Rapporto Ustr sulla pirateria: continue sfide in Brasile, Italia e Russia

Rapporto Ustr sulla pirateria: continue sfide in Brasile, Italia e Russia

L'ufficio statunitense che si occupa di tutela delle proprietà intellettuali ha pubblicato il rapporto annuale sulla pirateria. Italia non tra le priorità, ma comunque a rischio.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 15:16 nel canale Videogames
 

L'Ustr (ovvero Office of the United States Trade Representative) ha pubblicato il rapporto 301 sulla pirateria informatica fra le varie nazioni nel mondo, con particolare riferimento al mondo online,. L'ufficio si occupa della tutela delle proprietà intellettuali americane nelle varie nazioni del mondo. Secondo il rapporto di quest'anno, la Russia rimane la nazione con il livello più alto di pirateria di contenuti videoludici.

Nel rapporto si identificano alcuni focolai particolarmente a rischio, ovvero il continuo deterioramento delle proprietà intelettuali, la continua crescita della pirateria in Ucraina, il problema crescente di appropriazione indebita di segreti commerciali che si verifica in Cina, oltre che le continue sfide che permangono in nazioni importanti come Brasile, Italia e Russia.

Il nostro paese non si trova nella lista delle priorità, della quale invece l'Ucraina occupa la prima posizione. Tuttavia, ci troviamo nella lista delle nazioni tenute sotto osservazione, della quale invece fanno parte ben poche altre nazioni europee (nello specifico: Bielorussia, Bulgaria, Finlandia, Grecia e Romania).

"Nel 2013 l'Italia resta nella Watch List", leggiamo nel rapporto. "La pirateria su internet rimane un fenomeno molto importante in Italia, visto che numerosi produttori segnalano che l'Italia presenta uno dei tasssi di pirateria online più alti del mondo. Mentre l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha compiuto evidenti progressi nel 2011 e nella parte iniziale del 2012 nel progetto di regolamentazione del settore, da quel momento in avanti si è verificato uno stallo. Di conseguenza, i titolari di diritti devono affrontare gravi sfide nella lotta contro la pirateria su Internet in Italia. Gli Stati Uniti sottolineano l'importanza di adottare misure per finalizzare e attuare le norme imposte dall'Agcom al fine di creare un meccanismo efficace contro tutti i tipi di pirateria su Internet".

"Gli Stati Uniti, inoltre, continuano ad essere preoccupati per i rapporti del Garante per la protezione dei dati personali italiano sul monitoraggio delle reti peer-to-peer. Incoraggiano ad adottare ulteriori misure per ridurre significativamente i ritardi nel deposito delle sentenze sulle proprietà intellettuali nei tribunali italiani e per garantire che i casi giungano a condanna definitiva".

L'Ustr si auspica una collaborazione duratura tra istituzioni statunitensi e italiane proprio nel tentativo di combattere la pirateria attraverso i circuiti online. Si attende anche la collaborazione delle commissioni parlamentari di inchiesta, visto che il loro apporto potrebbe rappresentare un'importante occasione per affermare l'importanza di una forte protezione della proprietà intellettuale in Italia.

Il rapporto 301, dunque, fotografa una situazione che per il 2013 non promette di essere molto diversa rispetto agli anni scorsi se non per il leggero peggioramento che abbiamo visto nei precedenti paragrafi, che potrebbe dipendere dalla flessione economica che attraversa il nostro paese e dalla conseguente riduzione del potere d'acquisto.

Sappiamo bene, purtroppo, che la pirateria in Italia incide soprattutto sul mondo del gaming PC, il che ha portato a un progressivo disinteresse da parte dei produttori videoludici stranieri nella commercializzazione e nella promozione dei videogiochi per PC in Italia.

20 Commenti
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alexdal02 Maggio 2013, 15:47 #1
I pochi guadagni se li becca la camorra con i soldi presi dai dischi contraffatti e dalla gestione dei siti con roba pirata.
robertino7502 Maggio 2013, 16:21 #2
"Sappiamo bene, purtroppo, che la pirateria in Italia incide soprattutto sul mondo del gaming PC, il che ha portato a un progressivo disinteresse da parte dei produttori videoludici stranieri nella commercializzazione e nella promozione dei videogiochi per PC in Italia."
detta cosi sembra quasi che i giochi in escusiva per pc non escano solo in italia, oltretutto che fine ha fatto la Spagna che viene sempre citata come uno dei paesi con il più alto tasso di pirateria?
io continuo a pensare che la pirateria conta molto poco nella scelta degli sviluppatori di dedicarsi principalmente alle console e questo perchè è l'utenza media che preferisce le console al pc(pirateria o meno)perchè le reputa :
1)più economiche
2)più semplici da utilizzare
3)meglio ottimizzate(nessun sbattimento con driver)
e quindi più utenti console, più giochi console e più porting per pc quando và bene(altrimenti non arrivano proprio).
Baboo8502 Maggio 2013, 20:08 #3
La soluzione parziale / arginamento del problema e' sempre e uno soltanto, sotto gli occhi e sulle bocche di tutti, ma nessuno (o pochissimi) lo mette in atto:


PREZZI PIU' BASSI.


