Ue: i giochi free-to-play non possono essere considerati gratuiti

Ue: i giochi free-to-play non possono essere considerati gratuiti

Bruxelles chiede normative più severe in materia di pubblicità ai giochi free-to-play: definirli gratuiti è, infatti, fuorviante.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 08:31 nel canale Videogames
 

La Commissione Europea afferma di aver ricevuto diverse segnalazioni di protesta riguardo i giochi free-to-play per i dispositivi portatili. Il braccio esecutivo della Ue incontrerà per questo motivo i rappresentati dell'industria dei videogiochi per discutere eventuali cambiamenti alla legge.

Secondo alcuni ministri della Commissione Europea il termine free-to-play dovrebbe essere utilizzato solo per quei giochi che sono completamente gratuiti. "L'attuale concetto di free-to-play va contro lo spirito delle norme comunitarie in materia di tutela dei consumatori", ha detto il commissario europeo per la giustizia Viviane Reding.

Si stima che il mercato delle app coinvolga circa un milione di persone in Europa e che generi più di 60 miliardi di euro all'anno. Secondo le più recenti analisi di mercato, la maggior parte di queste vendite deriva dalle app costruite sul modello free-to-play.

"È necessario che i consumatori si fidino dei produttori se si vuole che questo mercato continui a crescere. Molti di questi prodotti vengono pubblicizzati come 'gratuiti', ma invece sono basati su un modello che spinge i consumatori a spendere somme importanti tramite acquisti in-app", si legge in un comunicato diramato dalla Commissione Europea.

Il commissario responsabile delle politiche per i consumatori Neven Mimica ha aggiunto che "i bambini necessitano di migliori protezioni a proposito delle spese a cui sono indotti tramite acquisti in-app".

La Commissione, dunque, sembra intenzionata a rendere illegale l'uso della definizione free-to-play per quei giochi che non sono interamente gratuiti. Per questo vuole confrontarsi con i produttori di videogiochi e trovare in breve tempo una soluzione che argini il problema e che tuteli meglio i consumatori, soprattutto i più giovani.

55 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
Atarix7101 Marzo 2014, 08:41 #1
i giochi denominati attualmente free to play sono una bella truffa legalizzata ed autorizzata. Sono giochi le cui meccaniche ti spingono, prima o poi a spendere per acquistare crediti, diamanti, monete e via discorrendo, tutta roba necessaria a procedere nel gioco stesso. Il problema e' moltissimi ci cascano e si rovinano a forza di comprare gli add-on. Non sono rari casi di genitori che si sono visti arrivare conti salatissimi sulle carte di credito.
Il mondo e' dei furbi, su questo non ci piove...
madnesshank01 Marzo 2014, 09:02 #2
il free to play è da bandire o da regolamentare in modo severissimo. Allo stato attuale, non è niente di meno di un sistema criminale per derubare le persone. Diverso nel metodo, ma simile nello sfruttare certe debolezze psicologiche di alcuni individui, si può paragonare al gioco d'azzardo.
dasaint01 Marzo 2014, 09:55 #3

non solo mobile...

Ci sono, e sono in crescita costante, parecchi giochi per PC spacciati per FTP (vedi quelli su STEAM, per tutti); la qualifica di "FTP" però spesso significa semplicemente che non c'è costo di acquisto per il client e/o non c'è un canone mensile da sottoscrivere.

Poi però ci si rende conto che se si vuole progredire davvero nel gioco, o si vuole avere un'esperienza di gioco un minimo appagante, secondo gli standard del videogaming, bisogna spendere cifre anche importanti (mi vengono in mente Rift e soprattutto Neverwinter, coi suoi "zen" che costano uno sproposito).

Ben venga una regolamentazione, quindi.
kamon01 Marzo 2014, 10:06 #4
Eh capirai..e cosa cambierà? che si inventeranno un nuovo termine per far credere che siano gratuiti, punto e a capo.
ted88pd01 Marzo 2014, 10:11 #5
è cosa c'è di complicato, i primi si continuano a chimare free to play i secondi li si chiama ufficialmente con il loro vero nome pay for win...
Axios200601 Marzo 2014, 10:17 #6
Secondo me i problemi sono 2:

1) i giochi dove puoi arrivare alla fine senza spendere un soldo (Angry Birds, Team Fortress 2, cito questi 2 perché li ho provati) ma non ci sono blocchi per prevenire gli acquisti specie da parte dei bambini

2) gli pseudo f2p dove se non sganci non giochi o non vinci.

Se poi il genitore molla il tablet / pc / console con la carta di credito / steam wallet pieno, è lui che ha sbagliato ad educare il figlio, ma oggi come oggi non è piu il genitore che deve educare il figlio. Ci deve pensare la tv, la Ue , internet..... (frase volutamente provocatoria).

Siccome i genitori non vogliono più pendersi questi pensieri, mai succeda che il figlio cresca male perché non ha la carta di credito a disposizione, chi lo sente poi, si va dall'altro lato del problema.

Ben vengano le norme, ma che si ricominci a pensare con la propria testa pure.

Ma non si può fare di tutta l'erba un fascio.
abcdeeeeff01 Marzo 2014, 10:29 #7
Era anche ora che si svegliassero. L'unico gioco free to play con acquisti in-game che vale la pena di essere giocato è team fortress 2, perchè gli acquisti si limitano a cose abbastanza inutili.

Anche hearthstone non sembra promettere male per ora, se si è un minimo bravi i soldi si fanno senza troppi problemi
anac01 Marzo 2014, 10:46 #8
non si chiama free-to-play ma pay-to-win basta vedere heartstone della blizzard se non paghi sulla classificata non vinci mai
Italia 101 Marzo 2014, 11:27 #9
Originariamente inviato da: Axios2006
Secondo me i problemi sono 2:

1) i giochi dove puoi arrivare alla fine senza spendere un soldo (Angry Birds, Team Fortress 2, cito questi 2 perché li ho provati) ma non ci sono blocchi per prevenire gli acquisti specie da parte dei bambini

2) gli pseudo f2p dove se non sganci non giochi o non vinci.

Se poi il genitore molla il tablet / pc / console con la carta di credito / steam wallet pieno, è lui che ha sbagliato ad educare il figlio, ma oggi come oggi non è piu il genitore che deve educare il figlio. Ci deve pensare la tv, la Ue , internet..... (frase volutamente provocatoria).

Siccome i genitori non vogliono più pendersi questi pensieri, mai succeda che il figlio cresca male perché non ha la carta di credito a disposizione, chi lo sente poi, si va dall'altro lato del problema.

Ben vengano le norme, ma che si ricominci a pensare con la propria testa pure.

Ma non si può fare di tutta l'erba un fascio.



Concordo con ogni lettera
san80d01 Marzo 2014, 11:36 #10
io non vedo nulla di illegale o truffaldino

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^