Cerchi un corso di laurea dedicato ai videogiochi? Ecco la soluzione che fa per te

Cerchi un corso di laurea dedicato ai videogiochi? Ecco la soluzione che fa per te

L'Università degli Studi di Milano e AESVI hanno presentato oggi alla stampa New Game Designer 2014, l'evento che si svolgerà martedì 1° luglio in Statale dedicato al mondo dei videogames.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 17:31 nel canale Videogames
 

Due annunci in un'unica conferenza stampa. È avvenuto questa mattina all'Università Statale di Milano, quando sono stati rivelati il New Game Designer 2014 e il primo corso di laurea espressamente dedicato ai videogiochi. Il Ngd è un evento dedicato agli appassionati dei videogiochi che, fra i tanti scopi, mette direttamente in contatto gli studenti con le aziende tramite un fitto programma di speed dating.

New Game Designer 2014

Ma non è solo questo. Giunto alla quarta edizione, il New Game Designer è una kermesse che prevede: postazioni di gioco (con Watch Dogs, Assassin’s Creed, SBK 14, Lone Wolf, In Space We Brawl, MotoGP e molti altri); giocatori professionisti di League of Legends; esibizioni e performance di cosplayer; giochi dal vivo (KaleidosGames); mostre d’arte (Neoludica Game Art Gallery, Event HorizonSchool of Digital Art Torino); aree di orientamento studenti pre immatricolazione e post laurea con focus sul settore videoludico; la tavola rotonda su “Videogame, didattica e interdisciplinarietà” e lo speed dating già menzionato. L'evento si svolgerà martedì 1 luglio presso il Cortile d'onore di Via Festa del Perdono 7 dalle 14:30 alle 19.

"I videogiochi nascono da ricerche di diverso tipo, anche umanistiche e culturali, oltre che scientifiche. L'università quindi è il luogo giusto per parlare di videogiochi", ha esordito Bruno Quarta, Direttore Generale dell'Università degli Studi di Milano questa mattina durante la conferenza di presentazione del New Game Designer 2014.

"Dal punto di vista della ricerca, cerchiamo di portare innovazione per quanto riguarda l'interazione e le infrastrutture software", ha aggiunto Dario Maggiorini, co-direttore del PONG, Playlab fOr inNovation in Games, il laboratorio del Dipartimento di Informatica che organizza l'evento. E Laura Anna Ripamonti, che con lui organizza il PONG, gli ha fatto così eco: "ci occupiamo di didattica che riguarda l'erogazione di insegnamenti che possano essere utili per la preparazione di un lead designer".

Ma non è stato l'annuncio più importante della mattinata, visto che è stato presentato anche il nuovo percorso formativo con focus sui videogames che partirà il prossimo anno in Statale nell'ambito della magistrale in informatica. Si tratta del primo vero e proprio corso di laurea dedicato allo sviluppo di videogiochi.

"Obiettivo del percorso è formare figure adatte a inserirsi nel settore dell’intrattenimento videoludico, fornendo gli strumenti concettuali, metodologici, progettuali e applicativi necessari ad affrontare e risolvere le sfide poste dallo sviluppo di applicativi software innovativi e complessi, e caratterizzati dalla necessità di lavorare in gruppi altamente multidisciplinari", si legge nel comunicato stampa diramato dall'Università di Milano. "In particolare, al fine di realizzare software videoludico, possono essere individuate differenti declinazioni e composizioni delle competenze acquisite in area informatica, a seconda che l’accento sia posto sulla fase progettuale e di studio di aspetti legati al gameplay e all’interazione del sistema con il giocatore o sulla fase più strettamente implementativa".

Sono due le aree di specializzazione fra le quali gli studenti possono scegliere: Progettazione di videogiochi (Game Design) e Programmazione di videogiochi (Game Programming).

"La nostra collaborazione con l'Università di Milano è cruciale", ha detto Thalita Malagò, Segretario Generale AESVI, l'Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani, nel corso della presentazione. "L'industria dei videogiochi produce ormai un giro d'affari che va dai 60 agli 80 miliardi di dollari all'anno. E sebbene l'Italia sia il quarto o quinto mercato in Europa, non compare nella lista dei principali creatori di videogiochi".

"Secondo AESVI questo dipende dal fatto che in Italia mancano le condizioni di sistema che possano agevolare i creatori di videogiochi. Mi riferisco, per esempio, ai finanziamenti, ma anche a percorsi formativi a livello accademico in grado di mettere sul mercato delle figure professionali che possano occupare le posizioni più rilevanti. Per noi questo corso di studi è quindi fondamentale, e per questo ne abbiamo supportato la nascita e ne supporteremo lo sviluppo".

"Infine, un'altra necessità riguarda le manifestazioni che riescano ad attirare gli appassionati, come il Games Week. Quest'anno, come e più degli altri anni, porterà al centro delle attenzioni l'attività videoludica con tornei, anteprime ed eventi speciali".

