Fisco e Youtuber, quello che nessuno vi ha mai detto

Fisco e Youtuber, quello che nessuno vi ha mai detto

Lo streaming online è ormai un fenomeno con diffusione elevatissima nella società moderna. Le statistiche sono chiare, YouTube è secondo soltanto al popolarissimo Facebook e vanta profilature con un range di età tra i 16 e i 60 anni.

di Alessandro Oteri pubblicata il , alle 12:21 nel canale Videogames
Facebook
 

Sulla scia delle notizie diffusesi ieri a proposito dei compensi ricevuti dagli Youtuber da parte dei produttori di videogiochi in cambio di visibilità ai loro titoli, abbiamo voluto chiedere a un esperto delucidazioni su come dovrebbe funzionare il pagamento delle tasse su tali introiti.

Per questo ci siamo rivolti a Valentino Spataro, consulente legale in nuove tecnologie e amministratore del sito Civile.it. Twitch e Youtube sono ormai un fenomeno su larghissima scala che coinvolge moltissimi giocatori. Alcuni degli streamer sono diventati delle star e riescono a guadagnare tantissimo, anche decine di migliaia di euro in certi casi in Italia. Abbiamo quindi chiesto al dott. Spataro se a livello normativo bisognerebbe pagare delle tasse su questi introiti.

PewDiePie

"Le attività svolte in qualsiasi modo, anche su internet, rientrano tra le attivita' che il diritto e il fisco ritengono soggette alla legge", ha detto Spataro. "Insomma, non c'e' un paradiso fiscale solo per essere su internet. Si applicano le stesse leggi delle tradizionali attivita'. Ma questo sembra sempre piu' un dato di fatto conosciuto da chi lavora nel settore".

Come dovrebbero fare la dichiarazione gli Youtuber? "Il tema è decisamente importante e la risposta deriva da come si imposta il proprio lavoro di streamer. Cosa è prevalente? L'abilità di gioco? La selezione dei giochi? Le review? Gli aggiornamenti/notiziari? Come sappiamo bene moltissimi canali su Youtube organizzano contenuti per presentare i propri giochi. Altri per farne recensioni. Altri per condividere i video prodotti dai giochi (e favorire la viralità), quindi con finalita' di marketing".

"Stiamo parlando di attivita' molto varie: vere e proprie televisioni via cavo, oppure notiziari dal mondo del gaming, oppure semplici mashup, oppure ancora commenti tecnici per finire ai contenuti autopromozionali del gamer a fini di personal branding".

"Bisogna guardare il 'perché'. Il perché è l'anima di tutto quello che facciamo. È quello che ci porta a fare (e vendere) la nostra professionalita' in un modo unico. Ugualmente per qualificare l'attivita' svolta dal gamer. Un trucco? Cercare di spiegare la propria attivita' come se stessimo parlando a nostra nonna. Saremo costretti ad arrivare all'essenziale senza paroloni moderni. A quel punto capiremo anche in quale codice di attivita' rientriamo all'apertura della partita iva".

A cosa potrebbero andare incontro se non stanno attenti dal punto di vista normativo? "Con un fatturato (anche in nero) superiore ai 100.000 euro si hanno gli stessi adempimenti di Mediaset. Grazie alla lungimiranza del legislatore italiano, durante il recepimento della direttiva europea sulla televisione abbiamo fatto diventare ogni canale video curato editorialmente una televisione come Canale 5. Con necessità di giornalista direttore responsabile, iscrizione al ROC presso l'Agcom e altre amenita' varie".

"Con fatturato inferiore ai 5000 euro e' necessario aprire la partita iva ma non la posizione previdenziale (che strozza tutti i giovani italiani piu' del fisco). Questo per iniziare. Le leggi sono le stesse dell'arrotino. L'errore comune, perché la scuola ancora non insegna a diventare imprenditori, è credere di poter essere concorrenziali sul mercato perché si puo' offrire un prodotto a prezzi inferiori. In realta' i prezzi salgono per gli adempimenti di legge. Oltre ai problemi fiscali o di autorizzazioni televisive, ci sono quelli comuni legati al diritto d'autore e alla concorrenza sleale (sfruttando commercialmente prodotti altrui)".

