Revoca chiavi Far Cry 4: Kinguin, Ubisoft non ha base giuridica per la sua azione

Revoca chiavi Far Cry 4: Kinguin, Ubisoft non ha base giuridica per la sua azione

Continua la lotta a distanza tra Ubisoft, G2A e Kinguin, ovvero con i rivenditori di terze parti che secondo Ubisoft distribuiscono chiavi per i giochi in maniera non regolare. Sembra che sia stata Electronic Arts a comunicare a Ubisoft l'esistenza del tentativo di frode.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 14:01 nel canale Videogames
Ubisoft
 

Come abbiamo riportato nella giornata di ieri, Ubisoft ha revocato una consistente quantità di giochi dalle librerie dei clienti di uPlay sostenendo che quei giochi fossero stati aggiunti grazie a chiavi non ottenute in maniera regolare. La guerra a distanza tra Ubisoft da una parte e i rivenditori di terze parti incriminati dall'altra, ovvero G2A e Kinguin, è proseguita nelle ultime ore, a colpi di comunicati stampa da ambo le parti.

Sembrerebbe, infatti, che le chiavi bloccate fossero state acquistate presso Origin, il servizio digitale di Electronic Arts, usando delle carte di credito rubate, come riporta Eurogamer. Sembrerebbe che l'azione sia partita proprio da EA, che ha avvisato Ubisoft dell'operazione di acquisto chiavi tramite metodo di pagamento non regolare, e questo ha portato il produttore francese a revocare i giochi dalle librerie. Tra i giochi interessati non solo Far Cry 4, ma anche Assassin's Creed Unity, Watch Dogs e The Crew.

Kinguin sostiene a sua volta di aver svolto delle indagini interne e di aver identificato in alcuni mercanti russi i responsabili di quanto avvenuto. Alla stregua di eBay, infatti, G2A funge da mediatore fra "fornitori di chiavi" e l'utente finale.

Sostiene di aver ricevuto 4600 segnalazioni dai propri clienti in circa 72 ore. Secondo le sue indagini, però, i giocatori coinvolti sarebbero molti di più: "decine di migliaia su diverse piattaforme", si legge in un comunicato ufficiale. Stima che il totale dei rimborsi da praticare sia di circa 150 mila euro.

Secondo la ricostruzione di Kinguin, alcuni "mercanti" russi avrebbero ottenuto delle chiavi tramite carte di credito rubate o clonate e le avrebbero offerte a dei "fornitori" che fanno parte della rete di Kinguin. "35 fornitori minori di Kinguin hanno accettato l'offerta", ha scritto il responsabile marketing di Kinguin, Bartlomiej Skarbinski, sul sito ufficiale. "Questi fornitori ci dicono adesso che le loro 'fonti' sono adesso scomparse. Ma ciascuno di loro ci ha detto che intende collaborare e rimborsare tutti i clienti coinvolti. Noi, come Kinguin, li ringraziamo per questo".

"I fornitori dovrebbero prestare più attenzione ai partner con cui stringono rapporti di collaborazione ed evitare rischiose transazioni con entità non conosciute", dice ancora Skarbinski. Che se la prende anche con Ubisoft, come si può leggere qui in italiano: "Crediamo che Ubisoft non abbia alcuna base giuridica per la sua azione. Semplicemente, lo hanno fatto perché possono. Kinguin, naturalmente non ha intenzione di sfidare Ubisoft in tribunale perché non ha la forza di attaccare questi giganti. Continueremo a concentrarsi sulla soddisfazione del cliente ed i nostri clienti sanno che non li abbiamo mai delusi".

"Molti grandi editori stanno combattendo le richieste dei clienti per prezzi equi sui prodotti digitali di tutto il mondo", si legge ancora in questa pagina. "I diritti dei clienti in termini di rivendita dei giochi digitali sono anche attualmente in gran parte ignorati. Possiamo ricordare a tutti cosa è successo nel settore della musica negli ultimi dieci anni. Sappiamo tutti come è andata a finire".

"Consigliamo vivamente di acquistare i giochi solo da uPlay o dai rivenditori di fiducia", si legge invece in un comunicato ufficiale Ubisoft pubblicato da Eurogamer. "Lavoriamo regolarmente con i nostri rivenditori autorizzati per identificare e disattivare le chiavi ottenute in maniera fraudolenta e poi rivendute".

"In questo caso, confermiamo che le chiavi di attivazione sono state recentemente acquistate dal negozio Origin di EA tramite una carta di credito fraudolenta e poi rivendute online. Le chiavi ottenute in questo modo sono state disattivate. I clienti coinvolti dovrebbero contattare il fornitore presso il quale hanno ottenuto la chiave e chiedere un rimborso".

Il problema delle chiavi dei giochi non riconosciute dai produttori ufficiali si trascina ormai da qualche anno. Nello scorso marzo, ad esempio, 7 Entertainment, la società a cui appartiene Kinguin, acquistava diverse chiavi dallo store di beneficenza Humble Bundle per poi rivenderle. Sfruttava un'iniziativa di beneficenza per cercare dei margini che possono anche diventare importanti visto le ottime offerte fatte da Humble Bundle, che consente oltretutto di stabilire autonomamente la cifra da pagare per i giochi.

