Polemica Battlefield 1: gli alpini criticano la missione sul Grappa

Polemica Battlefield 1: gli alpini criticano la missione sul Grappa

Il presidente dell'Associazione Nazionale Alpini ed un consigliere regionale del Veneto hanno espresso forti critiche circa alcune scelte stilistiche fatte dagli autori del nuovo sparatutto Battlefield 1.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 09:31 nel canale Videogames
Electronic ArtsBattlefield
 

Non è certo la prima volta che la stampa generalista italiana si scaglia contro i videogiochi. Stavolta tocca a Battlefield 1, lo sparatutto multiplayer di Electronic Arts e DICE che diventa definitivamente disponibile proprio nella giornata di oggi. Il motivo del contendere sono le tre missioni ambientate in Italia e principalmente quella con lo scenario del Monte Grappa.

L'articolo che sta facendo il giro della rete in questi giorni è pubblicato dal Corriere del Veneto, il quale ha sentito Sebastiano Favero, presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, e Sergio Berlato, consigliere regionale del Veneto, a proposito della presenza dell'Italia all'interno di Battlefield 1.

Battlefield 1

"Ovvio che sono contrario ad una cosa del genere", sono le parole attribuite a Favero dal Corriere del Veneto. "Non ci sembra affatto il caso di trasformare un luogo sacro in un videogioco. Il Monte Grappa dovrebbe essere ricordato per il sacrificio di chi ha combattuto ed è morto lassù, dall’una e dall’altra parte, e non quindi essere riportato d’attualità in questo modo, con gente che spara e uccide, con sangue ovunque. Temi delicati, come quello della guerra, specie di questi tempi, vanno affrontati in maniera diversa e non in modi devianti come questo".

"Un vero e proprio sacrilegio, perché solo chi non ama e non conosce il Grappa può ideare un videogioco di questo tipo, che è una mancanza di rispetto nei confronti di un territorio che ha visto morire decine di migliaia di giovani per difendere la patria", ha aggiunto Berlato.

La presenza dell'Italia in Battlefield 1 riguarda tre mappe: due per la componente multiplayer, la prima delle quali si rifà alle due storiche battaglie finali della prima guerra mondiale sul Monte Grappa sulle Alpi venete e la seconda lungo la costa dell’Adriatico, dove infuria una feroce battaglia per il controllo del territorio, una mappa ha nome Confine dell'Impero. L'Italia figura anche nelle cosiddette Storie di Guerra, ovvero la componente single player di Battlefield 1. Chiamata Avanti Savoia, questa missione riprende lo scontro tra le milizie italiane e quelle dell'Impero austro-ungarico fra i picchi coperti di neve delle Alpi. Qui figura anche un reggimento di truppe scelte montane, gli Arditi italiani, artefice di un assalto imprevisto.

Si possono fare diverse considerazioni su questo fatto, ma due secondo me sono le più impellenti. Il gioco riproduce scenari di guerra che coinvolgono sostanzialmente tutta Europa, come mai questo tipo di polemica ha attecchito solo in Italia? E, in secondo luogo, si ha sempre la sensazione che non si conosca lo spessore artistico e narrativo dei videogiochi moderni, che non badano sicuramente solamente all'azione ma che vogliono anche trasmettere l'enfasi e l'accuratezza storica, come sanno apprezzare molti fan di storia. Probabilmente si usano ritmi narrativi più serrati, ma questo vale ormai per quasi tutte le opere di intrattenimento, cinema d'autore incluso.

È curioso poi andare a verificare come la presenza dei soldati italiani in Battlefield 1 sia stata intesa dagli autori di DICE come un omaggio alla presenza del nostro esercito nel primo conflitto mondiale e alla sofferenza dei nostri soldati in un'occasione talmente spietata e orribile. DICE ha celebrato i soldati italiani anche con la concept art che riportiamo in questa pagina, che esalta proprio un militare con un'uniforme dell'esercito dell'epoca. Il team di sviluppo "ha deciso di celebrare le gesta dei soldati italiani con una keyart, che sottolinei la presenza delle due missioni del gioco ambientate in Italia", scriveva infatti DICE come nota a corredo di questi contenuti.

107 Commenti
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Korn22 Ottobre 2016, 09:56 #1
polemica inutile e sterile, con la stessa logica non si dovrebbe fare giochi su qualunque guerra o avvenimento violento, non credo sia intenzione dei dice di dissacrare quegli avvenimenti
AlexSwitch22 Ottobre 2016, 10:21 #2
Dipende dalle varie sensibilità di ciascuna Nazione e all'evento a cui ci si riferisce...
Parecchi giochi di guerra ambientati in campagne sanguinosissime ( Stalingrado, sbarco in Normandia, solo per citare le due più famose ) sono celebrativi della vittoria finale conseguita, dove il cordoglio e il ricordo di centinaia di miglia di vittime è " corroborato " dall'epica dell'eroismo e dell'azione.
Azione che nel primo conflitto mondiale è mancata quasi completamente visto che è stata una guerra di trincea crudele, dove se non si moriva per i gas al cloro, per l'artiglieria pesante e le mitragliatrici ( campagna della Marna, Verdun, Ipres, etc. ), si moriva per macerazione nel fango tra malattie e deperimento.
L'eroismo, e forse da qui deriva la reazione, era nel sopravvivere a condizioni estreme anche e soprattutto quando non si combatteva viso a viso, nel portare pezzi di artiglieria pesante sui ghiacciai e sulle cime delle vette alpine, nello scavare gallerie nella roccia per piazzare enormi mine. Ridurre tutto ciò ad episodi per la trama di un videogame " spara-spara " può aver urtato la sensibilità di chi vuole tramandare la vera storia di determinati eventi.
mirkonorroz22 Ottobre 2016, 11:04 #3
Sentire parlare di campi di battaglia come (quasi per definizione) luoghi sacri mi ha fatto venire un po' i brividi.
Sono andato su wikipedia per vedere come si e' evoluto il concetto di sacro e devo dire che sono rimasto sorpreso. Praticamente allargato anche "fuori dall'ambito religioso"*. Spero che i due personaggi in questione lo intendessero in questo "ultimo modo"*, altrimenti siamo messi proprio male.
Gio2222 Ottobre 2016, 11:23 #4
E come reagiranno i nostri imberbi compatrioti?

ovviamente comprando il gioco e dunque finanziando chi usa un pezzo di storia dell'italia per farci i soldi.