Molto spesso si tratta di guadagni ottenuti tramite donazioni, soprattutto nel caso di Twitch. Abbiamo quindi chiesto al dotto. Spataro se ci sono differenze rispetto ai guadagni tramite Youtube. "Ci sono due valutazioni: pratiche e legali", è la sua risposta. "Sotto il profilo pratico le donazioni sono basse, contenute, e non adatte a reggere una professione. Lo si fa per passione e non per lucro, senza organizzazione di impresa? Pigliatevi le donazioni e amen. Se superate però non solo una soglia di guadagni (non definibile a priori, diciamo pochissime migliaia di euro), ma anche di organizzazione d'impresa (contatti con fornitori e produttori) e di tempo e di mezzi, allora aspettatevi che il fisco e l'Inps non credano più al fatto che siete solo degli aitanti amatori. Dovrete convincere loro, non me. Sotto il profilo pratico, superati i 5000 euro, Paypal vi chiedera' l'identificazione ai fini dell'antiriciclaggio. In questo senso non ci sono molte differenze per il fisco italiano. Dovete giustificare voi i soldi che vi entrano. E se confluiscono tutti sul vostro conto personale, dovrete rendere conto di tutti i movimenti personali".

Nei prossimi giorni affronteremo l'argomento con il dott. Spataro anche da altri punti di vista, che elencheremo nel dettaglio in un articolo dedicato.

20 Commenti
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Therinai16 Luglio 2014, 12:47 #1
Abbiamo quindi chiesto al dott. Spataro se a livello normativo bisognerebbe pagare delle tasse su questi introiti.

No ma va, l'articolo undiciotto della costituzione parla chiaro: gli iutuber non pagano le tasse, amen
qboy16 Luglio 2014, 13:07 #2
c'era mica bisogno di un articolo che ti dicessero che su qualunque entra lo stato ti tassa? ti tassano per le scale che arrivano al marciapiede, figuriamoci su questo
giacomo_uncino16 Luglio 2014, 13:20 #3
mi sembra evidente che quando si comincia a superare certe cifre meglio pensare a un bel trasloco
LMCH16 Luglio 2014, 13:23 #4
A cosa potrebbero andare incontro se non stanno attenti dal punto di vista normativo?
"Con un fatturato (anche in nero) superiore ai 100.000 euro si hanno gli stessi adempimenti di Mediaset. Grazie alla lungimiranza del legislatore italiano, durante il recepimento della direttiva europea sulla televisione abbiamo fatto diventare ogni canale video curato editorialmente una televisione come Canale 5. Con necessità di giornalista direttore responsabile, iscrizione al ROC presso l'Agcom e altre amenita' varie".


E poi qualcuno si domanda pure come mai l'Italia non riesce a riprendersi.

Con un fatturato di più di 100mila euro (non guadagno, si noti bene, il fatturato, prima di pagarci tasse sopra)
uno dovrebbe assumere un giornalista come direttore responsabile.
Avete presente lo stipendio minimo da dare ad un essere inutile simile ?
(inutile perche dovrebbe essere assunto giusto per assolvere ad un obbligo di legge).
E sospetto che pure gli altri adempimenti non siano indolore.

Versione breve: se avete successo come youtuber, trasferitevi all'estero al più presto e non tornate mai più in Italia.
Freaxxx16 Luglio 2014, 14:02 #5
certo, Mediaset adesso paga le tasse, bel paragone ...

parlando seriamente, secondo me correte troppo, inoltre non avete neanche menzionato i 2 punti focali della faccenda:

1 ) il "datore di lavoro" è estero
2 ) si configura un rapporto subordinato e allo youtuber non va il 100% dei ricavi, va una percentuale prevista da un contratto che viene rapportata ad una certo valore
2.bis ) considerato il fattore "estero", il potenziale si allarga a tutto il mondo, perché l'utente che guarda un video può provenire da qualsiasi parte del mondo ( reale o fittizio che sia, uomo o macchina ), quindi il profitto può essere generato in qualsiasi parte del mondo, e tanti auguri a determinare quale e dove sia il punto di origine di questi guadagni se partiamo con queste basi

con questo non dico che non si debbano pagare le tasse - peraltro gradirei un focus su come Google e gli altri grandi non paghino mai le tasse, ma vabbé - ma se io sono un lavoratore dipendente dell'azienda X e il mio netto è già decurtato e frutto di attente sottrazioni, e io sono un singolo cittadino, io non divento magicamente l'azienda X, io rimango un dipendente dell'azienda X.

