Nintendo non vende più in Brasile a causa delle tasse

Nintendo non vende più in Brasile a causa delle tasse

Nintendo ha annunciato che cesserà le operazioni commerciali nella nazione sudamericana, smettendo di vendere software e hardware.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 10:31 nel canale Videogames
NintendoWii U
 

La compagnia nipponica ha spiegato che non le è più conveniente vendere in Brasile per via dell'elevata tassazione sulle importazioni e sulle esportazioni di merci. Il Brasile impone dei dazi piuttosto importanti al fine di difendere la produzione locale e per incoraggiare le società straniere a fondare filiali sul territorio nazionale e assumere così manodopera brasiliana.

Nintendo avrebbe potuto creare una sede in Brasile e non pagare le tasse per i prodotti provenienti dall'estero, ma anche questo tipo di operazione ha dei costi elevati, rendendo comunque anti-economica la presenza di Wii, Wii U e 3DS in Brasile.

Il Brasile è un mercato in crescita per i videogiochi, ma la maggior parte delle persone preferisce il PC e i titoli free-to-play, per via dei prezzi più contenuti.

"Il Brasile è un mercato importante per Nintendo e vi sono tantissimi fans", ha detto Bill van Zyll, general manager di Nintendo of America Latina. "Purtroppo, però, le sfide del contesto economico locale hanno reso il nostro modello distributivo insostenibile nel paese".

Juegos de Video Latinoamérica, che è il partner locale di Nintendo, ha distribuito fino a oggi giochi e console Wii U, ma terminerà le attività a partire da questo mese. Nintendo non ha mai fornito dettagli sugli introiti dovuti alla sua presenza nel territorio brasiliano, visto che fornisce queste informazioni solo in riferimento ad Europa, Giappone e Americhe, intese in maniera generica. All'interno delle Americhe, le nazioni che portano più soldi sono Stati Uniti, Canada e Messico, con il Brasile a seguire. Quest'ultima nazione vanta un PIL pari a quello di tutte le altre nazioni sudamericane considerate insieme.

La società giapponese, d'altronde, non esclude che possa tornare un giorno in Brasile. "Insieme a Juegos de Video Latinoamérica controlleremo l'evoluzione del contesto economico e valuteremo il modo migliore per servire i nostri fans brasiliani", ha aggiunto van Zyll.

Le consistenti tasse rendono quello videoludico un hobby molto costoso in Brasile. PS4, ad esempio, costava al lancio l'equivalente di oltre 1500 euro. In quel caso, Sony disse esplicitamente che ciò era dovuto alla tassazione imposta dal governo, che andava a prendere oltre il 60% sui ricavi per ciascuna console venduta.

Per questi motivi, molti giocatori brasiliani hanno adottato il PC. Più di un terzo di loro, ovvero 17 su 51,5 milioni, spende regolarmente tempo e denaro sui titoli free-to-play per PC. League of Legends e Team Fortress 2 sono i due giochi più popolari, che hanno portato a spese per 420 milioni di dollari nell'arco di 12 mesi.

13 Commenti
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omerook12 Gennaio 2015, 11:04 #1
non ho capito perchè rinunciano! che glie ne fotte se il brasile applica il 300% di tasse sulla console! loro si porteranno a casa sempre i loro 400 dollari puliti! anche se i brasiliani la pagheranno 1200 dollari! sicuramente ne venderanno poche ma sempre meglio di niente! secondo me lo fanno piu per ritorsione che per altro!
marchigiano12 Gennaio 2015, 11:11 #2
se ne vendi poche non hai massa critica per allestire magazzini, centri assitenza, centri direzionali, rete vendita ecc... ecc...
omerook12 Gennaio 2015, 11:16 #3
diciamo che sanno che i brasiliani le prenderanno su internet sperando di aggirare il dazio!
calabar12 Gennaio 2015, 11:19 #4
Il voler fare pressione non è sicuramente da escludere, ma il problema della sostenibilità economica dipenda dal fatto che, se le vendite sono troppo basse, i costi di mantenimento del circuito di distribuzione, promozione e vendita diventano in proporzione troppo elevati.
Il problema è insomma dovuto al fatto che il prezzo così elevato scoraggia le vendite perchè mette le consolle in una posizione con cui difficilmente riescono a concorrere con i normali PC.
alexdal12 Gennaio 2015, 12:14 #5
Significa che in Brasile gli spacciatori oltre alla droga venderanno anche le consolle
david-112 Gennaio 2015, 12:37 #6
io che vivo in Brasile da qualche anno ne so qualcosa..... il mercato games è molto vivo e forte, console se ne vendono anche a 1000 euro, ma quando vado negli USA vedo la fila di gente con PS4, Apple ecc che sale in aereo. Sperando di non essere quel 5% che ti controllano in dogana a São Paulo
koni12 Gennaio 2015, 15:13 #7
non comprano più forse perchè hanno le pezze al culo !!!!!
l'economia brasiliana è sul lastrico dopo mirabolanti proclami sulla loro crescita si sono accorti che i guadagni li hanno fatto solo i grossi industriali e latifondisti ( si ci sono anche quelli in brasile ) e il popolo non ha guadagnato niente dalla bolla economica degli ultimi anni
l'unica differenza tra loro e la cina è che in cina ci sono molti più superricchi
Vestar12 Gennaio 2015, 15:51 #8
Brutta notizia per il Brasile.
Una volta che provi i giochi Nintendo, non torni più indietro.
Già mi immagino millemila persone a comprare i giochi e le console Nintendo tramite siti online.
Syk12 Gennaio 2015, 16:52 #9
Korundar12 Gennaio 2015, 18:33 #10
Una tassazione alta per difendere la produzione locale la comprendo, ma se quella categoria specifica non è prodotto in Brasile perché lasciare le imposte così alte?

I politici sono gli stessi ovunque, c'è poco da fare...

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