'Poteri nascosti in Valve', rivela ex-dipendente

'Poteri nascosti in Valve', rivela ex-dipendente

La struttura 'piatta' di Valve presenterebbe difetti significativi e non sarebbe praticata in maniera completa. Ne ha parlato un'ex-dipendente licenziata nella prima parte dell'anno.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 15:31 nel canale Videogames
 

Jeri Ellsworth, che fino allo scorso anno è stata a capo della divisione hardware di Valve, è stata licenziata secondo il piano di riorganizzazione della società praticato nella prima parte dell'anno. In un'intervista recentemente pubblicata, la Ellsworth dice adesso di essere infastidita dei continui proclami fatti a proposito della presunta struttura 'piatta' di Valve, affermando che quanto si dice non corrisponde perfettamente al vero.

Jeri Ellsworth

Jeri Ellsworth

"In realtà c'è uno strato nascosto di poteri, che alla fine determinano le sorti della società", dice la Ellsworth. Secondo la sua testimonianza, ci sarebbero effettivamente dei boss, e questo già screditerebbe la visione per la quale non ci sono gerarchie all'interno del gruppo. Questi boss avrebbero "strane paranoie" determinate dalla voglia di non compromettere la struttura 'piatta' che Valve si è prefissata di mantenere.

È solo il punto di vista della Ellsworth, che anzi dichiara di esser certa che le sue opinioni non sono condivise da tutti i membri di Valve. "Le mie parole suonano amare, ma perché io stessa sono amareggiata", ammette l'ex-impiegata. "Mi hanno promesso il mondo, ma alla fine mi hanno pugnalato alla schiena".

"Tutti hanno visto il manaule di disciplina di Valve, che offre una visione molto idealizzata", racconta ancora, riferendosi al manuale che potete consultare al link precedente. "Molte di quelle cose sono vere, perché si tratta di una struttura 'pseudo-piatta', suddivisa in piccoli gruppi che possono prendere decisioni autonomamente".

"Ma ci sono alcuni elementi che hanno acquisito potere, ci sono altri che creano difficoltà, e il resto del gruppo si trova in mezzo. Quelli che creano le difficoltà sono anche quelli che ambiscono a maggiore potere".

Rivela poi alcuni dettagli sul suo licenziamento, rendendo pubblici degli aspetti del suo rapporto con Gabe Newell, CEO di Valve. Nella fattispecie, quest'ultimo si sarebbe impossessato di alcuni progetti hardware di proprietà della stessa Ellsworth.

"Costruire il team che si sarebbe dovuto occupare dell'hardware è stato molto difficile. Avremmo voluto ingaggiare alcune persone di talento, ma sono state respinte dai veterani perché i loro profili non combaciavano con la cultura aziendale".

"È come avere un negozio con attrezzature per milioni di dollari e non poter assumere un macchinista a 40 mila dollari l'anno. Si preoccupavano che assumere un macchinista potesse danneggiare la loro preziosa cultura".

"Il giorno che sono stata licenziata stavo andando verso l'ascensore quando uno degli ingegneri mi fermò e mi disse: 'Hai sentito che ci sono stati dei licenziamenti? Sembra che riguardino alcuni elementi del nostro team'. Sono saltata in ascensore e ho cominciato a correre verso il nostro ufficio. Ho incontrato un altro elemento del mio team e mi ha detto 'Sono stato licenziato. E tu?' Non ci potevo credere: secondo il manuale vieni subito avvertito quando è in corso un cambiamento così radicale".

L'ex-impiegata dice che la sua divisione era incredibilmente sottodimensionata in base al progetto che Newell le aveva assegnato. Pare che Valve abbia rinunciato completamente ai suoi progetti hardware, quindi alla realtà aumentata e alla Steam Box. Ma non c'è un comunicato ufficiale in proposito.

"La struttura di gestione di Valve probabilmente funzionerebbe bene con 20 persone, ma si è inceppata quando la società ha avuto 300 dipendenti", commenta ancora la Ellsworth. "C'è una struttura di bonus che sono ancora più remunerativi dell'intero stipendio. Quindi tutti cercano di lavorare su progetti che siano visibili in quest'ottica. Nessuno si prende la responsabilità di lavorare su qualcosa di rischioso come la realtà aumentata, anzi tutti vogliono lavorare sulle cose sicure".

"Dare completo controllo sul proprio lavoro ai dipendenti secondo me è controproducente, perché la natura umana spinge a lavorare il meno possibile e ad avere sempre più controllo".

"Amo molto Valve, e mi dispiace dover dire queste cose. So che molti dei miei ex-colleghi non vogliono che questo tipo di storie saltino fuori".

"Eravamo tutti chitarristi solisti, al punto che non potevano neanche più assumere qualcuno solo per fabbricare le parti".

Naturalmente è molto difficile verificare quanto ci sia di vero nelle parole della dipendente licenziata, anche perché Valve non ha ancora pubblicato un comunicato in proposito. È certo che, esternamente, si nota come ci sia qualcosa che non va in termini di concretezza, con molti progetti annunciati ma che poi non si materializzano. Ci riferiamo alla trilogia delle espansioni di Half-Life 2, così come ad Half-Life 3 (non ufficiale, ma comunque lasciato intuire dallo stesso Newell), o gli stessi progetti su Steam Box e realtà aumentata.

22 Commenti
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qboy08 Luglio 2013, 15:44 #1
anche negli studi di google si presume sia tutto rose e fiori, ma secodno me non è affatto cosi
dobermann7708 Luglio 2013, 15:56 #2
Era ovvio.

