Aesvi interviene sui recenti attacchi ai videogiochi: basta pensare che siano per bambini

Aesvi interviene sui recenti attacchi ai videogiochi: basta pensare che siano per bambini

La posizione dell段ndustria dei videogiochi sul recente dibattito relativo all置tilizzo di videogiochi destinati agli adulti da parte dei minori.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 12:01 nel canale Videogames
 

"I videogiochi non sono 堵iochi per bambini, ma sono una forma di intrattenimento di massa che si rivolge sempre pi ad un pubblico differenziato", si legge nel comunicato Aesvi con il quale l'associazione di categoria che difende i produttori di videogiochi in Italia replica ai recenti attacchi delle testate generaliste, che abbiamo gi commentato in questo editoriale.

Tutto nato da un post sul blog de Il Corriere della Sera in cui una madre protestava contro l'assenza di segnalazioni dirette sulla pericolosit insita nel regalare il videogioco Grand Theft Auto V al proprio figlio. Da quel post partita un'iniziativa della parlamentare Ilaria Capua, che ha mandato una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi in cui si discute dell'uso che viene fatto dei videogiochi e di possibili strategie per arginare il fenomeno della violenza nei videogiochi.

Ma poi arrivata Striscia la Notizia a rincarare la dose, mostrando come un minorenne possa con facilit acquistare un videogioco vietato ai minori di 18 anni, perch gli esercenti non sono obbligati a non vendere i giochi vietati. Il logo PEGI 18, infatti, allo stato attuale delle cose solo un suggerimento non vincolante.

Come se non bastasse qualche giorno fa Uno Mattina ha realizzato un bizzarro servizio, mettendo i videogiochi insieme nello stesso calderone con tematiche come prostituzione e Isis. Allo stesso tempo stato invitato alla trasmissione un "esperto" per prendere le difese del media videoludico. Indovinate chi era? Si, proprio lui: FaviJ.

Lascio da parte tutta la questione del livello di preparazione di questi giornalisti sull'argomento videogiochi e sull'opportunit di interpellare un diciannovenne per una difesa cos complicata per proseguire a raccontare il comunicato di Aesvi.

"Solo in Italia si contano oggi circa 21 milioni di videogiocatori attivi e l'et media dei giocatori supera ormai i 30 anni", si legge nel comunicato. "Come sono disponibili film, fumetti, serie tv e altri contenuti per diversi pubblici, cos anche l段ndustria dei videogiochi fornisce una variet di scelte di intrattenimento per consumatori di tutte le fasce d弾t, compreso il pubblico adulto. In quest弛ttica, va ricordato che il citato esempio di GTA V non un videogioco destinato ai minori, ma ad un pubblico adulto ed stato correttamente immesso nel mercato con una classificazione PEGI 18".

"Per l段ndustria dei videogiochi la tutela dei videogiocatori pi giovani sempre stata una priorit e proprio per questo motivo fin dai primi anni 2000 stato creato il PEGI (Pan European Game Information), un sistema di classificazione che oggi applicato in tutta Europa. Il PEGI non uno strumento di censura, ma uno strumento che fornisce raccomandazioni sull弾t consigliata e sul contenuto del videogioco con l弛biettivo di supportare scelte di acquisto consapevoli. ネ bene inoltre ricordare che tutte le console di ultima generazione offrono sistemi di controllo parentale che permettono ai genitori di evitare che i loro figli accedano a contenuti non adatti, impostando la piattaforma in modo che legga solo i videogiochi che hanno una determinata classificazione PEGI o in modo che funzioni solo per un determinato tempo di gioco".

"L段ndustria dei videogiochi sempre stata e continuer ad essere disponibile alla pi ampia collaborazione con le istituzioni nazionali per arricchire gli strumenti di tutela esistenti, ridurre il rischio che i minori accedano a contenuti non adatti alla loro et e allo stesso tempo per 都doganare il videogioco dai pregiudizi e dagli stereotipi pi diffusi. ネ importante, infatti, che parallelamente alle esigenze di protezione dei minori, sia assicurato il massimo rispetto alla libert di espressione per il videogioco come medium e nello stesso tempo alla libert di scelta dei consumatori adulti".

"A tal fine nelle ultime settimane l但ssociazione ha condotto una serie di incontri con i rappresentanti delle istituzioni competenti nel campo della cultura e delle politiche sociali - sia a livello parlamentare sia a livello governativo - al fine di individuare possibili soluzioni condivise per assicurare un utilizzo consapevole del mezzo".

"L段ndustria dei videogiochi ritiene che la conoscenza da parte dei genitori e delle famiglie sia la migliore risposta per proteggere i consumatori pi giovani e per sfruttare le immense potenzialit del videogioco. Videogioco che destinato ad avere un ruolo sempre pi centrale nella cultura digitale in evoluzione e a fare da volano per lo uno sviluppo di opportunit di lavoro e di impresa nell弾conomia digitale anche nel nostro paese".

