Sony rinuncia all'appello per il caso dell'hack del Psn

Sony rinuncia all'appello per il caso dell'hack del Psn

Sony non intende più procedere contro l'accusa di inappropriata protezione delle informazioni personali degli utenti.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 09:02 nel canale Videogames
Sony
 

Sony non ricorrerà in appello nel caso che la vede accusata di inappropriata protezione delle informazioni personali degli utenti e obbligata a pagare danni per 250 mila sterline (poco meno di 300 mila euro). Si tratta dell'azione legale avviata dopo la violazione dei dati dovuta all'hack del sistema PlayStation Network dell'aprile 2011.

L'Information Commissioner's Office ha notificato Sony della multa nello scorso gennaio, affermando che l'attacco era evitabile e che Sony avrebbe dovuto prendere ulteriori accortezze per non incorrere in una violazione della sicurezza di tale portata. A gennaio Sony si diceva fortemente in disaccordo con l'accusa e faceva sapere che sarebbe ricorsa in appello.

La motivazione ufficiale che sta alla base della decisione di Sony riguarda la protezione della riservatezza dell'infrastruttura di rete. Il colosso nipponico, infatti, teme che continuare nel procedimento legale comporti la divulgazione di informazioni private agli inquirenti.

"Dopo un attento esame abbiamo deciso di non ricorrere in appello", dice un portavoce di Sony. "Questa decisione riflette il nostro impegno a tutelare la sicurezza della nostra rete, che potrebbe essere violata durante il procedimento. Continuiamo a essere in disaccordo con questa decisione".

L'ufficio inquirente ha commentato: "Accogliamo con favore la decisione di Sony Computer Entertainment Europe Limited di non ricorrere in appello contro la nostra condanna a seguito di una grave violazione della legge sulla protezione dei dati".

Si tratta solamente di una delle azioni legali a cui Sony è andata incontro dopo l'hack del 2011. Nello scorso ottobre, infatti, venne rigettata un'altra class action.

3 Commenti
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Bluknigth15 Luglio 2013, 09:55 #1

Penserò male...

Ma, chiudendola qui la vicenda finirà nel dimenticatoio, mentre proseguendo avrebbe pubblicità negativa per ancora per qualche anno.

Oltretutto la cifra da pagare è ridicola. Se mettono a confronto quello che avranno pagato di avvocati forse gli conviene pagare e basta.

Le altre sono solo scuse, tanto di divulgare informazioni private che potrebbero compromettere la loro sicurezza mi fa ridere.
Mi auguro che il colabrodo di 2 anni fa lo abbiano ripensato da zero e che le vecchie info non servano a far nulla...

Braccop15 Luglio 2013, 10:28 #2
250k sterline??? ma sono briciole... e' chiaro che non fanno ricorso.

per me e' pura follia dato che se non mi sbaglio c'erano di mezzo anche i dati delle carte di credito... bah
Ale199215 Luglio 2013, 11:11 #3
E quali informazioni dovrebbero uscire? il peggio è già successo, nomi e cognomi con tanto di carte di credito annesse già sono usciti fuori; anche se dovessero continuare le azioni legali non vedo chi potrebbe venire a conoscenza di chissa quali segreti o informazioni, a me sembra tutto studiato al fine di evitare altra pubblicità negativa (come ha già detto qualcuno piu sopra) e tanto 300.000€ per loro sono come 30€ per noi, pagano e chiudono la vicenda qui.

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