Tribunale condanna (di nuovo) due società per la vendita di chip di modifica per le console

Tribunale condanna (di nuovo) due società per la vendita di chip di modifica per le console

Il Tribunale Penale di Firenze ha pronunciato un'importante sentenza a carico dei titolari delle due società “PC Box” “2 Modchip.it” per la vendita, distribuzione e installazione illegale di chip di modifica per le console.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 15:01 nel canale Videogames
 

AESVI, l'Associazione di categoria che rappresenta l’industria dei videogiochi in Italia, ha espresso tramite un comunicato stampa la sua soddisfazione per l'importante sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale Penale di Firenze a carico dei titolari delle due società “PC Box” “2 Modchip.it” per la vendita, distribuzione e installazione illegale di chip di modifica (“mod chip”) e di game copiers che eludono le misure tecnologiche di protezione delle console per videogiochi dalla pirateria.

I due soggetti coinvolti sono stati condannati ai sensi dell’articolo 171 ter della legge sul diritto d’autore inmateria di elusione delle misure tecnologiche di protezione a un anno e due mesi di reclusione e a 5.000 euro di multa ciascuno. È stata inoltre ordinata la distruzione dei materiali sequestrati da parte della Guardia di Finanza, oltre che il pagamento di 3.000 euro di costi.

"Il Tribunale di Firenze ha chiarito senza ombra di dubbio come ogni condotta che abbia la finalità prevalente di eludere le misure tecnologiche di protezione apposte sulle console videoludiche debba considerarsi reato", ha detto l'Avv. Alberto Sirani, legale di AESVI, a Gamemag. "A tal fine, il Tribunale ha richiamato, oltre a due precedenti della Corte di Cassazione, anche una recente e condivisibile sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (sentenza pronunciata in data 23 gennaio 2014), che ha stabilito che: è legittimo che ogni Stato membro preveda forme di tutela anche penale del diritto d’autore non solo attraverso misure applicate sul supporto software, ma anche sulla console videoludica; e che la valutazione circa la finalità prevalente della condotta elusiva deve essere effettuata in concreto".

"Il caso su cui si è pronunciato il Tribunale riguardava due aziende accusate di commercializzare prodotti destinati a superare i sistemi di protezione, e che di fatto consentivano di utilizzare sulle console giochi non originali. Gli imputati sostenevano come non fosse provato che la finalità prevalente di questi prodotti fosse necessariamente illecita. Diversamente, invece, il Tribunale di Firenze ha ritenuto che, sebbene la console modificata possa prestarsi in astratto a diverse funzioni anche lecite, la prevalente finalità illecita sia evidente, giacché le invocate diverse possibilità di utilizzo sono solo astratte, mentre in concreto tali strumenti sono offerti al pubblico con l’esclusivo fine di superare la tutela dei legittimi diritti dei produttori di software".

La Corte di Cassazione si era già espressa sull'illegalità della condotta in questione, ma la sentenza del Tribunale di Firenze pronunciata nella giornata di ieri rimane comunque importante, perché è la prima sentenza pronunciata dopo la decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea dello scorso gennaio, nella quale la Corte ha riconosciuto la legittimità delle misure di protezione tecnologica incorporate sia nei supporti fisici dei videogiochi sia nelle console per videogiochi.

9 Commenti
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Computerman25 Luglio 2014, 17:06 #1
Resto davvero basito
RedFoxy25 Luglio 2014, 19:06 #2
in italia, e dove se no?
PaoloM7225 Luglio 2014, 20:01 #3
Non è una questione italiana ma europea. E comunque commettere un illecito rimane sempre un reato, non ci sono santi.
Avatar025 Luglio 2014, 20:15 #4
Neanche dovrebbe esserlo reato

Pensare che c' è gente che rischia di finire in galera per queste sciocchezze, quando chi deve pagare trova sempre una via d' uscita.
djfix1325 Luglio 2014, 21:58 #5
perchè non mettono in galera chi vende e distribuisce armi.
potenzialmente uno può commettere reato se la usa in maniera sbagliata...
così i modchip, e se io volessi giocare con delle copie per evitare di rovinare i miei giochi?
io lo faccio.
rockroll26 Luglio 2014, 03:07 #6
Originariamente inviato da: PaoloM72
Non è una questione italiana ma europea. E comunque commettere un illecito rimane sempre un reato, non ci sono santi.


Ineccepibile, per carità, nella ferrea logica delle leggi dettate dalle lobbies, ma da qui a immaginare che dette leggi siano giuste ed "eque"...

Quel che va debellato non sono i ridicoli blocchi liberticidi, ma le leggi "ad majora" che li permetto.
hjnzfjghmsfzt26 Luglio 2014, 12:05 #7

ma che...

cioè un chip che mi permette di sfruttare al 70% una console al posto del 30% è illegale? basta solo che loro non dicano che si possono far partire giochi piratati e siamo a posto! poi se io voglio far partire la copia di backup di un gioco in dvd non posso? eppure il gioco lo ho pagato ed ho pagato persino la siae per il dvd!
poi un arma può far del bene o del male in base a chi la usa!

poi si, multiamo chi distribuisce chip e lasciamo andare liberi stupratori, assassini, mafiosi...
SaggioFedeMantova27 Luglio 2014, 10:44 #8
E' reato, giusto cosi.
paranoic27 Luglio 2014, 15:18 #9
Originariamente inviato da: SaggioFedeMantova
E' reato, giusto cosi.


Come in tutte le cose...è relativo...sono fuori dal giro dei vari chips etc....da diversi decenni oramai, ma ricordo che all'epoca, gli stessi permettevano di usare oltre che copie di prodotti già in ns. possesso (non copie pirata, bensì copie di back up, legalmente utilizzabili) anche dei sw non ancora presenti sul ns. mercato come i giochi giapponesi, americani etc...

Ora questo tipo di uso della console a me sembra legalmente lecita, come diceva un utente in precedenza, significa sfruttare la console al 70% piuttosto che solo un 30%. Quindi effettivamente basterebbe solo nelle indicazione del chip tralasciare il fatto che posso fare partire copie pirata e la norma credo sia ampiamente superata.

Inoltre bisogna sempre valutare l'impatto che un reato ha sulla società, ovvero, mi spiego meglio, se uccidi 20 persone immagino che il danno che cagioni sia più elevato socialmente, quindi la pena dovrebbe essere proporzionale. Ovviamene in questo caso i soldi in gioco sono diversi miliardi di dollari e quindi la pressione sul legislatore sono sicuramente più opprimenti.

Premesso questo, il diritto d'autore deve sempre e comunque essere protetto e tutelato, le opere dell'ingegno sono proprio quelle più tartassate da copie e spesso oltre a perdere valore sul diritto di brevetto attestante la propria opera, perdono anche valore nell'immagine; in quanto spesso la qualità del prodotto non originale è nettamente inferiore rispetto all'originale...oltre che pericoloso (ricordo determinati coloranti cancerogeni per la salute dell'uomo, su abiti e magliette che furono trovati in magazzini e brandizzati da laboratori in india ed in cina).

Il problema in Italia deriva dalla SIAE e da tasse, tassine, tassucce, che gravano sui vari prodotti brandizzati. Purtroppo queste tasse sul consumo gravano sulle tasche di soggetti deboli che non hanno un reddito così cospicuo tale da non farsi attrarre dal risparmiare in un anno diverse migliaia di euro di sole tasse. Non dico sia corretto e/o giustificabile, dico solo che anche in questo caso la situazione è risolvibile.

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