Quando ci si mette a produrre una cosa tipo "STEAM PER LINUX"
è chiaro che non c'e' sotto un'analisi di mercato seria.
Lanzus08 Luglio 2013, 15:57 #3
Beh sono dinamiche che saltano fuori in qualsiasi ambiente di lavoro, piccolo o grande che sia. Era ovvio che in Valve non potevano essere tutto rose e fiori. Non possiamo sapere quanto corrisponda al vero ( e ovviamente non lo sapremo mai) ma la situazione dipinta è assolutamente plausibile.
Raghnar-The coWolf-08 Luglio 2013, 16:18 #4
Vabbeh ma che non esistono strutture sociali piatte e' completamente ovvio e dimostrato.

E' altresi' ovvio che altra gente per un motivo o per un altro emerga come "capo" e abbia piu' potere degli altri...

La cosa interessante dell'ambiente lavorativo Valve (e un po' Google) e' appunto essere aperti di mente e accettare idee e lavori da tutti, ma questo non vuol dire che realmente non esistano capi, perche' non e' socialmente possibile ne' plausibile.

Basta guardare le universita' europee: in teoria tutti i professori sono pari-grado. Guadagnano uguale (e non ci sono bonus personali, come per ovvi motivi ci sono nelle societa' private, ma al massimo fondi di ricerca), hanno uguali diritti, uguali doveri, nessuno puo' dire a nessun altro cosa fare, addirittura nessuno puo' essere licenziato per scelte di ricerca.
Eppure anche in un gruppo cosi' "piatto" dove in teoria tutti hanno potere assoluto sul proprio lavoro, emergono gruppi sociali e ci sono "capi" che guidano le ricerche, a cui altri si rivolgono come riferimento scientifico o che si occupano della gestione politica piuttosto che economica.

Non e' che eliminando i livelli lavorativi automaticamente appiattisci le differenze fra le persone. E meno male!
lorenzo2208 Luglio 2013, 16:20 #5
"C'è una struttura di bonus che sono ancora più remunerativi dell'intero stipendio. Quindi tutti cercano di lavorare su progetti che siano visibili in quest'ottica. Nessuno si prende la responsabilità di lavorare su qualcosa di rischioso come la realtà aumentata, anzi tutti vogliono lavorare sulle cose sicure".


"Dare completo controllo sul proprio lavoro ai dipendenti secondo me è controproducente, perché la natura umana spinge a lavorare il meno possibile e ad avere sempre più controllo".


"Eravamo tutti chitarristi solisti, al punto che non potevano neanche più assumere qualcuno solo per fabbricare le parti".


Sono queste 3 cose che hanno decretato (a mio parere) la morte di questo progetto. Cose se sono accadute anche in passato con una'altre grandi aziende dell'informatica.
SinapsiTXT08 Luglio 2013, 16:27 #6
Originariamente inviato da: dobermann77
Era ovvio.

Quando ci si mette a produrre una cosa tipo "STEAM PER LINUX"
è chiaro che non c'e' sotto un'analisi di mercato seria.


Quanta superficialità nel tuo commento, non credi che la strategia Steam per Linux sia in qualche modo collegata ad allargare la piattaforma Steam alla piattaforma Android (e magari iOS)?
Certo Linux e Android/iOS sono abbastanza distanti tra di loro ma avere un gruppo di lavoro esperto in quel settore potrebbe aiutare la transizione verso la piattaforma mobile e magari sviluppare software multi-piattaforma come windows-linux-android-ios senza contare che aprire Linux a Steam è un costo che verrà assorbito negli anni e garantisce comunque un afflusso di tutti gli sviluppatori (indie o meno) che sviluppano per Linux.

Quanto dice Ellsworth era abbastanza prevedibile, Valve ha sbagliato a tagliare i progetti più ambiziosi e innovativi e sbaglia a farsi manovrare dai "baroni".
giuliop08 Luglio 2013, 16:31 #7
Originariamente inviato da: dobermann77
Era ovvio.

Quando ci si mette a produrre una cosa tipo "STEAM PER LINUX"
è chiaro che non c'e' sotto un'analisi di mercato seria.


L'unica analisi di mercato seria sui giochi per Linux è quella che gli arriva dal prodotto "STEAM PER LINUX".
gaxel08 Luglio 2013, 16:33 #8
Valve ha semplicemente capito che si spende meno e si incassa di più a fare mercatini ingame o insteam, che sviluppare... hardware o software.
-EagleEye-08 Luglio 2013, 16:44 #9
Originariamente inviato da: gaxel
Valve ha semplicemente capito che si spende meno e si incassa di più a fare mercatini ingame o insteam, che sviluppare... hardware o software.


esattamente
tribalspirit08 Luglio 2013, 16:56 #10
ehbè sono strategie aziendali, tipiche di ogni azienda del settore
lei è stata la persona sbagliata nel posto sbagliato e non l'ha capito in tempo
accade spesso nelle aziende, una volta che si rimane scottati si impara a riconoscere queste situazioni e a tirarsene fuori, in un modo o nell'altro

capita anche nella mia d'altronde:
chi è nei progetti diretti piglia bonus e promozioni
chi è nell'indiretto fa la pezza da piedi, spesso con straordinari non pagati e non fa carrieria
non ti licenziano ad un certo punto te ne vai di tua spontanea volontà

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