I videogiochi possono prevedere daltonismo, cheating e ADD

I videogiochi possono prevedere daltonismo, cheating e ADD

Analizzando dati provenienti da un videogioco, il ricercatore Lukasz Twardowski è in grado di individuare se il giocatore è daltonico, se affetto da morbo di Alzheimer o se soffre di disturbi vari nell'apprendimento e nello sviluppo.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 09:29 nel canale Videogames
 

Da quando è stata lanciata nel 2009, la compagnia del ricercatore polacco Lukasz Twardowski, Use It Better, ha affinato le proprie capacità nell'analisi e nel profiling per aiutare gli sviluppatori a individuare e fermare i cheater sulla base dello studio del tipo di interazione all'interno del videogioco. L'individuazione delle frodi è diventata una componente fondamentale di questa startup. "Non puoi impedire alla gente di imbrogliare, ma puoi essere in grado di mostrare chi è il cheater", è il motto di Use It Bettere, come si può leggere sul suo sito ufficiale.

Twardowski e il suo team, analizzando dati provenienti da un videogioco, sono in grado di individuare se il giocatore è daltonico, se è affetto da morbo di Alzheimer, se soffre di disturbi vari nell'apprendimento e nello sviluppo o di ADD, sindrome da deficit di attenzione.

La tecnologia di Use It Better è in grado di individuare quanto tempo impiegano i giocatori nel prendere una decisione, ottenere informazioni sui movimenti impartiti al mouse e su tutti i click compiuti e compilare dei report con questi dati e delle “heat map”. Per esempio, potrebbe individuare una lacuna nell'impianto grafico del gioco, che potrebbe spingere gli utenti a fare dei click casuali senza ottenere immediatamente il risultato sperato. Un caso del genere potrebbe produrre frustrazione nell'utente e indurlo ad abbandonare il gioco. Una correzione nel design, invece, suggerita dal sistema di Use It Better, potrebbe mantenere gli utenti coinvolti nell'esperienza di gioco.

Use It Better è un piccolo team di sviluppo, composto solamente da 11 persone, che perlopiù si occupano di programmazione. Il team ha base in Polonia, ma i fondatori si spostano spesso dalla Polonia agli Stati Uniti. L'obiettivo a breve termine è di convincere le compagnie di sviluppo di videogiochi che questa piattaforma di analisi, che traccia il comportamento dei giocatori all'interno dei vari livelli di gioco, possa migliorare l'esperienza e la propensione all'acquisto. La compagnia si descrive come una "CCTV per i giocatori", facendo riferimento al fatto che le TV a circuito chiuso monitorano continuamente gli spazi pubblici.

Use It Better sta attualmente collaborando con Kabam, la compagnia che sviluppa e produce diversi giochi di successo appartententi al genere dei massively multiplayer social games, tra cui Kingdoms of Camelot. Kabam paga 10 mila dollari al mese per avere accesso ai report stilati con la tecnologia di Uib. Quest'ultima lancerà pubblicamente la sua piattaforma nel corso del prossimo mese.

Uib ha al contempo guadagnato dei riconoscimenti importanti all'interno dell'industria dei videogiochi, l'ultimo dei quali in occasione del Global iGaming Summit and Expo. Le istituzioni accademiche, d'altra parte, hanno iniziato nel recente periodo a prendere più seriamente il mondo dei videogiochi, perché può dare delle chiare indicazioni sulla psiche umana. I giochi coinvolgono saldamente in un'esperienza alternativa, e sono dunque un ottimo banco di analisi per molte condizioni psicologiche e mediche. Un buon gioco spinge i giocatori ad andare al di là dei propri limiti e li sfida a utilizzare contemporaneamente le parti del cervello che regolano l'intuizione e l'analisi.

"È un nuovo campo, ma penso che le prospettive siano molto buone", dice Byron Reeves, professore della Stanford University considerato fra i massimi esperti dello studio del fenomeno della "gamification". Secondo Reeves il campo di indagine relativo al comportamento degli utenti nel corso delle sessioni di gioco è una delle aree a cui recentemente si sta interessando di più l'esercito degli Stati Uniti.

Recenti studi della Stanford University hanno dimostrato che i giochi per computer sono importanti per gli studenti con disturbi nel processo di apprendimento. Un gruppo di ricercatori ha, ad esempio, scoperto come un videogioco multiplayer possa avere un effetto stimolante e confortante su adolescenti che soffrono della Sindrome di Asperger.

Secondo Twardowski, con questi metodi si può addirittura stabilire, in base al comportamento in-game, se l'utente è maschio o femmina. Utilizzare al meglio la tecnologia di Use It Better, infatti, può consentire di ottenere una grande mole di informazioni sul tipo di giocatore e sul suo comportamento. Uib mette a disposizione questi dati, poi spetta ai produttori di videogiochi capire come usarli per migliorare le loro esperienze di gioco.

"I giochi sono la più ricca forma di interazione con un computer, e la più densa di significato", dice Twardowski in un'intervista a VentureBeat. "Siamo in grado di usarli per costruire un profilo comportamentale completo di ogni utente".

"Possiamo dire se è una ragazza, se è intelligente o stupida, vecchia o giovane, ma anche se si tratta di un giocatore d'azzardo o meno, se un bambino è daltonico e se confonde il rosso o il verde", conclude Twardowski. "E tutto questo tramite un gioco".