I media generalisti non raccontano l'evoluzione recente del media videoludico, che ormai giunto a maturazione e capace di veicolare messaggi culturali, sociali, di solidariet e molto altro. Ne parlano solamente quando si possono alzare i toni e si pu essere sensazionalistici. In questo modo il pubblico di massa continuer ad avere l'idea che "i videogiochi sono solo giochi per bambini", ma le cose non stanno assolutamente cos.

26 Commenti
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Bivvoz17 Febbraio 2015, 12:27 #1
La cosa triste e ridicola è che in tutta questa faccenda non viene nominata 1 persona che capisca effettivamente qualcosa di videogiochi.

Siamo partiti da un post di una casalinga di voghera che voleva comprare gta5 al figlio, passati per una parlamentare virologa e arrivati al presidente del consiglio, il tutto condito di striscia la scemenza e unomattina.

Con la proposta di vietare la vendita dei giochi pegi 18 ai minori senza rendersi conto che anche se fossero vietari alla casalinga di voghera gta5 lo avrebbero venduto lo stesso e lei lo avrebbe regalato al figlio o il figlio avrebbe potuto comunque procurarselo in internet.
bobafetthotmail17 Febbraio 2015, 12:45 #2
un'iniziativa della parlamentare Ilaria Capua, che ha mandato una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi in cui si discute dell'uso che viene fatto dei videogiochi e di possibili strategie per arginare il fenomeno della violenza nei videogiochi.
Link ad immagine (click per visualizzarla)

Uno Mattina ha realizzato un bizzarro servizio,
non vedo cosa ci sia di strano. Inoltre, il tipo di pubblico più comune di UnoMattina probabilmente è troppo senile per capire un granchè a prescindere.

La cosa triste e ridicola è che in tutta questa faccenda non viene nominata 1 persona che capisca effettivamente qualcosa[S] di videogiochi.[/S]
Posso comprendere l'ignoranza, ma agire senza documentarsi in ambiti chiaramente fuori dalla propria professione non denota un approccio particolarmente intelligente alla vita.
Bivvoz17 Febbraio 2015, 12:57 #3
Da quel post è partita un'iniziativa della parlamentare Ilaria Capua, che ha mandato una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi in cui si discute dell'uso che viene fatto dei videogiochi e di possibili strategie per arginare il fenomeno della violenza nei videogiochi.


A quando un iniziativa per arginare il fenomeno della violenza in parlamento visto che 4 giorni fa si sono pestati alla camera?
maxsy17 Febbraio 2015, 13:10 #4
Originariamente inviato da: Bivvoz
A quando un iniziativa per arginare il fenomeno della violenza in parlamento visto che 4 giorni fa si sono pestati alla camera?


ma lasciali pestare...se mi farebbero entrare contribuirei volentieri anchio
demon7717 Febbraio 2015, 13:39 #5
Va beh ma se viene dato credito a qualsiasi verduraio che pretende di discutere di fisica quantistica non andiamo a casa più.

Chi spara ste caxxate per innescare polemiche è gente tanto incompetente quanto del tutto ignorante in materia. gente che in vita sua non ha mai giocato con un videogioco manco per sbaglio.

Esistono film per adulti? (non in senso porno) bene. esistono anche giochi per adulti.
E se guardo un fil violento non è che poi vado in giro a sparare alla gente.
Londo8317 Febbraio 2015, 14:00 #6
Originariamente inviato da: maxsy
ma lasciali pestare...se mi farebbero entrare contribuirei volentieri anchio


Ti prego....edita.....
marezza17 Febbraio 2015, 14:29 #7
Mandare quella a parlare di videogames in senato è come per me andare a tenere una lezione di fisica robotica al MIT...e probabilmente sarei cmq piu credibile io di lei in quella situazione...
maxsy17 Febbraio 2015, 14:38 #8
Originariamente inviato da: Londo83
Ti prego....edita.....


ma anche no.
Marci17 Febbraio 2015, 15:13 #9
Originariamente inviato da: maxsy
ma anche no.


Non penso si riferisse al contenuto della tua frase


P.S. Ti prego, edita perchè appena ho letto mi si sono rizzati i peli tipo gatto spaventato
hek17 Febbraio 2015, 15:16 #10
I videogiochi sono una grande perdita di tempo e di denaro che si potrebbero investire in maniera più proficua per il proprio sviluppo psico-fisico. Perché non socializzare con la gente, uscire, scambiare idee anziché rinchiudersi in casa davanti ad uno schermo? E purtroppo generano dipendenza, e le software house - attente soltanto ai loro profitti - ne vanno fiere.

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