Ordine Psicologi: videogiochi trend che è qui per rimanere

Ordine Psicologi: videogiochi trend che è qui per rimanere

Alla Casa della Psicologia di Milano abbiamo avuto modo di intervistare Luca Mazzucchelli, Vice Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, con cui abbiamo affrontato i temi dei benefici e delle controindicazioni legati ai videogiochi.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 10:44 nel canale Videogames
 

I videogiochi costituiscono un tema molto complesso dal punto di vista della psicologia, perché vanno a colpire diverse aree e possono essere valutati da tanti punti di vista differenti, alle volte contrastanti. Se gli effetti benefici sono chiari, e riguardano la capacità di gestire le risorse, di agire in multitasking, di prendere le decisioni rapidamente, quelli controproducenti sono più complessi da indagare. Abbiamo voluto affrontare questi temi con Luca Mazzucchelli, Vice Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, che abbiamo avuto modo di intervistare alla Casa della Psicologia di Milano.

[HWUVIDEO="1948"]Ordine Psicologi: videogiochi trend che è qui per rimanere[/HWUVIDEO]

Oggi i videogiochi stanno modificando alcuni equilibri cristallizati nella società. Se il processo di crescita era prima focalizzato sul corpo, adesso tende a essere incentrato sulla mente. Se lo spazio di gioco prima era il cortile di casa, adesso è una stanza virtuale in un MMO o su un social network. Che conseguenze può provocare tutto questo nella società moderna?

"I videogiochi sono un trend che è qui per rimanere", dice Mazzucchelli nell'intervista che potete vedere in questa stessa pagina. "Non è un qualcosa che scomparirà tra qualche anno, anche perché è attraverso il gioco che noi impariamo, cresciamo, apprendiamo le regole sociali e tantissime delle abilità che poi ci servono anche nel mondo adulto".

Il dibattito è sicuramente aperto, e con Mazzucchelli abbiamo voluto affrontare tutti questi temi, insieme a quelli che possono essere i benefici che i videogiochi, soprattutto gestionali, possono consentire di avere anche nella propria carriera professionale. Ma allo stesso tempo le patologie che può provocare un'esposizione eccessiva ai videogiochi e il ruolo degli psicologi nella prevenzione e nella cura delle patologie, così come nell'orierantare lo sviluppo dei titoli futuri, anche a livello di sensibilizzazione e informazione.

Due sono le sfumature che vanno affrontate nel dettaglio: i videogiochi come surrogato della competizione sociale e i videogiochi come surrogato delle emozioni reali. Sono due filoni ben distinti, che corrispondono quasi a due media di intrattenimento diversi, e che vanno ad attivare parti del cervello differenti. Come ci spiega Mazzucchelli, però, i videogiochi non possono essere considerati come una medicina rispetto alle difficoltà che si possono avere nel fare competizione nella realtà o nel provare emozioni.

Il mercato dei videogiochi in Italia oggi vale 893,3 milioni di euro con 29,3 milioni di persone che videogiocano oggi nel nostro paese, equamente suddivise (51% e 49%) tra maschi e femmine. Variegata la fascia di età, con un dato su tutti che evidenzia una crescita in termini assoluti dei videogiocatori.

Da sempre infatti il gioco in senso assoluto è presente nella fase di crescita di ogni singola persona: in età infantile tramite mattoncini o bambole si imparano le regole della comunicazione, più avanti l’uso ponderato dei videogiochi ha lo stesso effetto ma più approfondito e personale, calando il videogiocatore nei panni del protagonista attivo.

Il videogioco secondo gli psicologi ha una grande potenzialità, che va ottimizzata. L’abuso può avere effetti negativi anche devastanti, va quindi conosciuto e come per tutte le cose serve il buon senso. L’approccio al videogioco va quindi ponderato, per evitarne l’abuso.

Ma, come abbiamo detto, ci sono anche molti effetti positivi. Molti videogiochi, richiedono per esempio un grande acume strategico per superare determinati passaggi, oppure stimolano il soggetto a provare e riprovare determinate azioni, sino a trovare la corretta soluzione all’enigma, attività che in maniera parallela possono essere traslate sul mondo del lavoro o in famiglia. Tutto questo secondo gli psicologi è molto positivo ed attiva una parte di cervello che farà in qualche modo tesoro dell’esperienza acquisita.

Quanto alla Casa della Psicologia, è una splendida location che si trova a pochi passi dal Castello Sforzesco di Milano. È un luogo dove cittadini e professionisti possono liberamente incontrarsi con l'obiettivo di offrire ai cittadini una vera e propria alternativa alla fruizione della psicologia, spiegando in maniera semplice ma concreta, le potenzialità di questa scienza.

