La Cina pone fine al divieto: console da gioco legali in tutta la nazione

La Cina pone fine al divieto: console da gioco legali in tutta la nazione

Dopo 15 anni di "ban", i vari produttori potranno produrre e vendere console da gioco in tutta la nazione cinese, e non solo nella free trade zone di Shangai

di Nino Grasso pubblicata il , alle 10:49 nel canale Videogames
NintendoMicrosoftSony
 

La Cina sta finalmente rivedendo la sua posizione sul ban delle vendite di console in tutta la nazione che perdura da circa 15 anni. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita il Ministro della Cultura del paese asiatico, Sony, Nintendo e Microsoft - fra le altre società che si occupano del settore - potranno produrre e vendere console da gioco in qualsiasi località dello stato cinese.

La vendita delle console di gioco è stata vietata nel 2000 a causa - almeno ufficialmente - delle paure circa l'effetto negativo sulla salute mentale dei bambini e del loro sviluppo fisico. Lo scorso anno, la Cina aveva già eliminato il ban nella zona di libero scambio di Shangai, una piccola area sperimentale di poco meno di 20 chilometri quadrati. Un esperimento che secondo il ministro cinese può finalmente essere espanso in tutto il paese.

Ed è così che continua il percorso di liberalizzazione del paese asiatico, che ritorna a confrontarsi con le tecnologie estere in ambito gaming: "Per noi è una grande notizia", ha commentato un portavoce di Sony, che ha confermato l'impegno della società nel mercato cinese. Un mercato enorme che apre innumerevoli possibilità ai produttori e agli sviluppatori che in Cina hanno dovuto affrontare evidenti ostacoli negli scorsi 15 anni.

Secondo le stime di Newzoo BV, il mercato videoludico cinese è un giro di affari di circa 22,2 miliardi, per un trend in crescita del 23% dall'anno precedente. È chiaro che le novità svelate dal Ministro della Cultura - che comunque erano già nell'aria da tempo - potranno incrementare ulteriormente l'impatto dell'enorme mercato cinese nel fatturato globale del settore, a tutto vantaggio di Sony, Microsoft e Nintendo, che potranno sfruttare un potenziale mercato di più di un miliardo di teste.

10 Commenti
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Paganetor27 Luglio 2015, 11:08 #1
chissà se lavoreranno solo sull'attuale generazione di console o se immetteranno anche quella precedente (PS3, Xbox 360 e Wii) a prezzo ultra-aggressivo... in questo modo potrebbero guadagnare parecchio dalla vendita di giochi (una milionata di pezzi a gioco non è roba da poco, tanto più che son tutte cose già pronte e che al limite vanno doppiate/localizzate!)
devinfriday27 Luglio 2015, 11:17 #2
Pronto il decadimento della cultura cinese in 3, 2, 1.....
max72-ITA27 Luglio 2015, 11:53 #3
strano io nel 2004 ero a pechino e sono sicuro che c'erano le ps2 . nintendo o xbox non ne avevo viste .
Avatar027 Luglio 2015, 12:05 #4
Originariamente inviato da: devinfriday
Pronto il decadimento della cultura cinese in 3, 2, 1.....


Arrestare, anche di poco, lo sviluppo della Cina è imperativo se vogliamo sopravvivere.
matsnake8627 Luglio 2015, 13:33 #5
Non sapevo fossero vietate....
Era un controsenso allucinante... Dato che avevano già gli internet cafè dove la gente si fotte il cervello su wow o qualche altro giochino orientale dei loro.
bobafetthotmail27 Luglio 2015, 16:26 #6
Pronto il decadimento della cultura cinese in 3, 2, 1.....
Hanno già WoW e i RPG coreani dimmerda da decenni, se reggono quelli le console le inzuppano nel latte la mattina.

Originariamente inviato da: Avatar0
Arrestare, anche di poco, lo sviluppo della Cina è imperativo se vogliamo sopravvivere.
Semmai, per come sta andando da noi, la Cina/asia è l'unica speranza di un futuro.

