Molyneux: il momento d'oro degli indie non durerà a lungo

Molyneux: il momento d'oro degli indie non durerà a lungo

Peter Molyneux, il veterano del mondo dello sviluppo che recentemente ha fondato 22 Cans, ha detto che l'industria dei videogiochi dovrebbe affrettarsi a sfruttare il momento d'oro degli indie, perché non durerà a lungo.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 16:31 nel canale Videogames
 

"Sono cose che vanno a cicli. Consiglierei di godersi questo momento, perché non durerà a lungo", ha detto Peter Molyneux, creatore di Fable e di Populous, oltre che fondatore di 22 Cans e responsabile del progetto Godus, in un'intervista concessa a Cvg.

Godus

"Non pensate che tra cinque anni tutti i videogiochi saranno indie". Secondo il creatore di Godus, i piccoli team di sviluppo potrebbero essere tentati dal denaro dei grossi Venture Capital, una mossa che secondo lui soffocherebbe la creatività. Insomma, il game designer inglese vuole dire che se oggi gli indie hanno conquistato la scena, non è detto che questo durerà per sempre, vuoi per l'irrazionalità del mercato vuoi perché alcuni di loro potrebbero voler iniziare a monetizzare.

"Ad esempio, girando per i padiglioni dal Gdc mi è capitato spesso di leggere nomi di investitori piuttosto che di sviluppatori. A una colazione ho visto ben tre 'angel' parlare con 'indies' e dicevano: 'Prendete i nostri soldi! Vogliamo investire nella vostra compagnia!' Ma se gli indie acconsentissero si ritroverebbero con un sacco di riunioni in cui verebbe detto loro solo cosa si può fare e cosa non si può fare, oppure di seguire dei modelli di giochi che stanno facendo molti soldi".

Secondo Molyneux gli sviluppatori indie di oggi hanno la stessa sfrontatezza che caratterizzava l'industria dei videogiochi negli anni '80, quando il game designer inglese iniziò: un periodo, ovvero, dove tutti erano pionieri. "Anche a quei tempi non c'era una formula per il successo: bisognava semplicemente fare dei tentativi".

"È tutta una questione di inventiva, di creatività e di non avere alcun timore". Molyneux, dopo aver fondato due software house di enorme successo come Bullfrog e Lionhead, nel 2012 ha lasciato Microsoft dopo aver lavorato sulla serie Fable. "Se avessi continuato a lavorare per Microsoft, sarei stato autolesionista".

"Sarebbe stata un'esperienza terribile. Invece, adesso mi sento come se fossi in un settore veramente affascinante e meraviglioso, e posso dire cose folli come 'creiamo un gioco che connette 70 milioni di persone'"

"Abbiamo seguito per troppo tempo dei paradigmi eccessivamente ferrei, che hanno portato alla proliferazione di giochi come Halo e Call of Duty. Ma adesso abbiamo bisogno di cambiare, e infatti i giochi che oggi celebriamo sono quelli come Papers, Please!"

16 Commenti
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laverita25 Marzo 2014, 16:50 #1
Considerando i soldi buttati in Early Access che non verranno mai completati (caso eclatante DayZ morto, sepolto e abbandonato da Dean Hall) direi che è giunta l'ora che almeno ci sia una ridimensionata a questo fenomeno e che si inizi a rilasciare giochi che vengano almeno conclusi, non dico supportati.
Qui abbiamo casi di alpha che non sono ancora in beta a distanza di 3 anni.
E non mettiamo Star Citizen tra gli indie per favore che con 41 milioni un gioco concluso e supportato dopo il rilascio lo saprebbero fare anche degli italiani.

(per la cronaca ho 312 giochi su steam quasi tutti indie dato che un paio per ios li ho sviluppati anche io - unity rules)
Vul25 Marzo 2014, 17:06 #2
DayZ? Da quando Bohemia é uno studio Indie?

Comunque Dio benedica il mercato indie, gente che pensa a fare giochi divertenti anziché film interattivi cinematografici con gameplay penoso come boh, bioshock o crysis.

Da Mark of the ninja a terraria a minecraft a Bastion a Super Meat Boy, da Hotline Miami a una marea di altri giochi gli sviluppatori indie sviluppano giochi che sono GIOCHI.

Anche nel caso di film interattivi il mercato indie offre capolavori come The Walking Dead o The Wolf Among Us di Telltale.
AlexAlex25 Marzo 2014, 17:13 #3
L'Early Access è una bella spinta, ma sta anche all'utente usarla per chi veramente merita. Di certo non ne ha bisogno nessun grosso nome ne nessuna software house già affermata, loro possono benissimo investire i loro di soldi.
MiKeLezZ25 Marzo 2014, 17:41 #4
Peter, è ora di andare per campi........

Gli INDIE sono un fenomeno in continua e IRREFRENABILE espansione che arriverà a incidere per il 30% del totale dei videogame presenti

Grazie ai tool di sviluppo sempre più semplici non vedremo fine al fenomeno

Sempre più grandi software house stanno peraltro creando distaccamenti capitanati magari da personalità di spicco per sviluppare "INDIE" (il cui significato del nome andrebbe peraltro forse rivisto)

STEAM, PS, XBOX, FACEBOOK, oramai la loro sezione è fissa
Microfrost25 Marzo 2014, 17:44 #5
ma infatti,i giochi indie andranno sempre forte,è l'early access di steam che al massimo è usato male
Balthasar8525 Marzo 2014, 17:55 #6
vuoi per l'irrazionalità del mercato

"I pantaloni a zampa non tramonteranno maiiii!!!"
E' una moda come un'altra, passeranno e si ripresenteranno in maniera ciclica.


CIAWA
T_zi25 Marzo 2014, 18:12 #7
Non tutti gli early access sono indie e non tutti gli indie sono early access, e nemmeno kickstarter. Comunque è un fenomeno che avrà mercato finchè ci saranno giocatori che chiedono determinati tipi di gameplay. Quando saranno diventati tutti dei consolari allora non ci saranno più sviluppatori indie.
thedoctor196825 Marzo 2014, 18:22 #8

macchè!

ci saranno sempre giovani programmatori che per mettersi in evidenza, anzichè elemosinare un impiego alla ubisoft si metteranno a programmare favolosi giochini come Limbo ad esempio, un'opera d'arte in un centinaio di megabyte che mi ha divertito più di mega produzioni 3d AAA
icoborg25 Marzo 2014, 19:23 #9
quello che ti pare caro pietro ma Godus fa "cahare"
MiKeLezZ25 Marzo 2014, 19:48 #10
Originariamente inviato da: T_zi
Non tutti gli early access sono indie e non tutti gli indie sono early access, e nemmeno kickstarter. Comunque è un fenomeno che avrà mercato finchè ci saranno giocatori che chiedono determinati tipi di gameplay. Quando saranno diventati tutti dei consolari allora non ci saranno più sviluppatori indie.
Ma che dici... Uno dei maggiori portali da cui sono stati sfornati titoli INDIE è stata apposta la XBOX con gli XBLA! Molti dei quali poi trasportati su STEAM in apposita sezione greenlight oppure pubblicati con i canonici publisher! Pure SONY fa gli indie, vedi il (a mio parere ridicolo) FLOWERS! Se vogliamo potremmo poi tracciarne le origini pure (in senso lato) all'iPhone... Gli INDIE sono qui per rimanere, anche perché non si tratta di titoli multimilionari alla Call of Duty, che se ti va male chiudi baracca, ma titolini che chiunque con 2.000$ in tasca può sviluppare (ovviamente avendone le capacità!).

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