CD musicali, DVD dei film (il bluray ci vuole troppo a scaricarlo e poi da piu' soddisfazione averlo in mano....ah, io non ho il bluray, giusto per cronaca), videogiochi... Costano TROPPO, sono sempre costati tanto, con l'euro i prezzi sono raddoppiati e ora costano un macello.
Aggiungiamo anche la crisi. Questi sono "beni di lusso" o comunque di svago, uno potrebbe anche farne a meno. Se costassero meno non ci sarebbe cosi' tanta pirateria, ma visto che i prezzi non accennano a diminuire (e anzi, le copie digitali che dovrebbero costare meno, costano UGUALI alle copie fisiche) la gente scarica. Scarica scarisca e scarica. E mentre prima si doveva cercare su WinMX e chiedere di scalare la coda, poi su eMule c'era il problema dei file fasulli, ora tra i siti di hosting e i torrent, e' veramente troppo facile procurarsi un qualsivoglia contenuto digitale.

Li abbassano i prezzi? NO. E allora che si fottano e che non vengano a lamentarsi. Si danno le mazzate nei maroni e piagnucolano pure.

Fortuna che tra alcuni siti (cito Steam ma ce ne sono di migliori come prezzi, che non conosco sinceramente ma ne ho sentito parlare) fanno spesso sconti sui videogiochi o li fanno pagare poco, altri siti come Spotify hanno capito l'andazzo e si danno da fare...

Ma la strada e' ancora lunga e le major piuttosto che ridurre di un 10% i prezzi, si sparano nelle palle, se le tagliano, le pressano, le polverizzano, le bruciano e ne spargono le ceneri sul mare...
Tasslehoff02 Maggio 2013, 21:32 #4
Quoto, quella secondo cui è la pirateria incida più sul gaming PC anche imho è una panzana grottesca e clamorosa a cui la stampa cosidetta specializzata ha sempre dato corda, spinta a gran voce dai due principali colossi del panorama console che hanno tutto l'interesse a screditare l'immagine del gaming su pc a favore del gaming su console.

Sul resto non sono molto d'accordo, sulla maggiore convenienza economica delle console rispetto al pc si è discusso molto, e sappiamo tutti che è una questione più sfaccettata di quanto possa sembrare a prima vista (banalmente, costo dell'hw su pc spalmabile nel tempo a suon di upgrade, costi hw delle console esagerati all'inizio del ciclo di vita del dispositivo, costi sw delle console letteralmente bloccati ed esagerati mentre su pc sono più variabili e generalmente molto più bassi).

L'ottimizzazione poi è tutta un'altra faccenda (semmai lo "sbattimento" con i drivers andrebbe classificato sotto il parametro della semplicità d'uso, che però comporta una flessibilità di utilizzo infinitamente più ridotta), le console non sono più performanti o non hanno più effetti perchè più ottimizzate, semplicemente è un sistema cristallizzato che non ha margini di miglioramento, non a caso negli ultimi anni abbiamo assistito a un arresto totale dell'innovazione tecnologica in ambito sw (leggasi: i motori grafici sono fermi perchè le console non riescono a farli girare decentemente).

Cmq sono d'accordo con te sul fatto che la pirateria influenza poco (o meno di quanto pensino certi guru dell'editoria o certi analisi da strapazzo) nelle decisioni di un publisher di sviluppare su pc o su console, perchè alla fin fine diciamocelo è il publisher che ha potere decisionale, il team di sviluppo (salvo casi particolari) è un mero esecutore.
I maggiori introiti del mercato console nascono dalla natura stessa di quel settore, infinitamente più controllato e ingessato rispetto al mercato pc.
Non è un caso che i giochi per pc partano da prezzi generalmente molto più bassi (a volte anche più bassi del 50% rispetto alla controparte per console) e subiscano un processo di concorrenza tra rivenditori molto più aggressivo (non in Italia, ma in tutto il resto del mondo i giochi per pc scendono in fascia economica molto più velocemente).
Al contrario i giochi per console vengono venduti a prezzi pressochè identici in tutto il mondo, le offerte e le scontistiche richiedono tempi geologici (ammesso e non concesso che ci siano), e il mercato sw è controllato in modo quasi maniacale da Sony e MS.

