Secondo nuovo studio nessun legame tra videogiochi e comportamento aggressivo

Secondo nuovo studio nessun legame tra videogiochi e comportamento aggressivo

Thalita Malag˛, segretario generale di Aesvi, ha fatto riferimento a un nuovo studio proveniente dalla Svezia nel tentativo di difendere i videogiochi ai microfoni dell'Ansa.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 14:12 nel canale Videogames
 

"Si ignora che l'etÓ media dei 21 milioni di gamer italiani Ŕ sopra i 30 anni", ha detto Thalita Malag˛, segretario generale di Aesvi, all'Ansa in un'intervista realizzata nella cornice del Game Developers Conference, l'importante evento dedicato agli sviluppatori di videogiochi che si sta svolgendo in questi giorni a San Francisco.

La Malag˛ Ŕ intervenuta sulle recenti polemiche scatenate da una lettera al premier Matteo Renzi inviata dal vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera Ilaria Capua (Sc). Sulla base di quell'intervento, nelle ultime settimane diversi media generalisti hanno attaccato a pi¨ riprese il media videoludico come abbiamo riassunto qui.

Per respingere tali attacchi la Malag˛ fa riferimento a un recente studio dello Swedish Media Council: l'agenzia governativa svedese che si occupa dell'influsso dei media sul pubblico ha revisionato 106 studi effettuati sull'argomento violenza nei videogiochi dal 2000 ad oggi, passandone in rassegna metodi, attendibilitÓ scientifica e risultati. Da questa revisione Ŕ emerso come il legame fra videogame e violenza sia casuale: una persona che abbia giÓ una predisposizione all'aggressivitÓ per cause sociali e psicologiche preferirÓ videogiochi a tema violento, ma il legame fra videogiochi e comportamento aggressivo Ŕ privo di ogni fondamento.

"Il tema di questa polemica Ŕ soprattutto quello di un'accettazione culturale" ha detto la Malag˛ all'Ansa. "Come fenomeno di massa iniziato 25 anni fa il videogame Ŕ un medium ancora giovane".

Il segretario di Aesvi parla anche di parental control, del presunto sessismo in Gta V e di sviluppo indie. "Ma qui si sta giÓ facendo molto e le case indie stanno dando l'esempio", dice il segretario Aesvi, che ha aggiunto come i giocatori italiani si dividano ormai quasi a metÓ tra i due sessi.

"Pi¨ che occasione di polemiche il videogame potrebbe essere la frontiera di un nuovo Made in Italy: abbiamo oltre 100 studi guidati da giovani sviluppatori che vendono titoli in tutto il mondo. Creare un'atmosfera di sospetto sul videogame frena la crescita", ribadisce la Malag˛.

La presenza di Aesvi al Gdc Ŕ supportata dal Ministero dello Sviluppo Economico, che per la prima volta ha voluto rappresentare l'industria italiana nel pi¨ importante evento per il mondo dello sviluppo.

7 Commenti
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Bivvoz04 Marzo 2015, 14:19 #1
Secondo un mio studio chi fa questi studi potrebbe impiegare meglio il proprio tempo a zappare i campi
Toshia04 Marzo 2015, 16:50 #2
Secondo uno studio i media ludici che danno sfogo alle passioni allungano la vita dei premiers clowns come Renzi. Se ci pensate bene, in fondo non è diverso dal fine escatologico delle antiche opere letterarie, dove il dramma della scena consentiva allo spettatore di alienarsi, per purificarsi attraverso un processo catartico dalle umane passioni.Almeno la sera dopo cena gli italiani, sempre più tartassati da governanti senza la bussola, potrebbero sfogarsi in un ludico momento di "alienante follia" con i videogames.

Renzi non preoccuparti continua così, continua a rendere l' Italia schiava delle banche di cui sei la marionetta e visto che ci sei proibisci anche i videogames e tutti coloro che non possono più giocare a painkiller o ad assasin creed armati di spranghe potrebbero volerti invitare ad una partita con loro a painkiller. Corri, Matteo, corri...
hrossi04 Marzo 2015, 22:13 #3
Ne avevo visto uno simile che smentiva categoricamente i disturbi visivi con la fruizione di materiale pornografico.
Non ricordandomi da chi fosse pubblicato rimane il dubbio lecito che siano gli stessi studiosi.
Il prossimo verterà sull'acqua bagnata?

Hermes
hek04 Marzo 2015, 23:34 #4
i soliti studi commissionati dalle software house per continuare a vendere i loro giochi
moicano6805 Marzo 2015, 14:51 #5
malagò?? parente del rpesidente CONI?? non mi meraviglierei. visto che siamo nella repubblica delle banane..poi chi manda lettere da un aprtito morto e sepolto come Sciolta civica, non dovrebbero nemmeno meritare risposte...visto che sono i primi loro a dare cattivo esempio ai giovani, visto che se ne fottono dei voti di chi li ce li ha mandati a 18 mila euro al mese
marchigiano05 Marzo 2015, 14:59 #6
ma secondo voi il "segretario generale dell'associazione editori sviluppatori videogiochi italiani" può dire che i videogiochi fanno male?
Petardo23805 Marzo 2015, 20:48 #7
Finalmente qualcuno che sfata questo mito... secondo le credenze popolari chi gioca a GTA e simili è un pazzo omicida. Invece era ora che qualcuno mettesse fine a questa storia...

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