Oh, l'occidente è in caduta libera (neanche decadenza) da decenni.
david-127 Luglio 2015, 17:11 #7
Originariamente inviato da: Avatar0
Arrestare, anche di poco, lo sviluppo della Cina è imperativo se vogliamo sopravvivere.


Anche no! Lo sviluppo della Cina era previsto da anni:
fase 1 fabbrica del mondo che avrebbe dato una scossa alle economie medio-forti, cambiando comunque il mondo nel male ma anche nel bene
fase 2 trasformazione da fabbrica mondiale a grande e vorace consumatore

Piccolo dettaglio della fase 2: questo implica un enorme mercato del lusso e in questo l'Italia è uno dei leader (mobili bellissimi, vestiti, auto, cibo, design, ecc...).
L'Italia nei prossimi anni avrà da guadagnarci tantissimo ma per questo deve riuscire però a vincere la sfida col passato e col presente, ossia non morire e riuscire a darsi delle riforme per rilanciarsi.
Sfida che purtroppo ancora è sulla carta... finchè non avremo la merda al collo, ma sul serio, sappiamo bene che noi non ci smuoviamo. Sfigati!
LoTeK_27 Luglio 2015, 18:13 #8
Originariamente inviato da: david-1
[...]Piccolo dettaglio della fase 2: questo implica un enorme mercato del lusso e in questo l'Italia è uno dei leader (mobili bellissimi, vestiti, auto, cibo, design, ecc...).

Seeee sogna tu di vendere ai cinesi...quelli ti fanno il contraffatto made in china di qualsiasi cosa firmata...figurati se comprano all'estero...semmai vendono all'estero..e d'altra parte quando mi manca il lavoro lo stipendio fisso e qualche diritto fondamentale di certo non vado a comprare una cintura di gucci di 40+ euro ma vado dal cinese per 5...
Dinofly27 Luglio 2015, 19:20 #9
Originariamente inviato da: Avatar0
Arrestare, anche di poco, lo sviluppo della Cina è imperativo se vogliamo sopravvivere.


Ma non diciamo stupidate.

Originariamente inviato da: LoTeK_
Seeee sogna tu di vendere ai cinesi...quelli ti fanno il contraffatto made in china di qualsiasi cosa firmata...figurati se comprano all'estero...semmai vendono all'estero..e d'altra parte quando mi manca il lavoro lo stipendio fisso e qualche diritto fondamentale di certo non vado a comprare una cintura di gucci di 40+ euro ma vado dal cinese per 5...


http://www.economist.com/blogs/econ...ist-explains-17

ASK any luxury retailer where their most valuable customers are from and most will say China. The post-2008 years have not been the easiest for luxury brands, but China's apparently unquenchable thirst for all things bling has made up for the slowing down of European consumption. By some estimates, half of the world’s luxury spending will come from Chinese wallets by next year.


Secondo te i ricchi Cinesi (e ce ne sono parecchi, visto chei lreddito è molto concentrato) si comprano le imitazioni?
Mparlav28 Luglio 2015, 09:09 #10
Originariamente inviato da: LoTeK_
Seeee sogna tu di vendere ai cinesi...quelli ti fanno il contraffatto made in china di qualsiasi cosa firmata...figurati se comprano all'estero...semmai vendono all'estero..e d'altra parte quando mi manca il lavoro lo stipendio fisso e qualche diritto fondamentale di certo non vado a comprare una cintura di gucci di 40+ euro ma vado dal cinese per 5...


Il consumatore medio cinese vuole i prodotti originali ed è disposto a pagarli.

Le "contraffazioni" servono soprattutto per il mercato estero.

In ogni caso, in Italia siamo stati leader per anni in questo genere di prodotti, non farei tanto il "purista" oggi, se se siamo passati in secondo piano

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