Un'authority sui videogiochi dopo il caso Rule of Rose

Un'authority sui videogiochi dopo il caso Rule of Rose

Il thriller psicologico per PlayStation 2 ha destato un vespaio di polemiche nel nostro paese. C'è anche chi parla di un'authority sui videogiochi.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 14:26 nel canale Videogames
PlaystationSony
 
Panorama gli dedica una copertina, il sindaco di Roma e il Ministro della Giustizia intervengono a proposito, molti organi di stampa italiani e non seguono con attenzione lo svolgersi delle vicende. Si tratta, ovviamente, del thriller psicologico Rule of Rose, prodotto già rilasciato nello scorso gennaio in Giappone in versione PlayStation 2 e sviluppato dalla software house nipponica Punchline.

Prima di riportare quanto accaduto e le posizioni di coloro che sono intervenuti nel dibattito, riteniamo opportuno descrivere le caratteristiche principali del gioco. Rule of Rose è un'avventura psicologica con i toni classici del thriller e dell'horror. E' ambientata negli anni '30 in Inghilterra, mentre la protagonista è una ragazza di 19 anni chiamata Jennifer. La ragazza viene tenuta prigioniera in un orfanotrofio da un gruppo di bambine conosciuto con il nome di The Aristocracy of the Red Crayon.

L'obiettivo del giocatore è quello di fuggire dall'orfanotrofio e riguardagnarsi la libertà. La storia è raccontata perlopiù da sequenze pre-renderizzate, le quali compredono sequenze horror con scene di violenza, di sadomasochismo, di lesbismo. L'organo di classificazione paneuropeo PEGI ha vietato Rule of Rose ai minori di 16 anni.

Rule of Rose

La questione è nata in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Roma Walter Veltroni. Secondo Veltroni il gioco "non deve entrare nelle case degli italiani" perché "i nostri giovani vivono in un'epoca difficile, nella quale la violenza è presente ogni giorno sui media. I ragazzi più giovani dovrebbero essere protetti dalla violenza".

Panorma ha dedicato la copertina del numero andato in edicola il 10 novembre a Rule of Rose. Il titolo scelto per l'occasione è il discutibile "Vince chi seppellisce viva la bambina", il quale si riferisce ad una sequenza del gioco in cui viene sepolta viva una bambina. L'articolo su Panorama è stato fortemente contrastato dall'Associazione Editori Software Videoludico Italiana (AESVI), la quale invita a non generalizzare da un singolo prodotto a tutto il mercato videoludico.

Rule of Rose

Il Ministro della Giustizia Clemente Mastella si è espresso sulla possibile instaurazione di un'authority sui videogiochi. Il Ministro ha, infatti, annunciato che il governo si muoverà per "un controllo preventivo" che impedisca ai minori di entrare in possesso di videogiochi violenti. "Anche io sono indignato per il livello di efferatezza di questi videogiochi in mano ai bambini", afferma Mastella. "Non c'é bisogno di dosi massicce di orrore per farli divertire. I più giovani hanno diritto a vivere al riparo dalle violenze".

Rule of Rose è stato prodotto da Sony e distribuito dalla stessa azienda in Giappone. In passato lo stesso direttore della divisione italiana di Sony, Corrado Buonanno, aveva dichiarato: "Probabilmente il senso di cosa è accettabile in Europa è differente rispetto al Giappone. Per cui per quest'ultima nazione non abbiamo sentito la necessità di bloccare la produzione e la distribuzione del gioco".

D'altronde, Sony non ha distribuito direttamente Rule of Rose neanche in altri territori. Per gli Stati Uniti se ne è occupata, infatti, Atlus, mentre per Regno Unito e Italia è incaricata 505 Gamestreet. L'uscita italiana, adesso bloccata come abbiamo visto nel corso della news, era precedentemente prevista per il 24 novembre.

172 Commenti
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Truelies15 Novembre 2006, 14:31 #1
Giusto... doveva essere vietato ai minori di 18 anni.
E dovevano scriverci a caratteri CUBITALI sulla copertina DESTINATO AD UN PUBBLICO ADULTO.
Ci saremmo evitati i commenti di politici e giornalisti da 4 soldi...
sbaffo15 Novembre 2006, 14:33 #2

Le solite c@zz@te

1) è già stato clessificato over 16
2) ci sono film molto più violenti in prima fascia, a cominciare dai tanto osannati western di Leone
3) authority? Buahahahaha ce ne fosse una che funzionasse! e ne vogliono fare un'altra riBuahahahaha
MaxFun7315 Novembre 2006, 14:34 #3
Non hanno proprio nient'altro da fare... perchè non si preoccupano prima di quello che viene trasmesso in televisione anche in fascia protetta?!
Dexther15 Novembre 2006, 14:35 #4
Credo che la preoccupazione verso i ragazzini sia cosa doverosa , ma mi chiedo se non sarebbe stata sufficiente una scritta in bella vista "VIETATO AI MINORI DI ANNI 18". E' vero che è un pò come paragonare un videogioco ad un film porno, ma i presupposti concettuali sono gli stessi....La censura non mi sembra la via giusta. A questo punto nemmeno internet dovrebbe essere "nelle case delle italiani" ; quindi questa volta non mi trovo d'accordo con Veltroni...
Truelies15 Novembre 2006, 14:36 #5
Tra l'altro questa gente non capisce che DEVONO essere i genitori a decidere per i figli minorenni... se un genitore è idiota non è colpa del produttore del VG, è come se io andassi a noleggiare un DVD per mia figlia di 5 anni e ne scegliessi uno dal titolo "Una maiala per i 3 porcellini" perchè mi ricorda qualcosa della Disney... esempio estremo ma è per rendere l'idea...
ciop7115 Novembre 2006, 14:36 #6
E i reality pieni di tette, risse e bestemmie in prima serata invece sono educativi? Per quelli non vogliono introdurre un'authority?
avvelenato15 Novembre 2006, 14:38 #7
le tette sono educative, ciop
Truelies15 Novembre 2006, 14:39 #8
@ MaxFun73 hai perfettamente ragione! Ragion per cui a casa mia senza un genitore i bimbi non guardano la TV, ma solo VHS o DVD. La TV non è una baby-sitter! La gente questo non lo capisce!

PsyCloud15 Novembre 2006, 14:40 #9
io mostrerei più porno e meno telegiornali stile mediaset. Nel porno non muore mai nessuno e tutti si amano. Non c'e' nemmeno sangue perchè sono tutte plurideflorate.
kdocia15 Novembre 2006, 14:41 #10
Ancora una volta i giornalisti si sono lasciati infinocchiare non avendo un proprio cervello. Il gioco ha venduto pochissimo allora perche non fargli della bella pubblicita' con tanto di attacchi contro la morale etc

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