Il ritorno di GSC Game World e lo stato dei lavori su Stalker Apocalypse

Il ritorno di GSC Game World e lo stato dei lavori su Stalker Apocalypse

Secondo una recente intervista a GamesIndustry, la software house di Stalker sarebbe tornata operativa, dopo un periodo di chiusura e la cancellazione del progetto Stalker 2.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 14:31 nel canale Videogames
 

Valentine Yeltyshev, Team Manager di GSC Game World, ha detto a GamesIndustry che la software house dell'indimenticabile Stalker è tornata operativa dopo un periodo di chiusura. Dice che il team ha imparato la lezione e che vuole portare avanti un nuovo progetto che punta sul fascino dei giochi del passato. Non dà dettagli circostanziati, limitandosi a dire che si tratta di un gioco "a prezzo pieno".

Stalker Apocalypse

Torna a parlare poi di West Games, lo studio che sembra possedere adesso i diritti sulla commercializzazione di giochi appartenenti al brand Stalker. "Non so abbastanza su di loro, ma questa storia è assurda", dice Yeltyshev. "Si sono definiti come il team che ha creato Stalker, ma non è vero. Quando lavoravamo su Stalker 2 portavamo parallelamente avanti un altro progetto, un browser game ambientato nell'universo di Stalker. In questo modo avremmo tenuto il pubblico impegnato in attesa del rilascio del gioco principale".

"Questo progetto non fu mai finito, perché era pieno di difetti. Ed erano proprio i ragazzi di West Games che lo stavano portando avanti. Cioè, loro sostengono di aver lavorato su Stalker, ma in realtà l'unica cosa che hanno fatto per Stalker è un gioco in flash che non è mai diventato pubblico. Se avviassimo un'azione legale contro di loro la vinceremmo sicuramente, ma non lo faremo. Non so quali sono adesso i loro piani, non li sento da molto tempo".

Insomma, il futuro di Stalker resta molto fumoso. Quel che è certo è che negli ultimi anni la vera GSC Game World si è sfaldata e diversi reduci hanno cercato di impossessarsi del brand Stalker. Perché GSC non può più usare il nome Stalker e West Games si? Perché non li denunciano se sono così sicuri di vincere la causa? Abbiamo cercato di chiarire tutti questi punti con un'intervista a West Games pubblicata a luglio, quando il team di sviluppo ucraino sosteneva di essere al lavoro sul seguito spirituale di Stalker.

Da luglio però le cose sono cambiate in maniera considerevole, e quello che una volta si chiamava Areal adesso viene identificato come Stalker Apocalypse. Il team di sviluppo indipendente ha avviato una nuova campagna di crowdfunding, stavolta su World Wide Funder. Chiede ben 600 mila dollari, e nel momento in cui scriviamo ne ha ottenuti poco più di 15 mila.

Ma questa iniziativa, a sua volta, ha generato molte polemiche, perché qualcuno ha pensato che West Game e World Wide Funder fossero in qualche modo legate. Secondo un comunicato ufficiale diramato dalla stessa World Wide Funder, questa confusione sarebbe nata dal fatto che Leonid Kovtun fa parte del team del gruppo dirigenziale del sito di crowdfunding. Questa persona sarebbe molto vicina a West Games e sarebbe lui ad aver fatto conoscere al team di sviluppo del nuovo Stalker questa piattaforma di finanziamento.

World Wide Funder sostiene di essere un sito onesto, capace di offrire delle caratteristiche che non si trovano su altre soluzioni di questo tipo. Quanto a Stalker Apocalypse, "molte persone ci hanno chiesto di chiudere questo progetto. Ma non possiamo farlo, a meno che il creatore del progetto non ce lo chieda e in questo caso tutti i contributi offerti fin qui verranno rimborsati. Abbiamo contattato West Games, e loro ci hanno dimostrato di possedere i diritti per usare il nome Stalker".

"Speriamo che il loro progetto abbia successo, e che la gente smetta di polemizzare. Sembra un team di sviluppatori appassionati e capaci di creare un ottimo gioco".

Mentre vanno avanti tutte queste polemiche, West Games sembra voler versare altra benzina sul fuoco. Ha annunciato, infatti, che una delle location di gioco di Stalker Apocalypse sarà quella della Corea del Nord. "Dopo che Sony ha erroneamente annullato l'uscita nelle sale cinematografiche di The Interview, abbiamo deciso di pubblicare prima del previsto la nostra storia sull'apocalisse nella Corea del Nord", si legge nell'ultimo comunicato stampa di West Games.

"Aver ceduto alle richieste degli hacker crea un precedente molto pericoloso per l'industria cinematografica e dell'intrattenimento nel suo complesso. Ci rifutiamo di credere che gli hacker nordcoreani possano sperare di farla franca, e quindi pubblichiamo proprio in questo momento i contenuti relativi alla Corea del Nord. Stalker Apocalypse è un progetto controverso per conto suo, e questo ha indotto molte persone a cercare di fare l'hacking dei nostri siti. Ma non abbiamo paura di loro, così come non dovrebbe averla l'industria dell'intrattenimento nel suo complesso".

Insomma, nel lore di Stalker Apocalypse la Corea del Nord sembra occupare un posto di rilievo, essendo una delle nazioni che esce meglio dal disastro nucleare. Anche qui avremo Kim Jong Un, che diventa "ancora più spietato e inizia a sperimentare sui suoi stessi seguaci. Il regime nordcoreano ha trovato un modo per utilizzare gli artefatti per controllare le menti delle persone sensibili. Vuole creare dei droni senza cervello".

C'è la forte sensazione che questi team ucraini cerchino di sfruttare tutti i fenomeni di attualità che possano in qualche modo dare loro un qualche tipo di notorietà. Di prove che siano in grado di ricreare un mondo aperto e vivo come quelli degli Stalker originali, però, ancora non ce ne sono.

1 Commenti
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Ora9222 Dicembre 2014, 18:04 #1
Sarà ma la situazione mi sembra molto confura, ben venga un nouvo Stalker o qualsiasi cosa sia...

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