John Riccitiello, ex-CEO di EA: 'A nessuno interessa chi vince le console war'

John Riccitiello, ex-CEO di EA: 'A nessuno interessa chi vince le console war'

Riccitiello ha mostrato nuovamente il suo entusiasmo per il presente e il futuro del gaming, anche al di là delle tradizionali console da gioco.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 09:01 nel canale Videogames
 

"Siamo in un periodo d'oro per il gaming", ha esordito così John Riccitiello, ex-boss di Electronic Arts, nel suo intervento al GamesBeat 2014.

Non si diventa CEO di EA senza avere passione per le esperienze di gioco più spettacolari sui più grandi monitor, ma secondo Riccitiello anche le esperienze di gioco apparentemente più "umili", sui piccoli schermi dei tablet e degli smartphone, possono offrire un livello di coinvolgimento paragonabile a quello che si ha con le console. Esperienze di gioco di due minuti possono essere altrettanto memorabili di esperienze di gioco più prolungate.

"A nessuno interessa chi vince le console war", ha detto durante l'intervento. "Vincono coloro che amano i giochi". Riccitiello ha anche ammesso che Electronic Arts non è stata protagonista nella scorsa generazione di console, benché abbia introdotto diverse novità fino all'avvento di PS4 e Xbox One. Questo ha dato a publisher come Take-Two e Ubisoft l'opportunità di portarsi allo stesso livello di publisher storici come Activision e la stessa EA.

Detto questo, secondo Riccitiello la sua ex-compagnia rimarrà in cima alle preferenze dei giocatori grazie a franchise come Titanfall e Star Wars. Allo stesso tempo è curioso di vedere come Activision gestirà Destiny e Call of Duty nei prossimi anni.

Riccitiello ha poi parlato del passaggio da produttore di contenuti su formato fisico a produttore di contenuti digitali che EA ha dovuto affrontare sotto la sua guida. Ha ammesso che si è trattato di uno dei momenti più complicati, perché il mondo del digitale si evolve in maniera completamente differente rispetto al mondo dei formati fisici, oltretutto in maniera drasticamente più repentina.

Si è anche detto sostenitore della tecnologia Unity, particolarmente amata soprattutto dal mondo indipendente. Questo perché consente di sviluppare su più piattaforme senza comportare carichi di lavoro eccessivamente onerosi sui team. "Sulle sei milioni di persone che programmano, tre milioni usano Unity".

Riguardo all'andamento del mondo del gaming di oggi, poi non si possono sottovalutare i giganteschi ecosistemi che aziende come Google, Facebook e Amazon stanno cercando di creare. "Tutti quelli che si trovano in questa sala, indirettamente o direttamente lavorano per questi ecosistemi", ha sottolineato Riccitiello.

Infine, si augura che le varie piattaforme che oggi sono protagoniste nel gaming possano aprirsi le une alle altre. "Ho sempre desiderato di poter giocare a Mario sul mio iPhone", ha detto. Ma anche gestire il proprio account PlayStation Network su iOS o Android potrebbe essere interessante.

11 Commenti
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Korn17 Settembre 2014, 09:34 #1
Oste com'è il vino?
Cfranco17 Settembre 2014, 09:37 #2
"A nessuno interessa chi vince le console war"
Tranne che a Sony, a Microsoft, a Nintendo e a tutti quelli che hanno comprato una console
hexaae17 Settembre 2014, 09:38 #3
Un'invito a comprare di tutto, loro ringraziano...
T_zi17 Settembre 2014, 09:44 #4
La console war la vincono i PC
hrossi17 Settembre 2014, 09:55 #5
E' davvero un periodo d'oro per i videogiochi, anzi, ancor meglio per chi li sviluppa e li vende. Da anni propinano la stessa minestra, porting a nausea, reparti marketing che spingono e vendono sulle ali dell'hype che generano. Praticamente le idee e la qualità, intesa come trama, originalità, coinvolgimento eccetera è passato ben oltre il secondo piano, tanto si vende lo stesso. E si vende bene, per forza è un periodo d'oro. Ribaltando il punto di vista per fortuna il periodo d'oro c'è davvero anche per i videogiocatori e si chiama ecosistema indie, una quantità mai vista e mai pensabile in passato di titoli a budget ridotto con effetti grafici inferiori ai tripla A delle grandi case ma che offrono idee e qualità. E per qualità vedi la definizione precedente.
Volersi paragonare a livello qualitativo a colossi quali Ubisoft o EA appunto, non è lusinghiero, io non lo farei. Sarebbe come se il produttore di un ottimo Soave equiparasse il suo vino al Tavernello.

