Dan Houser sul futuro dei mondi open world

Dan Houser sul futuro dei mondi open world

Il vice-presidente di Rockstar ammette di non essere ancora sazio di esperienze sandbox, pur non escludendo eventuali e futuri cambi di rotta da parte della sua azienda.

di Davide Spotti pubblicata il , alle 15:30 nel canale Videogames
 

Il vice presidente di Rockstar, Dan Houser, ritiene che lo studio abbia solamente scalfito la superficie per quanto riguarda i titoli open world, aggiungendo peraltro che i futuri progetti dell'azienda non necessariamente potrebbero rimanere fedeli alla filosofia sandbox, nata per la prima volta proprio con Grand Theft Auto III, ormai dieci anni fa.

"Penso ci sia qualcosa di davvero interessante nell'esperienza open world", ha commentato Houser nel corso di un'intervista a IGN. "Ne abbiamo già fatti una decina e ancora non mi hanno annoiato. Mi sento di dire che abbiamo solamente scalfito la superficie del potenziale di cui dispongono. Ma chi può dire cosa faremo in futuro?".

"Mi auguro che si possa realizzare una serie di titoli interessanti nei prossimi dieci anni. Questo è sempre il nostro obiettivo. Non sono mai stato molto bravo nel prevedere il futuro del videogioco. Inoltre non ci siamo mai preoccupati del nome che era presente sulla scatola. Il nome Grand Theft Auto, il nome Max Payne, il nome Red Dead, il nome Table Tennis, non importa fino a quando il titolo in questione è figo".

Al momento il prossimo progetto in cantiere da parte dell'azienda californiana è Max Payne 3, previsto per la prossima primavera.

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