Un altro servizio online come Devolver Digital, poi, a maggio cancellava diverse chiavi ottenute tramite G2A, perché di provenienza non accettabile.

I rivenditori di videogiochi hanno naturalmente il diritto di proteggersi dalla pirateria e dalla diffusione non regolamentata delle chiavi per i propri giochi. Questo tipo di distribuzione di chiavi potrebbe diventare un grosso problema per l'industria e sicuramente compromette l'ecosistema del gaming su PC. Allo stesso tempo, però, i produttori dovrebbero trovare un modo che non danneggi i giocatori, i quali, dal loro punto di vista, hanno acquistato regolarmente le chiavi.

77 Commenti
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Notturnia29 Gennaio 2015, 14:10 #1
carte di credito rubate.. paesi dell'est.. ma che novità sarà mai questa :-D .. e si offendono pure..
gildo8829 Gennaio 2015, 14:18 #2
La questione si risolve facilmente... Non acquistare più giochi Ubisoft, ecco la soluzione.
djmatrix61929 Gennaio 2015, 14:21 #3
Originariamente inviato da: gildo88
La questione si risolve facilmente... Non acquistare più giochi Ubisoft, ecco la soluzione.


Tu si che sei sveglio ed hai capito tutto.

th3o|dm4n29 Gennaio 2015, 14:23 #4
Originariamente inviato da: Notturnia
carte di credito rubate.. paesi dell'est.. ma che novità sarà mai questa :-D .. e si offendono pure..
questa va insieme a "a Napoli son tutti ladri"?

Originariamente inviato da: gildo88
La questione si risolve facilmente... Non acquistare più giochi Ubisoft, ecco la soluzione.
genio!
Jon_Snow29 Gennaio 2015, 14:48 #5
Certo che la storia di Humble Bundle è davvero triste...

Comunque resta il problema di far pagare ai giocatori una responsabilità che non hanno e la scusa del rivenditore non ufficiale è solo una parata di quello-che-potete-immaginare perché le chiavi regionfree le riscatti tranquillamente nel tuo sistema Origin/uPLay che sia (parlo di chiavi senza VPN).
giubox36029 Gennaio 2015, 14:52 #6
il fatto è questo...se non ho capito male si è trattato di riciclo di denaro sporco con cui invece che investire nel mattone come si faceva qui in italia, ogni qual volta apriva un ipermercato o c'erano lottizzazioni in zone imprevedibili...qui invece ci hanno comprato cd-key...tante cd key
Se così fosse ubisoft aveva ragione di intervenire al 100% ma sicuramnete sarebbe stato meglio farlo per via legale e non disattivando le chiavi agli utenti finali che non avevano nessuna colpa :/
dantess29 Gennaio 2015, 14:55 #7
Cosa costringe il giocatore a rivolgersi a questi siti?? il fatto che la ubi&co vendano le key al prezzo dello scatolato!!! non mi puoi vendere una key a 60€ e poi costringermi a downlodarla con mia connessione (pagata) e con la mia corrente (pagata)...senza contare il fatto che oramai le patch sono diventate abnormi ed obbligatorie al dayone....vendete a prezzi popolari dall'inizio e smettetela con i giochi a 1€ dopo 1 anno e vedrete che all'inizio il margine di guadagno sarà più basso ma col tempo sicuramente aumenterà....perchè tutti acquisteranno dal market ubi o steam!
gildo8829 Gennaio 2015, 14:59 #8
Originariamente inviato da: djmatrix619
Tu si che sei sveglio ed hai capito tutto.



Originariamente inviato da: th3o|dm4n
genio!


Sfottete pure, era solo un consiglio per il vostro bene, poi il cul0 è vostro e ci fate quello che volete
CTR29 Gennaio 2015, 15:08 #9
Originariamente inviato da: dantess
Cosa costringe il giocatore a rivolgersi a questi siti?? il fatto che la ubi&co vendano le key al prezzo dello scatolato!!! non mi puoi vendere una key a 60€ e poi costringermi a downlodarla con mia connessione (pagata) e con la mia corrente (pagata)...senza contare il fatto che oramai le patch sono diventate abnormi ed obbligatorie al dayone....vendete a prezzi popolari dall'inizio e smettetela con i giochi a 1€ dopo 1 anno e vedrete che all'inizio il margine di guadagno sarà più basso ma col tempo sicuramente aumenterà....perchè tutti acquisteranno dal market ubi o steam!

e se ubisoft vendesse a 35€ il gioco e il sito di chiavi a 20€ la gente dove comprerebbe i giochi?
AceGranger29 Gennaio 2015, 15:09 #10
Originariamente inviato da: Jon_Snow
Certo che la storia di Humble Bundle è davvero triste...

Comunque resta il problema di far pagare ai giocatori una responsabilità che non hanno e la scusa del rivenditore non ufficiale è solo una parata di quello-che-potete-immaginare perché le chiavi regionfree le riscatti tranquillamente nel tuo sistema Origin/uPLay che sia (parlo di chiavi senza VPN).


i giocatori hanno responsabilita eccome visto che hanno acquistato chiavi da siti dubbi.

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