Per tutte le informazioni sulle attività dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia e sui prossimi incontri www.opl.it.

12 Commenti
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Asterion01 Dicembre 2015, 11:12 #1
Non senza una velata ironia, ringrazio l'Ordine degli Psicologi per la fulminante rivelazione sui videogiochi: "sono qui per rimanere". Sono presenti nelle nostre vite in modo massiccio da circa 40 anni e ora se ne accorgono?
benderchetioffender01 Dicembre 2015, 12:04 #2
Originariamente inviato da: Asterion
Non senza una velata ironia, ringrazio l'Ordine degli Psicologi per la fulminante rivelazione sui videogiochi: "sono qui per rimanere". Sono presenti nelle nostre vite in modo massiccio da circa 40 anni e ora se ne accorgono?


anche il ballo liscio con Casadei è qui da mò, ma non credo sia un fenomeno culturale globale che segna un prima e un dopo....
Asterion01 Dicembre 2015, 12:19 #3
Originariamente inviato da: benderchetioffender
anche il ballo liscio con Casadei è qui da mò, ma non credo sia un fenomeno culturale globale che segna un prima e un dopo....


Avevi il dubbio che i videogiochi fossero una moda passeggera? Io li ho sempre considerati come una parte integrante della nostra società.
Per me l'articolo suona come: le automobili sono qui per rimanere.
MiKeLezZ01 Dicembre 2015, 12:26 #4
Sono totalmente basito da questa incredibile rivelazione, meno male che c'è l'ordine dei psicologi, riesce proprio a guardare dentro a ognuno di noi
TheQ.01 Dicembre 2015, 12:27 #5
Strano, c'è chi li sostituisce con la PTata (simile alla SATA ed alla PATA, ma con agganci diversi), la mitica presa seriale che connette il videogiocatore ad una sua famiglia costringendolo a lavorare millemila ore al giorno per comprare i diamanti utili a mantenere la connessione, rinunciando così al lato videoludico.
^_^'''
calabar01 Dicembre 2015, 15:01 #6
Ma avevate un numero di caratteri limitati per il titolo? Letto al di fuori dell'articolo è incomprensibile...
cerbert01 Dicembre 2015, 15:19 #7
Bene...
Prendo atto del fatto che per l'Ordine degli Psicologi un mezzo di espressione consolidato in qualche decennio è un "Trend".

Mi chiedo se abbiano già dato la dignità di linguaggio (o medium) a Cinema e Fumetto o se li tengano ancora catalogati alla voce "Trend che resiste bene".

Non è che abbiano fatto una gran figura...
Muppolo101 Dicembre 2015, 16:53 #8
Ordine Psicologi: videogiochi trend che è qui per rimanere
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Io venire da estero e no capire bene italiano, cazzo e' scritto in titolo?
TheQ.01 Dicembre 2015, 22:09 #9
Originariamente inviato da: Muppolo1
Ordine Psicologi: videogiochi, trend che è qui per rimanere

fix anche se permane l'errore che i videogiochi non sono un trend e per questo non si può rendere impersonale il discorso in questo modo. Tuttavia essendo i videogame un genere noto, con la virgola al punto giusto il discorso si capisce di più.
rockroll01 Dicembre 2015, 22:53 #10

Metà popolazione lorda sono giocatori?

con 29,3 milioni di persone che videogiocano oggi nel nostro paese...

HHHEEEEPPPPPP.....!!!!

Da non videogiocatore (che qui sono un pesce fuor d'acqua) permettetemi di sbalordirmi se non inorridire davanti a tale affermazione, ammesso che sia vera...

Quindi numeri alla mano un italico su due si dedica per propria libera scelta ai videogiochi?
In questo numero lordo sono inclusi bambini in età prescolare, vecchi (e noi siamo un paese di vecchi), persone disagiate (e non sono poche), persone oberate da tutt'altri problemi (molte purtroppo).... e quant'altro...
Se scremiamo questa parte di popolazione che oggettivamente non ha, non ha ancora o non ha più requisiti ed opportunità per videogiocare, otteniamo un netto di quanto secondo voi?
Secondo me un numero che si avvicina a quello indicato dal Mazzucchelli come videogiocatori attivi: insomma quasi tutta la popolazione attiva è dedita ai videogiochi?

Ma dove stiamo andando? verso un'umanità zombificata che vive nell'irreale? A me francamente fa un po' paura.

Datemi addosso finchè volete, non mi offendo, ho solo espresso il mio pensiero, magari prevenuto, ma i numeri sono numeri!

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