Poi diciamocelo, si parla di console e ci si illude che siano prodotti immuni dalla pirateria, ignorando ad es che l'Xbox 360 è stata tra le console più modificate e con un tasso di pirateria altissimo.
egidiof02 Maggio 2013, 23:56 #5
Sono d'accordo con Baboo85: io vivo a Londra e qui i DVD li compri in media con £4-5, tranne quelli appena usciti di film di grande successo che comunque arrivano alle £10-12.
In più ci sono un sacco di web-shops, tipo Lovefilm (dipendente da Amazon) dove puoi noleggiare 3 film al mese (senza limiti di tempo) per £5.99, spedizione (e ri-spedizione con busta preaffrancata) inclusa (come opzione base) o in numero illimitato per £13,27, e magari anche copiarteli senza bisogno di scaricarli. Questo tipo di "pirateria" (con noleggio) potrebbe falsare i dati statistici che si basano solo sulla pirateria da dowbload.
In generale sono stato sempre convinto che la soluzione per le major sarebbe abbassare i prezzi e vendere di più, piuttosto che "pagare" i governi per creare leggi punitive e investire in cause e cercare di guadagnare di più con poche copie. In fondo una copia di DVD in fabbrica costa pochi centesimi! Invece di venderne 1 a €20 ne vendi 20 a €2 e ci guadagni moltissimo di più!
Che gliene pare?
Baboo8503 Maggio 2013, 00:54 #6
Originariamente inviato da: egidiof
Sono d'accordo con Baboo85: io vivo a Londra e qui i DVD li compri in media con £4-5, tranne quelli appena usciti di film di grande successo che comunque arrivano alle £10-12.
In più ci sono un sacco di web-shops, tipo Lovefilm (dipendente da Amazon) dove puoi noleggiare 3 film al mese (senza limiti di tempo) per £5.99, spedizione (e ri-spedizione con busta preaffrancata) inclusa (come opzione base) o in numero illimitato per £13,27, e magari anche copiarteli senza bisogno di scaricarli. Questo tipo di "pirateria" (con noleggio) potrebbe falsare i dati statistici che si basano solo sulla pirateria da dowbload.
In generale sono stato sempre convinto che la soluzione per le major sarebbe abbassare i prezzi e vendere di più, piuttosto che "pagare" i governi per creare leggi punitive e investire in cause e cercare di guadagnare di più con poche copie. In fondo una copia di DVD in fabbrica costa pochi centesimi! Invece di venderne 1 a €20 ne vendi 20 a €2 e ci guadagni moltissimo di più!
Che gliene pare?


Che piuttosto di darla vinta e di fare cosi', si tagliano le palle, come ho gia' detto.

L'idiozia non ha mai limiti. Comunque fatti loro, quelli che ci rimettono sono solo loro.

Gli artisti guadagnano praticamente solo da immagine, pubblicita', concerti, live, ecc. Quando le major falliranno e gli artisti si autopubblicizzeranno su internet (senza perdere poi molto) forse e dico FORSE capiranno che era meglio smetterla di fare i bambini credendo di avere chissa' che potere e magari ragionando un pochino con la testa (roba da 1 minuto scarso per questa soluzione) magari facevano meglio...
Tanto con l'era digitale i loro DVD, CD, ecc non ne ha bisogno nessuno. La gente si adatta abbastanza in fretta a queste cose. Anche perche' e' gia' abituata a scaricare da anni e anni

E il bello e' che di esempi lampanti ce ne sono stati e ce ne sono ancora adesso...
Il miglior modo e' di fare gli abbonamenti. Sparo 20 euro al mese e film illimitati. Ci sara' gente che andra' di download a manetta, ma molta gente non passa la vita davanti al pc, la maggiorparte "spendera' in film" meno di quei 20 euro e ci guadagnano.
Anche a questo sono abituati, con le offerte degli operatori telefonici mobile, che danno una tariffa a 9 euro al mese, 29 col cellulare compreso...
Cappej03 Maggio 2013, 08:32 #7
un po' come la storiella del "marito che se lo taglia per fare uno sgarbo alla moglie!"... pur di non abbassare i prezzi... LI BUTTIAMO VIA! Come le arance in Sicilia!
piererentolo03 Maggio 2013, 09:44 #8
Sarà.... eppure secondo me se i videogiochi costassero 15,00 euro, i film 10,00 e gli album 5,00 ci sarebbe comunque (più o meno) lo stesso tasso "di scaricamento".
Tanta gente ha nella testa che la "roba digitale" deve essere gratis e non è disposta a pagare nemmeno 80 cent per un app.
Baboo8503 Maggio 2013, 09:49 #9
Originariamente inviato da: piererentolo
Sarà.... eppure secondo me se i videogiochi costassero 15,00 euro, i film 10,00 e gli album 5,00 ci sarebbe comunque (più o meno) lo stesso tasso "di scaricamento".
Tanta gente ha nella testa che la "roba digitale" deve essere gratis e non è disposta a pagare nemmeno 80 cent per un app.


Non e' vero.

Che ci sara' una percentuale che comunque scaricherebbe anche se costassero 10 cent e' vero, ma sarebbe molto piu' bassa.

15 euro un gioco, ne comprerei anche piu' di quelli che riuscirei a giocare...


Secondo me 30 euro per un gioco appena uscito, 10 i film e 5 gli album non sarebbe male. E ci sarebbero molti piu' acquisti.
Jamester03 Maggio 2013, 09:51 #10

Bah

In risposta a questo messaggio:

"I pochi guadagni se li becca la camorra con i soldi presi dai dischi contraffatti e dalla gestione dei siti con roba pirata."

Sei forse razzista contro il sud fammi capire?

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