Qui si trasformano persone in aziende in 2 righe di intervista, non ha senso, inoltre il rapporto subordinato è evidente, ancora più evidente se consideriamo l'influenza politica, sociale ed economica di Google, che ricordo essere una azienda estera.

Se non siete pronti a fare discorsi seri è inutile rifinire sempre a fare sempre le stesse domande, serve una persona esperta in fiscalità e diritto tributario internazionale, altro che robe dette al vento.

Tutto questo senza contare dettagli e segreti mai rivelati da Google come algoritmi usati e potenza computazionale, ma veramente voi pubblicate roba del genere ? Fate una intervista a topolino .
feBBr3GiaLL416 Luglio 2014, 14:35 #6
Originariamente inviato da: Freaxxx
certo, Mediaset adesso paga le tasse, bel paragone ...

parlando seriamente, secondo me correte troppo, inoltre non avete neanche menzionato i 2 punti focali della faccenda:

1 ) il "datore di lavoro" è estero
2 ) si configura un rapporto subordinato e allo youtuber non va il 100% dei ricavi, va una percentuale prevista da un contratto che viene rapportata ad una certo valore
2.bis ) considerato il fattore "estero", il potenziale si allarga a tutto il mondo, perché l'utente che guarda un video può provenire da qualsiasi parte del mondo ( reale o fittizio che sia, uomo o macchina ), quindi il profitto può essere generato in qualsiasi parte del mondo, e tanti auguri a determinare quale e dove sia il punto di origine di questi guadagni se partiamo con queste basi

con questo non dico che non si debbano pagare le tasse - peraltro gradirei un focus su come Google e gli altri grandi non paghino mai le tasse, ma vabbé - ma se io sono un lavoratore dipendente dell'azienda X e il mio netto è già decurtato e frutto di attente sottrazioni, e io sono un singolo cittadino, io non divento magicamente l'azienda X, io rimango un dipendente dell'azienda X.

Qui si trasformano persone in aziende in 2 righe di intervista, non ha senso, inoltre [COLOR="Red"]il rapporto subordinato è evidente[/COLOR], ancora più evidente se consideriamo l'influenza politica, sociale ed economica di Google, che ricordo essere una azienda estera.

Se non siete pronti a fare discorsi seri è inutile rifinire sempre a fare sempre le stesse domande, serve una persona esperta in fiscalità e diritto tributario internazionale, altro che robe dette al vento.

Tutto questo senza contare dettagli e segreti mai rivelati da Google come algoritmi usati e potenza computazionale, ma veramente voi pubblicate roba del genere ? Fate una intervista a topolino .


Senza voler entrare nel merito della valutazione dell'articolo che ovviamente resta puramente soggettiva e meritevole di rispetto, come dovrebbe essere anche lo stesso articolo a mio modo di vedere.
Sebbene non capisco bene come si inseriscano nell'argomento generale alcuni punti di polemica.
Mi permetto soltanto di dissentire sul fatto che il rapporto subordinato sia evidente.

citando fonti giuridiche istituzionali:

Requisito fondamentale della qualificazione del lavoro subordinato, ai fini della sua distinzione dal rapporto di lavoro autonomo, più volte ribadito dalla Corte di Cassazione (Sentenza n. 11880 del 19 maggio 2006) è “il
vincolo di soggezione del lavoratore al [B][COLOR="Red"]potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, il quale discende dall'emanazione di ordini specifici, oltre che dall'esercizio di un'assidua attività di vigilanza e controllo dell'esecuzione delle prestazioni lavorative.[/COLOR][/B] L'esistenza di tale vincolo va concretamente apprezzata con riguardo alla specificità dell'incarico conferito al lavoratore e al modo della sua attuazione, fermo restando che ogni attività umana, economicamente rilevante, può essere oggetto sia di rapporto di lavoro subordinato che di rapporto di lavoro autonomo
”.

mi permetto di dubitare che uno YouTuber sia soggetto a quanto in rosso.
Freaxxx16 Luglio 2014, 14:50 #7
Originariamente inviato da: feBBr3GiaLL4
Senza voler entrare nel merito della valutazione dell'articolo che ovviamente resta puramente soggettiva e meritevole di rispetto, come dovrebbe essere anche lo stesso articolo a mio modo di vedere.
Sebbene non capisco bene come si inseriscano nell'argomento generale alcuni punti di polemica.
Mi permetto soltanto di dissentire sul fatto che il rapporto subordinato sia evidente.

