Nuove informazioni per Metal Gear Solid 5

Nuove informazioni per Metal Gear Solid 5

Hideo Kojima ritiene che l'approccio open world rappresenti il futuro del gaming. Ground Zeroes sarà un esteso prologo al titolo principale.

di Davide Spotti pubblicata il , alle 14:01 nel canale Videogames
 

Hideo Kojima è tornato a parlare di Metal Gear Solid 5 The Phantom Pain e ha ulteriormente chiarito cosa dovranno aspettarsi gli appassionati con l'introduzione delle inedite meccaniche free roaming. Secondo il game designer nipponico la filosofia open world rappresenta il futuro dell’intrattenimento digitale e permetterà di approcciarsi ai mondi di gioco in modo più articolato e coinvolgente.

“Credo che il termine ‘open world’ abbia creato alcuni fraintendimenti”, ha dichiarato Kojima durante un’estesa intervista rilasciata al magazine giapponese Famitsu. “Ovviamente non si tratterà di un gioco in cui Snake trascorre il suo tempo pescando, cambiando lavoro e svolgendo una vita diversa. La mappa di gioco è open world e si ha una certa libertà, ma in MGS 5 gli obiettivi sono chiari. Questo potrebbe comportare di dover aiutare qualcuno, distruggere un oggetto o ancora raccogliere informazioni di intelligence in un determinato punto. Ci saranno anche alcune missioni da portare a termine entro un limite massimo di tempo”.

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Il leader di Kojima Productions ha poi espresso un velato rammarico per non aver potuto adottare questa filosofia di gioco già nei capitoli precedenti della saga.

“Fino ad ora con Metal Gear Solid abbiamo potuto solamente costruire i luoghi nei quali ci si doveva infiltrare. Il modo in cui si arrivava fin lì veniva mostrato in una cutscene e il giocatore si trovava immediatamente di fronte al punto d’ingresso. Terminata la missione, si sarebbe avviato un nuovo filmato d’intermezzo, sarebbero arrivati un elicottero o qualche altro mezzo di trasporto utili alla fuga. Titoli così lineari non sono male, ma sarebbe stato divertente se aveste potuto essere voi a pensare il miglior modo per infiltrarvi, quale tipo di equipaggiamento utilizzare e infine come uscirne”.

Peraltro la nuova filosofia di gioco sembra ancora di difficile comprensione per gli appassionati, che in questi mesi hanno cercato di saperne di più. Da questo punto di vista Kojima ha ammesso che la comunicazione da parte del team non è stata particolarmente efficace.

“E’ vero, il modo in cui MGS è associato ad un mondo aperto è un aspetto che non abbiamo comunicato particolarmente bene. Con questo titolo stiamo costruendo un sistema di controllo e delle espressioni adeguate al mercato globale, in modo da venire incontro alle esigenze del mercato nord americano; questo fattore potrebbe avere un impatto anche sulle meccaniche. Ma dopo averlo provato dovreste percepire che si tratta sempre di Metal Gear Solid”.

“I videogiochi sono media interattivi e la sfida consiste nell’essere capaci di utilizzare quello che viene liberamente fornito per giocare. Gli open world creano tutto questo e penso che costituiscano il futuro del gaming”.

Kojima ha poi fornito alcuni indicazioni anche su Ground Zeroes, che è da interpretare come una sorta di prologo esteso del gioco vero e proprio. Una scelta principalmente dettata dalla complessità del gameplay.

“L’interfaccia utente è un po’ diversa, ma si tratta sempre di un open world. Abbiamo avuto uno scopo concreto nella separazione del gioco, perchè se ci limitassimo a proiettarvi nel mondo open-world principale siamo convinti che i veterani di MGS potrebbero rimanere confusi”.

Sembra insomma che Ground Zeroes possa essere visto come un “ponte” tra i vecchi capitoli della saga e questo approccio completamente inedito per la serie. Una fase di transizione necessaria per comprendere quale sia la nuova filosofia che è stata perseguita.

“La sezione principale del gioco è davvero molto estesa ed è possibile essere attaccati dai nemici a 360°. Col passare del tempo le reazioni in-game cambieranno in base alle azioni compiute dal giocatore. Per evitare che la gente pensi ‘Questo non è MGS!’ limiteremo la quantità disponibile all’inizio ed elimineremo l’evolvere del tempo e il cambio delle condizioni meteorologiche.

Ma i motivi alla base della suddivisione tra The Phantom Pain e Ground Zeroes non finiscono qui. Kojima ha infatti confermato che esistono anche specifiche ragioni legate allo svolgimento della trama.

“Ground Zeroes prende le mosse nel 1975, un anno dopo Peace Walker, mentre il gioco principale si svolge nel 1984, nove anni più tardi”, ha spiegato. “Al termine di Ground Zeroes accade qualcosa di negativo e a quel punto si proseguirà nel gioco principale. Fino a quando non giocherete GZ non potrete capire il motivo per cui la rappresaglia è uno dei temi principali di Metal Gear Solid 5. E’ davvero il ‘ground zero’ della storia di Snake”.

Vi ricordiamo che Metal Gear Solid 5 è previsto su PS4 e Xbox One, ma al momento non è stata ancora ufficializzata la data di lancio.

5 Commenti
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leolas24 Ottobre 2013, 15:17 #1
pc???
mau.c24 Ottobre 2013, 16:20 #2
se ho letto bene tra le righe, esattamente com'è avvenuto per resident evil questo brand sta diventando uno sparatutto, open world o non open world
tidusuper9128 Ottobre 2013, 23:57 #3
Originariamente inviato da: mau.c
se ho letto bene tra le righe, esattamente com'è avvenuto per resident evil questo brand sta diventando uno sparatutto, open world o non open world


Hideo Kojima non ha mai tradito aspettative. Non la semplificherei così...
michael1one21 Dicembre 2013, 13:31 #4
Originariamente inviato da: tidusuper91
Hideo Kojima non ha mai tradito aspettative. Non la semplificherei così...


Quoto
kairi9221 Dicembre 2013, 16:36 #5
non mi piace che abbia diviso in due giochi

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