"Gli italiani sono grandi consumatori, ma pessimi produttori di videogiochi", ha incalzato Gianmarco Zanna, Producer di Ubisoft Milan, anch'egli presente all'evento. "Abbiamo poche società di sviluppo, le quali oltretutto sono troppo piccole. Ubisoft porta avanti con l'Università di Milano una collaborazione che ormai ha quattro anni sulle spalle. Questa collaborazione mira a dare modo agli studenti di studiare come si produce un videogioco e di lavorare in team. E finalmente da quest'anno avremo un corso di laurea dedicato ai videogiochi. Prima di oggi ci hanno provato in molti, ma mai con un vero e proprio corso di laurea".

"Il mondo mobile ha cambiato le regole, perché non servono più investimenti onerosi per produrre videogiochi innovativi", è invece l'idea di Giovanni Bazzoni, Amministratore di Digital Tales. "E questo permette il proliferarsi di startup che possono focalizzarsi sulla creatività. Questa può essere una leva molto forte per incentivare lo sviluppo di videogiochi".

Ma velatamente il senso ultimo della giornata di oggi riguarda il mancato supporto da parte degli enti pubblici all'industria dei videogiochi italiana. Il mondo del cinema, infatti, gode di importanti agevolazioni fiscali e di un supporto diretto da parte dello stato, mentre l'industria dei videogiochi italiana non riceve nessuna facilitazione di questo tipo. E quindi l'AESVI può fare perno sulle iniziative dell'Università per rivendicare dei diritti che oggi il mondo dei videogiochi non ha.

La nuova offerta formativa si iscrive all'interno dell'offerta del Dipartimento di Informatica dell'Università Statale di Milano che si divide nei corsi della laurea triennale di Informatica, ovvero Informatica per la comunicazione digitale, Informatica musicale, Sicurezza dei sistemi e delle reti informatiche; e nei corsi di laurea magistrale, ovvero Informatica e Sicurezza Informatica. All'interno del primo di questi ultimi due corsi troveremo, a partire dal nuovo anno accademico, anche il percorso formativo dedicato ai videogame di cui abbiamo parlato.

Altre informazioni si trovano qui e qui.

37 Commenti
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mirkonorroz23 Giugno 2014, 18:28 #1
Certo che sono proprio in buone mani...
Ora9223 Giugno 2014, 19:24 #2
Ahahah oddio ci sono più presentataori che pubblico!!
Hellraiser8323 Giugno 2014, 19:48 #3
speed dating? quindi se mi iscrivo, mi posso scopare tutte le dipendenti di una software house?
deggial23 Giugno 2014, 19:54 #4
Originariamente inviato da: Hellraiser83
speed dating? quindi se mi iscrivo, mi posso scopare tutte le dipendenti di una software house?


magari se frequenti un corso di informatica e vedi il livello medio delle aspiranti programmatrici, ti passa la voglia

PS: ovviamente scherzo, non me ne vogliano le mie ex colleghe di università :P
Lwyrn23 Giugno 2014, 21:45 #5
Originariamente inviato da: deggial
magari se frequenti un corso di informatica e vedi il livello medio delle aspiranti programmatrici, ti passa la voglia

PS: ovviamente scherzo, non me ne vogliano le mie ex colleghe di università :P


Io non ho fatto ingegneria, però se sono tutte come quelle che ho conosciuto io... mi sa che non scherzi affatto
D4N!3L323 Giugno 2014, 21:47 #6
Aspetta, ora lascio ingegneria e vado a fare questo.
adaant23 Giugno 2014, 22:32 #7
Ma chi e' che nel 2014 ha le palle di iscriversi ad un corso del genere? Poi le software house sicuramente cercano dei laureati in videogiochi... Imho una delle tante lauree farlocche del sistema universitario italiano.
esp1lon23 Giugno 2014, 23:26 #8

Serve relativamente

Conosco diversi brillanti programmatori di videogiochi che non si sono mai laureati e molti brillanti laureati in informatica che non saprebbero da dove iniziare a programmare un videogioco. Programmare videogiochi è qualcosa di completamente differente rispetto, e corsi come ing. del software non servono a nulla. Chi ha una passione insana per i videogiochi e per la programmazione può anche farne a mano di un corso del genere e per certi versi una classico corso di informatica può essere più formativo. Ma pensare di uscire dall'università con l'idea di essere assunti successivamente da una grossa software house di videogiochi è una idea che poteva nascere solo nei corridoi delle accademie italiane.
Raghnar-The coWolf-23 Giugno 2014, 23:35 #9
Finchè non ci sarà una divisione netta e diffusa fra università e corsi superiori professionalizzanti esisteranno certi obbrobri.
cignox124 Giugno 2014, 08:24 #10
Non so come si compongano i corsi, ma se ci fosse stato 15 anni fa mi ci sarei iscritto al volo.

Sfortunatamente la facoltá di informatica non prepara minimamente ai bisogni delle aziende, se uno vuole fare lo sviluppatore...

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