Perché Sony ha spostato la guida di PlayStation dal Giappone all'Occidente

Perché Sony ha spostato la guida di PlayStation dal Giappone all'Occidente

L'annuncio dell'accorpamento di Sony Network Entertainment in Sony Computer Entertainment ha diverse ripercussioni sul business Playstation, come sottolineano gli analisti.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 15:01 nel canale Videogames
SonyPlaystation
 

Sony ha annunciato nelle scorse ore la nascita di Sony Interactive Entertainment come fusione delle etichette Sony Computer Entertainment, che storicamente si è occupata dell'hardware e del software PlayStation, e Sony Network Entertainment, attenta invece ai servizi di rete e al PlayStation Network. Il centro nevralgico della nuova unità di business sarà la Silicon Valley a partire dall'1 aprile.

PS4

Inoltre, Shuhei Yoshida perde il suo ruolo dirigenziale sostituito da Shawn Layden, prima a capo di Sony Computer Entertainment America, mentre Andrew House rimarrà a capo dell'intero gruppo. Insomma, si tratta di un chiaro passaggio dal Giappone all'Occidente per quello che riguarda la guida dell'universo Playstation.

Sony vuole capitalizzare al massimo il vantaggio tecnologico che si ritrova ad avere in questa generazione di console rispetto a Microsoft e Nintendo, all'interno di un'industria, quella del gaming su console, che secondo le stime degli analisti vale 30 miliardi di dollari a livello internazionale. Evidentemente per raggiungere questo obiettivo serve un maggiore focus sull'Occidente.

Secondo l'analista di mercato David Gibson di Macquarie Securities, infatti, Sony ha venduto globalmente 36 milioni di PS4, delle quali solamente 2 milioni sono state vendute in Giappone. Insomma, il successo di PS4 dipende soprattutto dall'ottima resa commerciale che la console sta avendo nel Nord America e in Europa. Questo non vuol dire che la nuova SIE abbandonerà definitivamente il Giappone, ma che inizierà a considerarlo come un mercato secondario, in opposizione al ruolo nevralgico che aveva avuto nel passato.

"Le performance di vendita nella patria di Sony sono molto deludenti se confrontate a quelle negli altri territori, soprattutto se si considera che Xbox One non vende praticamente per niente in Giappone e che neanche Wii U sta andando bene", ha aggiunto Serkan Toto, altro analista dell'industria dei videogiochi, secondo quanto riferisce GamesBeat.

Il Giappone sta diventando un mercato first-mobile: con una popolazione che rappresenta due quinti di quella degli Stati Uniti, infatti, vanta un mercato mobile allineato a quello americano in termini di fatturato (secondo al mondo solo alla Cina). Questo spiega perché i giapponesi stanno ignorando le console: hanno iniziare a dedicare il loro tempo libero e il loro denaro agli smartphone.

"Il gaming sui dispositivi portatili è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni, sottraendo risorse all'industria dei videogiochi tradizionale", ha detto ancora Toto. "La PS4 è disponibile in Giappone ormai da due anni e il suo business non è mai decollato. Quindi, perché Sony dovrebbe considerare questo territorio come base delle operazioni?"

Ma ciò che sta accadendo in Giappone non sembra ripetersi nelle altre aree, visto che internazionalmente PS4 è la console che vende più rapidamente nella storia del gaming. Il mercato europeo e, soprattutto, quello americano stanno, quindi, compensando il declino delle vendite in Giappone. "Ritengo che sia un'ulteriore conferma dell'importanza del mercato Nordamericano e della leadership di Andrew House", ha detto Lewis Ward, direttore di IDC Research, a GamesBeat.

L'accentramento voluto dal direttivo di Sony di fatto elimina le precedenti divisioni, ovvero le varie Sony Computer Entertainment Japan, Sony Computer Entertainment America, Sony Computer Entertainment Europe e Sony Network Entertainment International, questo consentirà al gruppo di condividere in maniera più efficiente le risorse e probabilmente di contenere i costi, come afferma Doug Creutz, analista di Cowen and Company.

"L'operazione probabilmente mira a ridurre i costi e ad assicurarsi che tutte le divisioni seguano lo stesso percorso", ha detto infatti Creutz. La fusione ovviamente punta anche ad abbattere la storica distinzione tra scatolato e digitale, visto che la prima area era prima di competenza di SCE e la seconda di SNE. Con la risalita del digitale a scapito delle tradizionali forme di distribuzione, questa differenziazione evidentemente non ha più motivo di esistere.

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