Class action contro Candy Crush a causa della dipendenza che produce

Class action contro Candy Crush a causa della dipendenza che produce

È stata avviata una Class action federale contro King perché le vite regolarmente acquistate o ottenute dagli amici non comparivano all'interno del gioco.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 14:01 nel canale Videogames
 

Il fenomeno del mobile gaming Candy Crush Saga è stato accusato per la mancata concessione delle vite regolarmente acquistate dai giocatori o ottenute tramite gli amici di Facebook. La cosa è finita in tribunale, visto che nel corso del mese di marzo è partita una Class action federale contro il produttore del gioco, King.

Candy Crush Saga

Alina Renert, un'assidua giocatrice del coinvolgente titolo per i dispositivi mobile e per Facebook, è la promotrice dell'azione legale. Quando i giocatori sono a corto di vite, in Candy Crush è possibile aspettare 30 minuti per avere automaticamente nuove vite, ma chi vuole riprendere a giocare sin da subito può spendere 99 centesimi per avere 5 vite o utilizzare l'opzione in-app per chiedere ai propri amici su Facebook di donare una vita.

Secondo le accuse della Renert, però, il meccanismo che porta alla concessione di nuove vite dopo la richiesta su Facebook non funziona bene e si inceppa. In più di un caso, data la voglia di continuare a giocare subito, dopo il mancato funzionamento di questa opzione, la Renert, e gli altri querelanti che stanno partecipando alla Class action, ha provveduto ad acquistare nuove vite con denaro reale.

Secondo i querelanti, King avrebbe violato l'Illinois Consumer Fraud and Deceptive Business Practices Act (ICFA) e deve pagare danni su due livelli: in riferimento alla perdita delle vite donate su Facebook e in riferimento al reale costo delle vite acquistate in sostituzione delle prime. "La strategia di King è alla base di una speculazione intenzionale ai danni dei clienti", si legge nella denuncia.

L'accusa sostiene che 25 milioni di persone sono state danneggiate da King e che il totale dei danni che il produttore britannico deve ripagare ammonta a 5 milioni di dollari.

La Renert non è la prima a sostenere che Candy Crush è eccessivamente coinvolgente. "Ho avuto dolori alla schiena dopo aver giocato per molto tempo sul mio iPad", ha detto una donna che ha ammesso di aver giocato per 10 ore consecutive al Daily Mail. "Non riuscivo a staccarmi perché il gioco era troppo coinvolgente. Mi trovavo insieme ad altre persone e anche loro hanno ammesso di non riuscire a smettere di giocare. Stavamo competendo tra di noi".

Queste persone hanno certamente contribuito a rendere Candy Crush un cult. Nel 2013 è stata l'app in assoluto più scaricata e questo consente a King di avere un fatturato di circa 2 miliardi di dollari. Al momento King non ha ancora rilasciato un commento ufficiale sull'azione legale.

Il problema della dipendenza prodotta dai videogiochi come Candy Crush è un problema che va affrontato nelle opportune sedi e che può avere in certi casi dei risvolti clinici. Se associato alla presenza degli acquisti in-app può produrre anche delle ripercussioni economiche, come in questo caso. Da qualche mese, infatti, su impulso della Commissione Europea, Google e Apple sono obbligate a visualizzare una notifica che avverte i consumatori della presenza di acquisti in-app all'interno delle app free-to-play che stanno per scaricare.

45 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info
demon7712 Marzo 2015, 14:17 #2
Mio dio.
Avete presente quella sensazione.. quella che ti assale quando credi di sessere sul fondo del barile e poi scopri che sotto il fondo c'è tipo un parcheggio multipiano a otto livelli??
deggial12 Marzo 2015, 14:18 #3
Originariamente inviato da: demon77
Mio dio.
Avete presente quella sensazione.. quella che ti assale quando credi di sessere sul fondo del barile e poi scopri che sotto il fondo c'è tipo un parcheggio multipiano a otto livelli??


la vera class action bisogna farla contro i cervelli di chi spende 99 cent per non poter aspettare 30 minuti...

30 minuti, che visti in un'ottica "medica", fanno anche bene al videogiocatore per staccare un po' occhi e cervello dallo smartphone.
devilred12 Marzo 2015, 14:19 #4
ma per favore! andate a lavorare che e' meglio.
deggial12 Marzo 2015, 14:20 #5
Originariamente inviato da: devilred
ma per favore! andate a lavorare che e' meglio.


PS: ho visto in firma che vendi bottoni, a me ne manca uno ad un giubbotto... diametro 1,4 cm, colore marrone. puoi procurarmelo?
Leon Scott Kennedy12 Marzo 2015, 14:24 #6
Certo che l'uomo sta subendo un'involuzione gigantesca nell'ultimo decennio...
gaxel12 Marzo 2015, 14:27 #7
Ormai è tutto... e tutto, tutto degradato. Ormai è tutto degradato, ormai.
Pier220412 Marzo 2015, 14:36 #8
Quando leggo queste notizie mi chiedo che mondo lasciamo ai figli...

Ancora non siamo usciti da una situazione di crisi dove un gruppo di banche speculative hanno distrutto l'economia mondiale e qui c'è gente che fa una class action per Candy Crush..

Io penso che nel mondo ci sono persone che riescono a mangiare perche si ricordano dov'è la bocca... PUNTO. Se gli chiedi di fare un cerchio con il bicchiere lo sbagliano...
sbudellaman12 Marzo 2015, 14:40 #9
Io leggo che il movente della protesta è: "il meccanismo che porta alla concessione di nuove vite dopo la richiesta su Facebook non funziona bene e si inceppa", non "la dipendenza causata da candy crash".

Mah
Horizont12 Marzo 2015, 14:43 #10
Ma solo io non ci ho davvero MAI MAI MAI giocato, neanche a provarlo un secondo?

Originariamente inviato da: sbudellaman
Io leggo che il movente della protesta è: "il meccanismo che porta alla concessione di nuove vite dopo la richiesta su Facebook non funziona bene e si inceppa", non "la dipendenza causata da candy crash".

Mah


non è che sia meno triste quella a cui fai riferimento tu

Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".

La discussione è consultabile anche qui, sul forum.
 
^