Team Bondi torna sulla questione degli orari di lavoro

Team Bondi torna sulla questione degli orari di lavoro

Il lead programmer Dave Heironymus fa un po' di chiarezza sulle accuse mosse da alcuni ex dipendenti nei confronti dell'azienda.

di Davide Spotti pubblicata il , alle 12:29 nel canale Videogames
 

Il lead programmer di Team Bondi, Dave Heironymus, ha dichiarato che alcuni ex membri dello staff stanno facendo di tutto per infangare la reputazione dello studio.

Nelle scorse settimane un ex dipendente della software house aveva infatti svelato alcune discutibili pratiche lavorative, che vedevano gli sviluppatori impegnati in ufficio anche per oltre 100 ore alla settimana, senza pause.

Tramite un post pubblicato su Gamasutra, Heironymus ha contestato alcune delle dichiarazioni effettuate dalla fonte rimasta anonima, aggiungendo che la risonanza data alla questione da parte della stampa è stata a senso unico.

"Lo so, lo so. Sarò etichettato come il pupazzo di Brendan McNamara (leader di Team Bondi) o peggio", ha dichiarato. "Vi dò la mia parola che sto facendo tutto ciò perché mi piace lavorare in Team Bondi e non voglio vederla distrutta da alcuni ex-dipendenti di cui non si conosce l'identità".

"Qual è la motivazione che si cela alle spalle degli attacchi a Team Bondi? Se il motivo è stato quello di vedere miglioramenti nelle condizioni lavorative, sono d'accordo...tutto il management e lo staff di Team Bondi desidera migliorare il nostro processo di sviluppo in modo da poter realizzare titoli ancora migliori in una finestra temporale ragionevole, senza bruciare persone lungo il percorso".

"Tuttavia, alcuni di questi commenti sembrano andare oltre. Alcuni ex-dipendenti che hanno lasciato l'azienda anni fa vogliono vedere Team Bondi distrutta. Vogliono vedere 35 sviluppatori senza lavoro. Questa mi sembra una motivazione decisamente meno lodevole".

Lo stesso Heironymus ha poi pubblicato i contenuti di una lettera, inviata da lui stesso all'International Game Developers Association, dopo che quest'ultima aveva prontamente annunciato di voler compiere indagini sulle politiche lavorative dello studio.

Vi riportiamo un estratto:

"Durante i primi anni di L.A. Noire, generalmente lavoravamo dalle 9 del mattino alle 6 di sera. Occasionalmente capitava di trascorrere alcune notti in concomitanza con il termine di una milestone, ma in generale tutto procedeva in modo piuttosto liscio. Sfortunatamente mentre il tempo passava non riuscimmo a conseguire quei progressi che avremmo voluto e ci fu un crescente incremento dei turni lavorativi.

Ci furono momenti in cui sembrava troppo difficile riuscire ad andare avanti. Il lavoro si accumulava, le date di rilascio slittavano e la frustrazione cresceva. In questi momenti abbiamo perso alcune persone, che legittimamente decisero di non essere più disposte a sacrificarsi.

Giunti alla conclusione che lavorare nei weekend era inevitabile, Team Bondi mise in piedi uno schema che premiava i dipendenti per i loro weekend spesi al lavoro. In aggiunta, negli ultimi 6 mesi del progetto, vennero premiati coloro che rimanevano in ufficio durante le notti del fine settimana, e questa attività ha comportato per il sottoscritto e la maggior parte del mio team un periodo di ferie di 4 settimane dopo il completamento di LA Noire, oltre al pagamento degli straordinari.

Verso la fine del progetto lavoravo probabilmente una media di 65 ore alla settimana. A parte alcuni casi isolati (varie demo), questo è stato il ritmo più elevato per quanto mi riguarda. Non ho mai lavorato 100 ore a settimana. Se ci pensate un attimo, sono 14 ore al giorno, 7 giorni su 7, davvero tanto. Non posso affermare che nessuno abbia mai impiegato 100 ore a settimana in ufficio, ma questo genere di turni non venivano incoraggiati. Se qualcuno del mio team avesse lavorato così duramente, avrei fatto del mio meglio per fermarlo.

Il management di Team Bondi non era chiuso in una torre d'avorio, lavorando secondo i normali ritmi mentre tutti gli altri si rompevano la schiena. Lo stesso Brendan era impegnato per molte ore e qui nello studio solo pochi di noi erano consapevoli di quanto fosse faticoso il lavoro di motion capture a Los Angeles.

Detto questo, nessuno in Team Bondi è convinto che il 'crunching' sia un buon modo di lavorare e ci stiamo concentrando sui nostri errori in vista del prossimo progetto. E' grandioso collaborare con le persone che fanno parte di Team Bondi e sono fiducioso che si possa rendere Team Bondi uno studio di vertice a livello internazionale".

3 Commenti
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devbeginner18 Luglio 2011, 12:46 #1
Comunque sia, è risaputo che in questo settore, lo stress tra tempi di rilascio, funzionalità richieste ed aspettative generali, lo sviluppatore è in rapporto malpagato rispetto ad altri.

Poi come diceva non ricordo chi, citando forse Molyneux, "siamo abbastanza fortunati da creare le nostre visioni".


Certo se lavori nell'IT, per quanto sia vero che lavorare più di 8 ore diventa controproducente, non puoi pensare di timbrare il cartellino alle 9 e poi alle 18 ed uscire bel bello. Men che meno nella VG industry.
Mparlav18 Luglio 2011, 13:18 #2
Dalle 9 alle 18, 5 o 6 giorni alla settimana è prassi comune in molti ambienti del terziario, non solo IT.

14 ore al giorno, 7 giorni su 7 francamente mi sembra un'esagerazione, roba che puoi trovare in qualche stabilimento, illegale, del manifatturiero, dove per andare in bagno devi implorare. Ma questo non è lavoro, ma riduzione in schiavitu.

Per il resto, conosco liberi professionisti che dicono che lavorano 70-80 ore a settimana e concludono meno di altri nello stesso ambito, che ne lavorano 40 ore, ma ben fatte ed organizzate.
Glasses18 Luglio 2011, 16:53 #3
"Non posso affermare che nessuno abbia mai impiegato 100 ore a settimana in ufficio, ma questo genere di turni non venivano incoraggiati"



già solo questo significa che la cosa è accaduta, e riguardava più di una persona. Altrimenti mai e poi mai un capoccia ammetterebbe "l'eventualità" che questa roba possa prodursi sotto la sua guida.

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