Gaming su PC: dalla Cina con furore

Gaming su PC: dalla Cina con furore

Grazie alle vendite in Cina, in soli due mesi le copie vendute di Guild Wars 2 sono raddoppiate

di Antonio Rauccio pubblicata il , alle 16:31 nel canale Videogames
 

Se gli sviluppatori PC avessero bisogno di altre ragioni per le quali non possono ignorare il mercato cinese, dovrebbero guardare quanto è successo con Guild Wars 2.

Il celebre MMORPG ha debuttato in Cina il 15 maggio e ha già raggiunto 3,8 milioni di copie vendute nella sola Cina. Cifra che raddoppia le vendite complessive di Guild Wars 2 nel resto del mondo, visto che lo sviluppatore NCSoft aveva confermato tempo fa di aver venduto 3,5 milioni di copie. Questo successo mette in evidenza il massiccio pubblico cinese per i giochi PC on-line in un mercato che ha generato 13 miliardi dollari nel 2013, e dimostra che il pubblico della principale nazione asiatica è disposto anche a pagare un prezzo retail, dunque non cerca solo free-to-play con microtransazioni.

Con una popolazione sempre crescente che fa capolino online, la Cina si sta affermando come uno dei mercati più importanti per i videogiochi, ed è particolarmente appetibile per gli sviluppatori PC. Ricordiamo che nel paese vigeva il divieto sulle console di gioco tradizionali fino a poco tempo fa, e nonostante la crescita di smartphone e tablet, l'utenza cinese preferisce ancora il PC come piattaforma di gioco.

Le entrate nel 2013 per il mercato videoludico cinese ammontano a 9,8 miliardi dollari nel 2012, cifra che potrebbe crescere fino a circa 18 miliardi di dollari o più quest'anno, di cui la fetta dovuta agli smartphone è pari "solo" a circa 1,8 miliardi dollari. La stragrande maggioranza della spesa videoludica, quasi il 65%, proveniva dal mercato di giochi per PC. I videogiocatori hanno speso circa 8,7 miliardi dollari in titoli come League of Legends e Crossfire.

Il richiamo della Cina verso i grandi sviluppatori favorirà sicuramente la piattaforma videoludica PC anche per il mercato occidentale: non a caso, abbiamo citato in una recente news Cliff Bleszinski (papà di Gears of War), che ha lasciato il suo lavoro presso sviluppatore Epic Games, e sta lavorando con l'editore Nexon (molto forte in Cina) per rilasciare un nuovo shooter free-to-play. E' dunque probabile che il nuovo gioco di Bleszinski, Blue Streak, tenterà di fare appello ad un pubblico globale, e presto, molti grandi nomi potrebbero seguire il suo esempio. Con buona pace di quelli che periodicamente si affrettano a dichiarare la morte del PC come piattaforma videoludica...

5 Commenti
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maxsy16 Luglio 2014, 20:47 #1
si, pero' in cina, se non sbaglio, e' stato venduto ad un prezzo modesto rispetto al mercato occidentale.

comunque, i numeri sono impressionanti lo stesso.

il mercato cinese non va visto come singola nazione, ma come un intero continente ed oltre. 1 abitante su 5, nel mondo, e' cinese...questo la dice lunga
hexaae17 Luglio 2014, 02:16 #2
È questo fo*****o free-to-play la fine del videogioco, altro che i PC...
Aggiungiamoci altre mostruosità come l'always-online o MMORPG da ragazzini che spuntano come i funghi e completiamo il quadro del nuovo business speculativo a cui si è ridotta la grande industria del VG.
Intanto capolavori come Divinity: Original Sin per PC, single-player/co-op, inizialmente finanziato tramite Kickstarter spopolano e sono fatti 1000 volte meglio.
cronos199017 Luglio 2014, 08:03 #3
Originariamente inviato da: maxsy
si, pero' in cina, se non sbaglio, e' stato venduto ad un prezzo modesto rispetto al mercato occidentale.

comunque, i numeri sono impressionanti lo stesso.

il mercato cinese non va visto come singola nazione, ma come un intero continente ed oltre. 1 abitante su 5, nel mondo, e' cinese...questo la dice lunga
Tieni conto che i maggiori introiti GW2 non li fa tanto con la vendita del gioco (che comunque anche da noi lo trovi oramai ad una manciata di euro da tempo) ma con lo store online.

Potenzialmente quindi ha raddoppiato i guadagni provenienti da quell'aspetto, e forse anche di più considerando che in Cina forse sono più disposti a spendere soldi li.

Ad ogni buon conto non ci vuole un genio per capire che il mercato cinese è potenzialmente immenso anche sotto il profilo videoludico, il maggior freno semmai finora sono state le censure del loro governo.
Noir7917 Luglio 2014, 10:57 #4
Originariamente inviato da: hexaae
È questo fo*****o free-to-play la fine del videogioco, altro che i PC...
Aggiungiamoci altre mostruosità come l'always-online o MMORPG da ragazzini che spuntano come i funghi e completiamo il quadro del nuovo business speculativo a cui si è ridotta la grande industria del VG.
Intanto capolavori come Divinity: Original Sin per PC, single-player/co-op, inizialmente finanziato tramite Kickstarter spopolano e sono fatti 1000 volte meglio.


Condivido in larga parte, soprattutto se consideramo obbrobri come Dungeon Keeper Mobile o Dead Space 3.

Ma. C'é da aggiungere che lo sviluppo di un "giocone" moderno richiede quantitá mostruose di risorse per lo sviluppo e continui aggiornamenti per continuare a generare interessa (soprattutto se multiplayer e online), e questo giocoforza costringe gli sviluppatori a cercare una fonte costante di finanziamento.

E mentre l'abbonamento avrebbe senso, il mercato ha mostrato come il modello free-2-play funziona all'atto pratico molto meglio.
C'é poco da fare, l'unica é puntare su quei giochi che non ti "vendono la vittoria", e puntano sopratutto su elementi cosmetici o che non influiscono troppo sull'end game (vedi World of Tanks, ecc.).
Darkon18 Luglio 2014, 10:31 #5
Veramente world of tanks è l'apoteosi del payforwin. Vogliamo ricordare munizioni premium, carri premium e raddoppio di soldi ed exp!?

Un giocatore che butta soldi a manetta ha una potenza di fuoco mostruosa rispetto a chi gioca normalmente e arriva a usare certi carri in tempi brevissimi.

Poi certo se sei incapace puoi perdere lo stesso non c'è dubbio ma un conto è combattere alla pari altro paio di maniche è combattere contro un premium.


Detto questo il problema degli MMO non è affatto il free vs il pay. Il problema è che non ci sono più idee, i mondi sono piatti come una tavola da surf, non vi è reale interazione nel mondo o una reale necessità di classi non combattenti. L'economia del gioco è totalmente sballata quando va bene. Il craft? Nel 90% dei giochi è quanto di più inutile e se anche trovate uno di quei 10% restanti è utile solo in end game rendendo tutto ciò che viene craftato prima un ammasso di immondizia utile solo per alzare le skill.

Il problema non è pay vs free, il problema è che non c'è più un gioco a cui giocare ma solo fotocopie con lo stesso modello di sviluppo.

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