Hermes
Zifnab17 Settembre 2014, 10:26 #6
Originariamente inviato da: hrossi
E' davvero un periodo d'oro per i videogiochi, anzi, ancor meglio per chi li sviluppa e li vende. Da anni propinano la stessa minestra, porting a nausea, reparti marketing che spingono e vendono sulle ali dell'hype che generano. Praticamente le idee e la qualità, intesa come trama, originalità, coinvolgimento eccetera è passato ben oltre il secondo piano, tanto si vende lo stesso. E si vende bene, per forza è un periodo d'oro. Ribaltando il punto di vista per fortuna il periodo d'oro c'è davvero anche per i videogiocatori e si chiama ecosistema indie, una quantità mai vista e mai pensabile in passato di titoli a budget ridotto con effetti grafici inferiori ai tripla A delle grandi case ma che offrono idee e qualità. E per qualità vedi la definizione precedente.
Volersi paragonare a livello qualitativo a colossi quali Ubisoft o EA appunto, non è lusinghiero, io non lo farei. Sarebbe come se il produttore di un ottimo Soave equiparasse il suo vino al Tavernello.

Hermes


futu|2e17 Settembre 2014, 10:38 #7
Originariamente inviato da: hrossi
E' davvero un periodo d'oro per i videogiochi, anzi, ancor meglio per chi li sviluppa e li vende. Da anni propinano la stessa minestra, porting a nausea, reparti marketing che spingono e vendono sulle ali dell'hype che generano. Praticamente le idee e la qualità, intesa come trama, originalità, coinvolgimento eccetera è passato ben oltre il secondo piano, tanto si vende lo stesso. E si vende bene, per forza è un periodo d'oro. Ribaltando il punto di vista per fortuna il periodo d'oro c'è davvero anche per i videogiocatori e si chiama ecosistema indie, una quantità mai vista e mai pensabile in passato di titoli a budget ridotto con effetti grafici inferiori ai tripla A delle grandi case ma che offrono idee e qualità. E per qualità vedi la definizione precedente.
Volersi paragonare a livello qualitativo a colossi quali Ubisoft o EA appunto, non è lusinghiero, io non lo farei. Sarebbe come se il produttore di un ottimo Soave equiparasse il suo vino al Tavernello.

Hermes


Hai vinto tutto
Avatar017 Settembre 2014, 16:12 #8
Originariamente inviato da: hrossi
E' davvero un periodo d'oro per i videogiochi, anzi, ancor meglio per chi li sviluppa e li vende. Da anni propinano la stessa minestra, porting a nausea, reparti marketing che spingono e vendono sulle ali dell'hype che generano. Praticamente le idee e la qualità, intesa come trama, originalità, coinvolgimento eccetera è passato ben oltre il secondo piano, tanto si vende lo stesso. E si vende bene, per forza è un periodo d'oro. Ribaltando il punto di vista per fortuna il periodo d'oro c'è davvero anche per i videogiocatori e si chiama ecosistema indie, una quantità mai vista e mai pensabile in passato di titoli a budget ridotto con effetti grafici inferiori ai tripla A delle grandi case ma che offrono idee e qualità. E per qualità vedi la definizione precedente.
Volersi paragonare a livello qualitativo a colossi quali Ubisoft o EA appunto, non è lusinghiero, io non lo farei. Sarebbe come se il produttore di un ottimo Soave equiparasse il suo vino al Tavernello.

Hermes


meriti la quote
jagemal18 Settembre 2014, 09:50 #9
Originariamente inviato da: hrossi
Ribaltando il punto di vista per fortuna il periodo d'oro c'è davvero


E se aggiungi che riccitiello è stato silurato...
hrossi18 Settembre 2014, 10:02 #10
Originariamente inviato da: Avatar0


divertente

Hermes

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