7 Commenti
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jagemal30 Luglio 2012, 10:15 #1
solo un "errata corrige" tecnico ... quando dite:

Recenti studi della Stanford University hanno dimostrato che i giochi per computer sono importanti per gli studenti con disturbi nel processo di apprendimento. Un gruppo di ricercatori ha, ad esempio, scoperto come un videogioco multiplayer possa avere un effetto stimolante e confortante su adolescenti che soffrono della Sindrome di Asperger.


i due periodi non dovrebbero essere messi in correlazione in quando la sindrome di Asperger non solo non è un disturbo dell'apprendimento ma al contrario potrebbe dare capacità di apprendimento ben superiori alla norma

la sindrome è inquadrata come disturbo pervasivo dello sviluppo (volgarmente detta psicosi infantile ma il termine è molto controverso) ... è una parente dell'autismo da cui però si differenzia perché l'unica area colpita è quella della socializzazione

nei disturbi dell'apprendimento è sufficientemente ben conservata la socializzazione



per il resto sono combattuto, effettivamente si può usare tutto a fin di bene ma lo trovo comunque un po' inquietante e comunque starei molto attento a ..

Possiamo dire se è una ragazza, se è intelligente o stupida, vecchia o giovane, ma anche se si tratta di un giocatore d'azzardo ...


di solito se si fa scienza in campo umano, soprattutto tenendo questi toni sensazionalistici, presto o tardi ci si scontra con l'enorme variabilità del comportamento umano
filippo198030 Luglio 2012, 12:19 #2
@ Jagemal:
ti quoto perfettamente, non possono essere certi del sesso, dell'età o del quoziente intellettivo di una persona basandosi, semplicemente, da come gioca, potrebbero, al massimo, dire qualcosa del tipo:
Il giocatore studiato ha una probabilità su X di essere uomo, 1 probabilità suY di avere un certo range di età e 1 possibilità su Z di avere un quoziente intelletivo tra A e B...
In pratica provare ad azzeccare usando la statistica!
Comunque sono d'accordo che le potenzialità ci sono, se poi i videogiochi possano aiutare qualcuno con determinati problemi ben venga, così, almeno, non sentiremo sempre e solo notizie del tipo:
"Ragazzo fa' una strage... Giocava al PC a giochi di guerra..."
sbudellaman30 Luglio 2012, 17:18 #3
Mi ha fatto ridere come il "cheating" nel titolo sia stato accostato alle malattie, quasi come se fosse anch'esso una forma di infermità importante
Concordo pienamente
elevul30 Luglio 2012, 18:06 #4
Ho la sensazione che chiunque implementerà sta roba si troverà a perdere tutti i giocatori alla prima fuga di informazioni, per qualsiasi motivo...
ipertotix30 Luglio 2012, 18:53 #5
molto molto interessante...non so fino a che punto potrebbe essere utile fare delle statistiche sui videogiocatori, basandosi su tempi di risposta, stili di gioco, comportamento in multi e quant'altro, ma cmq l'idea stessa di poter effettuare delle diagnosi vere e proprie grazie all'ausilio dei videogiochi (specie online) è assolutamente affascinante...quanto tempo potrebbero risparmiare i servizi di psicologia e le unità multidisciplinari delle asp nelle valutazioni di bambini e ragazzi...l'unico problema è che mettere su un vero e proprio strumento psicodiagnostico che si avvale di un canale videoludico per operare non è cosa da niente...ma è una bellissima idea comunque sia...
TecnologY31 Luglio 2012, 00:23 #6
Non serve a niente imho, alzheimer daltonismo... ma a che serve farselo dire da un software, impreciso poi, anche se uno fosse daltonico a noi che ce fregherebbe...

Le abilità di reazione... quelle le valuto io e non penso un software privo di intelligenza artificiale sappia dirmi se la reazione che ha avuto il player sia stata valida o meno, al massimo può calcolarne i tempi, ma restiamo sempre sull'inutile.
Poi l'intelligenza è sinonimo di risultato, e basta guardare lo score, su certi FPS arena il 50% è mira, il resto gameplay, visione di gioco e scelta della tattica. Tutte cose che una persona intelligente e rapida nel prendere decisioni fa meglio di un tardo... per essere forte (contro gente forte) è un requisito fondamentale.

Insomma per me bastan le statistiche solite della percentuale di colpi a segno e un sistema anticheat.
sbudellaman31 Luglio 2012, 00:48 #7
Originariamente inviato da: TecnologY
Poi l'intelligenza è sinonimo di risultato, e basta guardare lo score, su certi FPS arena il 50% è mira, il resto gameplay, visione di gioco e scelta della tattica. Tutte cose che una persona intelligente e rapida nel prendere decisioni fa meglio di un tardo... per essere forte (contro gente forte) è un requisito fondamentale.


Boh dipende... conosco certi imbecilli però ai giochi ci sanno fare, semplicemente perchè sono pazzi. Se stai 24 ore di fila davanti ad un gioco ogni giorno, prima o poi diventi talmente schizzato che vedi le cose a rallentatore... lo dico perchè una volta l'ho fatto anchio e me ne vergogno
Mentre invece uno che gioca "normalmente" ma spalma le stesse ore di gioco in diversi mesi, probabilmente non avrà gli stessi riflessi da schizoide anche se potrà sviluppare altre capacità.

Insomma l'intelligenza conta ma dipende da tante cose, e ci sono pure giochi che di cervello non ne richiedono proprio

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