citando fonti giuridiche istituzionali:

Requisito fondamentale della qualificazione del lavoro subordinato, ai fini della sua distinzione dal rapporto di lavoro autonomo, più volte ribadito dalla Corte di Cassazione (Sentenza n. 11880 del 19 maggio 2006) è “il
vincolo di soggezione del lavoratore al [B][COLOR="Red"]potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, il quale discende dall'emanazione di ordini specifici, oltre che dall'esercizio di un'assidua attività di vigilanza e controllo dell'esecuzione delle prestazioni lavorative.[/COLOR][/B] L'esistenza di tale vincolo va concretamente apprezzata con riguardo alla specificità dell'incarico conferito al lavoratore e al modo della sua attuazione, fermo restando che ogni attività umana, economicamente rilevante, può essere oggetto sia di rapporto di lavoro subordinato che di rapporto di lavoro autonomo
”.

mi permetto di dubitare che uno YouTuber sia soggetto a quanto in rosso.


se non fosse soggetto a quanto scritto da te in rosso significherebbe che ogni singolo youtuber potrebber avrebbe il potere di agire come CEO in Google.

Di conseguenza mi pare evidente che nessuno youtuber possa anche solo mettere becco nelle decisioni operative, di comunicazione e business, all'interno di Google; ma stiamo anche qui a parlarne ?

Il principio che sta alla base del lavoro subordinato è talmente semplice e forte che è anche servito a svelare i Co.co.pro. come contratti più simili a quelli a tempo determinato che "a progetto", e asserendo giuridicamente quello che tutti potevano guardare con i propri occhi, cioé che di progetto non si trattava mai.
E secondo te uno youtuber con un contratto che gli può essere cancellato unilateralmente è anche in condizione di metter bocca nelle decisioni ( a qualsiasi grado e ambito ) di tale azienda ?

Sai in che periodo storico si facevano i "contratti" unilaterali con gente che lavorava a cottimo vero ?
Raghnar-The coWolf-16 Luglio 2014, 14:52 #8
Originariamente inviato da: Freaxxx
Sai in che periodo storico si facevano i "contratti" unilaterali con gente che lavorava a cottimo vero ?


Oggi, in universita'.
Freaxxx16 Luglio 2014, 14:58 #9
Originariamente inviato da: Raghnar-The coWolf-
Oggi, in universita'.


e secondo te questo è un bene ? è uno status quo che prevede un dibattito ?

Ma possibile che una roba così evidente abbia anche bisogno di essere discussa, stiamo messi come nella Londra del boom industriale e stiamo qui a chiederci se uno youtuber sia o meno un lavoratore subordinato.
feBBr3GiaLL416 Luglio 2014, 14:59 #10
Originariamente inviato da: Freaxxx
se non fosse soggetto a quanto scritto da te in rosso significherebbe che ogni singolo youtuber potrebber avrebbe il potere di agire come CEO in Google.

Di conseguenza mi pare evidente che nessuno youtuber possa anche solo mettere becco nelle decisioni operative, di comunicazione e business, all'interno di Google; ma stiamo anche qui a parlarne ?

Il principio che sta alla base del lavoro subordinato è talmente semplice e forte che è anche servito a svelare i Co.co.pro. come contratti più simili a quelli a tempo determinato che "a progetto", e asserendo giuridicamente quello che tutti potevano guardare con i propri occhi, cioé che di progetto non si trattava mai.
E secondo te uno youtuber con un contratto che gli può essere cancellato unilateralmente è anche in condizione di metter bocca nelle decisioni ( a qualsiasi grado e ambito ) di tale azienda ?

Sai in che periodo storico si facevano i "contratti" unilaterali con gente che lavorava a cottimo vero ?


scusami tu fai filosofia. il lavoro subordinato è quello. lo youtuber non è dipendete di google. ha un contratto con google. esattamente come tu lo hai con il tuo operatore telefonico.
il fatto che loro percepiscano soldi anche in percentuale non implica il fatto che siano dipendenti di google.
evitiamo di tergiversare la legge è legge. il cocopro viene abusato? facciamo il solito discorso che siccome tutti non rispettano la legge allora la legge non serve?
mi sembra che

PS riguardo i contratti unilaterali: Lo YouTuber è libero di NON firmarlo. Nessuno lo sta obbligando.

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