Cosi va il mondo nel "civile" e "progredito" XXI secolo.
Antostorny22 Ottobre 2016, 11:27 #5
Per la prima volta viene sviluppato un fps (bellissimo tra l'altro) in cui sono presenti pure gli italiani ed arriva puntualmente l'inutile polemica di qualcuno .

Se la logica fosse questa non sarebbero mai esistititi videogame di guerra (mi riferisco a quella con fatti realmente accaduti, non fittizi).
AlexSwitch22 Ottobre 2016, 11:28 #6
Ovviamente si intende " sacralità " laica... Ovvero quella legata al ricordo di migliaia e migliaia di giovani morti. Basta leggere le cronache e la storia per rendersi conto di cosa effettivamente è stato il primo conflitto mondiale sui campi di battaglia... Il paesaggio di Verdun e delle colline della regione Champagne/Ardenne è stato ridisegnato dai proiettili delle bombarde, degli obici e dei cannoni pesanti. In alcuni momenti il terreno, durante gli assalti più feroci verso le postazioni nemiche, era letteralmente intriso dal sangue e cosparso dai brandelli dei fanti colpiti dallo scoppio delle granate. Il tutto per conquistare o riconquistare poche centinaia di metri di terreno.
Penso che parte della critica sia anche in questo, nella mancanza quasi totale del background storico dei fatti accaduti e delle condizioni in cui si doveva combattere... I ragazzini di oggi quando giocheranno a Battlefield penseranno magari che la campagna del Grappa sia stata solamente un susseguirsi di assalti di arditi ( meno dell'1% degli effettivi che hanno combattuto ) che hanno determinato la vittoria della battaglia o della campagna, quando così non è stato.
Soprattutto, ripeto, per la dinamica che ha caratterizzato i combattimenti della prima GM!!
Ci vuole ben più di un disegno o di una animazione digitale per commemorare queste cose... Ma oggi giorno viviamo in una società immemore, dove la storia non ha più valore e non viene più insegnata come si dovrebbe fare.
s-y22 Ottobre 2016, 11:31 #7
il concetto di 'sacro' e' nient'altro che una coperta per addolcire la cruda realta' dei fatti, e cioe' che decine di migliaia di ragazzini sono stati mandati al macello perche' cosi' 'doveva essere'

scritto questo, conosco bene la zona per motivi cicloamatoriali, e non posso dire che passare in certe strade mi lasci indifferente, ma appunto col distinguo di cui sopra

tutto il resto, mi riferisco al 'politico', sono cagate (che fanno perfettamente gioco rispetto ad altre regole, piu' attuali...)
AlexSwitch22 Ottobre 2016, 11:32 #8
Originariamente inviato da: Antostorny
Per la prima volta viene sviluppato un fps (bellissimo tra l'altro) in cui sono presenti pure gli italiani ed arriva puntualmente l'inutile polemica di qualcuno .

Se la logica fosse questa non sarebbero mai esistititi videogame di guerra (mi riferisco a quella con fatti realmente accaduti, non fittizi).


Personalmente, per quanto ho scritto nei mie post, la polemica non la ritengo inutile... Cosa ci sarà di istruttivo, ai fini del contesto di ambientazione, in un fps? Nulla... Di ludico parecchio... Peccato che nei fatti realmente accaduti ci sono stati anche morti reali e tutto il resto... Magari questa polemica è servita a risvegliare qualche stimolo ad informarsi e a risvegliare qualche " curiosità ", chiamiamola così, su come effettivamente sono andate le cose...
AlexSwitch22 Ottobre 2016, 11:37 #9
Originariamente inviato da: s-y
il concetto di 'sacro' e' nient'altro che una coperta per addolcire la cruda realta' dei fatti, e cioe' che decine di migliaia di ragazzini sono stati mandati al macello perche' cosi' 'doveva essere'

scritto questo, conosco bene la zona per motivi cicloamatoriali, e non posso dire che passare in certe strade mi lasci indifferente, ma appunto col distinguo di cui sopra

tutto il resto, mi riferisco al 'politico', sono cagate (che fanno perfettamente gioco rispetto ad altre regole, piu' attuali...)


La crudeltà della guerra è nella sua natura ed è un dato di fatto... Ma la sacralità qui si fonde col rispetto di chi è morto e non nelle ragioni del perchè, ovvero della politica che ha provocato il conflitto.
s-y22 Ottobre 2016, 11:47 #10
la retorica dell'eroe trovo che sia il modo peggiore per mancare di rispetto, soprattutto perche' svia rispetto al 'vegognoso' punto focale. che tra l'altro esiste ancora...

chiarisco, non e' che non ne comprendo la 'logica', ma non vuol dire che non sia il caso di ragionarci 'fuori di etichetta'. intendo in generale

e ribadisco che oltre ai discorsi sui diciamo 'massimi sistemi', in questo caso si incastrano questioni di natura ben diversa, di mero opportunismo politico. quindi 'rispondo' solo alla polemica politica.

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