlio giocherà a giochi "rated M" perchè sicuramente si renderà meglio conto di quale prodotto ha tra le mani.

PS: Non a caso il video ha citato Bioshock....perla recente che ci fa AMARE la nostra MATURA passione videoludica! W I Videogames!
Perseverance06 Settembre 2010, 20:24 #7
Secondo me sarebbe più pratico ed efficacie fare una perizia psichiatrica a tutta la gente. Sai quanti "nodi al pettine"....

Come sempre si cura l'effetto e non la causa. Perchè molti invertono i ruoli e credono che la causa sia il videogioco o il film. Facile bollare di verde\giallo\rosso questi medium, economicamente vantaggioso e burocraticamente semplice, oltre che socialmente accettabile. Invece bollare la gente sarebbe un'altro paio di maniche; soluzione intelligiente ma inapplicabile.
Horizont06 Settembre 2010, 22:47 #8
Originariamente inviato da: Perseverance
Secondo me sarebbe più pratico ed efficacie fare una perizia psichiatrica a tutta la gente. Sai quanti "nodi al pettine"....

Come sempre si cura l'effetto e non la causa. Perchè molti invertono i ruoli e credono che la causa sia il videogioco o il film. Facile bollare di verde\giallo\rosso questi medium, economicamente vantaggioso e burocraticamente semplice, oltre che socialmente accettabile. Invece bollare la gente sarebbe un'altro paio di maniche; soluzione intelligiente ma inapplicabile.


xD
ice_v06 Settembre 2010, 22:57 #9
@Pikazul

grazie per aver postato il video. ...però la petizione vale solo sul suolo americano qui in Europa non cambierà nulla giusto?
Paganetor06 Settembre 2010, 23:31 #10
non è per caso che vorrebbero (almeno in Italia) beneficiare dell'iva al 4% anzichè al 20%? Un po' come vorrebbero (e dovrebbero!!!) fare con gli ebook: se i libri di carta hanno l'iva al 4% perchè non dovrebbero stare al 4% anche i libri elettronici?

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