Bleszinski: i titoli giapponesi non dovrebbero trascurare il multiplayer

Bleszinski: i titoli giapponesi non dovrebbero trascurare il multiplayer

Secondo il padre di Gears of War, titoli come Shadows of the Damned e Vanquish avrebbero avuto più successo se arricchiti da una componente online.

di Davide Spotti pubblicata il , alle 12:01 nel canale Videogames
 

Cliff Bleszinski ha dichiarato che gli sviluppatori giapponesi non dovrebbero ignorare la componente multiplayer se desiderano davvero migliorare la loro posizione sul mercato globale.

"Il mio suggerimento al Giappone è che, in un mercato come quello attuale basato sul supporto fisico, non sia possibile ignorare il multiplayer", ha dichiarato Bleszinski nel corso di un'intervista rilasciata a Gamasutra. "Non sto dicendo di introdurre il multiplayer in qualunque gioco", ha precisato, prima di citare Shadows of the Damned e Vanquish come lampanti esempi di prodotti che avrebbero potuto trarre notevoli benefici dalla modalità multigiocatore.

In merito al titolo sviluppato da Grasshopper ha commentato: "E' stato un gioco magnificamente folle, con un gameplay davvero divertente, ma senza un'esperienza co-op multiplayer. Non sto dicendo di fissarsi sulla modalità competitiva; ci sono un miliardo di modi differenti per fare sì che i giocatori interagiscano con altri giocatori".

"E nel caso in cui si intenda realizzare uno shooter in terza persona... il fatto che Vanquish non avesse una modalità multiplayer è stato un crimine. Questa IP era particolarmente interessante, tanto da sembrare occidentale, ma il gameplay era notevole, l'atmosfera... o ho ribadito spesso che se Gears è una specie di treno a carbone che avanza sbuffando alla Wild Wild West, questo Vanquish è il treno proiettile giapponese, con il giusto stile e tutte le carte in regola. E non c'è assolutamente ragione per cui non debba potermi muovere, fare enormi scivolate e librarmi in aria, in un'arena con altri giocatori".

Bleszinski ha inoltre ammesso di aver apprezzato le scelte compiute da From Software con il multiplayer proposto dapprima in Demon's Souls e in seguito in Dark Souls. Un tipo di ricerca che, secondo il lead designer di Epic, dovrebbe "ispirare un sacco di sviluppatori occidentali al fatto che è possibile introdurre elementi di connettività in giochi pensati per la campagna, e ottenere un'esperienza più dinamica".

5 Commenti
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elevul15 Maggio 2012, 15:25 #1
Personalmente sono contro il multiplayer, se fatto dallo stesso team che si occupa del single player, visto che preferirei dedicassero il loro tempo alla portata principale.
Però ci sono alcuni giochi che beneficierebbero indubbiamente da una modalità co-op (vedi Skyrim), quindi quella non sarebbe una cattiva idea implementarla, se possibile.
Rubberick15 Maggio 2012, 19:39 #2
esperienza insegna che i team di sviluppo stanno talmente con le bolas in mano a sviluppare il netcode o hanno talmente poco tempo per farlo che a volte è meglio che il multiplayer non ci sia... anche se imho cmq ci vorrebbe in quasi tutti i titoli, aumenta di parecchio la longevità dei giochi
bronzodiriace15 Maggio 2012, 20:32 #3
d'altro canto che senso ha sviluppare un Single player lineare,scontato, banale e con tutti i difetti che flagellano le produzioni occidentali quando cè il multiplayer a salvare la baracca?

Il bue che chiama cornuto l'asino.
michael1one15 Maggio 2012, 21:21 #4
al posto di buttare via soldi nel multi, sarebbe meglio che ci concentrassero sul single
lordkain8416 Maggio 2012, 10:49 #5
Originariamente inviato da: michael1one
al posto di buttare via soldi nel multi, sarebbe meglio che ci concentrassero sul single


sono d'accordissimo con te

preferisco giocare da solo in single e godermi un gioco con una bella storia,piuttosto che giocare online con dei caproni che magari usano anche cheat e glitch ogni volta ... non c'è nessun divertimento nel fare così

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