Acquisti in-app con iPhone, incidono per il 76% sul totale delle vendite

Acquisti in-app con iPhone, incidono per il 76% sul totale delle vendite

Un report pubblicato da Distimo fa chiarezza sull'incidenza degli acquisti in-app in ambito iPhone sia per gli Stati Uniti che per l'Asia.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 10:01 nel canale Videogames
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Se nel gennaio del 2012 solamente il 53% delle vendite di contenuti per iPhone sull'App Store statunitense erano attribuite agli acquisti in-app, nello scorso mese questo dato è salito fino al 76%. Gli in-app purchases (IAP) diventano quindi un elemento di business imprescindibile sui dispositivi mobile come l'iPhone, decretando il successo di tante software house che fino a ieri erano nell'ombra.

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Il dato presenta delle forti oscillazioni in base alla nazione. Ad esempio, in Europa è meno consistente, visto che in Germania si attesta sul 61%, secondo la ricerca pubblicata da Distimo. Invece, nei mercati asiatici i numeri sugli acquisti in-app sono considerevolmente più alti. Nei territori di Hong Kong, Giappone, Cina e Corea del Sud gli acquisti in-app incidono per il 90% sul totale delle vendite.

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Secondo la ricerca di Distimo, la maggior parte delle applicazioni presenti sull'App Store, il 71% per la precisione, sono app di tipo "freemium". L'utente le scarica liberamente ma le feature avanzate come beni virtuali, livelli di gioco extra, servizi, upgrade e altro, sono a pagamento. Un altro 5% di app che usano in-app purchases sono le app a pagamento, mentre il rimanente 24% si costituisce di app solamente a pagamento, all'interno delle quali non sono coinvolti in-app purchases.

Oggi l'App Store è incredibilmente affollato, visto che accoglie oltre 800 mila app. Per uno sviluppatore, quindi, può essere svantaggioso mettere la propria app a pagamento, vista la serrata concorrenza di questo store. Google Play, da questo punto di vista, è più avanti, offrendo diverse opzioni che permettono agli utenti di provare il software prima di acquistare, delle opzioni di rimborso in caso di malcontento su quanto comprato e abbonamenti focalizzati sulla sperimentazione dei contenuti. Dunque, nel mondo Apple, in molti casi gli sviluppatori sono stati costretti ad utilizzare il metodo degli acquisti in-app.

Distimo ha poi esaminato la lista delle 250 applicazioni con più download nel mese di febbraio, e fatto una stima su numero di download e sulle vendite in modo da determinare il rapporto tra download e vendite (ARPD, average revenue per download). Nella prima posizione di questa speciale classifica troviamo Clash of Clans , mentre due fra i primi tre giochi della classifica provengono dalla stessa software house, Supercell, le cui performance abbiamo già esaminato in passato in un articolo dedicato.

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I grafici seguenti illustrano le vendite realizzate in funzione del tipo di app. Le applicazioni a pagamento con in-app purchases presentano l'ARPD più alto, ovvero hanno un migliore rapporto tra download e vendite. L'ARPD medio per tutte le app per iPhone è di $0.99, mentre se si considerano solo le app a pagamento senza IAP questo valore sale a $2.25. Per le app gratuite con in-app purchases è di $0.93, mentre se si considerano le app a pagamento con in-app purchases ammonta a $2.46.

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I valori se si guarda il mondo iPad risultano pressoché raddoppiati. Per le app a pagamento senza in-app purchases abbiamo, infatti, un ARPD di $4.04, per le app a pagamento con IAP $3.72, per le freemium app $2.26. Per iPad abbiamo il valore più alto nel rapporto tra download e vendite nel caso delle app a pagamento che non consentono di fare acquisti in-app, con un dato che supera quello relativo alle app a pagamento con IAP. Bisogna notare, comunque, che questi dati dipendono molto spesso dal fatto che le app per iPad costano di più rispetto alle corrispettive per iPhone.

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Confrontando il dato ARPD in funzione delle varie nazioni, invece, Distimo nota che è più alto in Giappone. Ovvero, i giapponesi tendono a spendere di più per ogni app scaricata. In Giappone, nel caso di iPhone questo dato infatti supera i $3, mentre negli Stati Uniti si attesta su $0.98.

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4 Commenti
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dwfgerw29 Marzo 2013, 10:05 #1
"delle opzioni di rimborso in caso di malcontento su quanto comprato"

Anche in App Store è possibile chiedere il rimborso ed ottenerlo facimente. Rientra nel contratto di utilizzo.
Paganetor29 Marzo 2013, 10:26 #2
per forza, ormai il "free to play" è "ti regalo la app, poi compri se vuoi andare avanti"...
sanzokan29 Marzo 2013, 11:57 #3
Originariamente inviato da: Paganetor
per forza, ormai il "free to play" è "ti regalo la app, poi compri se vuoi andare avanti"...


E visti i numeri sempre sempre più app finiranno così
Dragon200230 Marzo 2013, 20:16 #4
Per me è una pratica ai limiti della legalità gli acquisti in app senza contare i rischi di chi può prendere il cellulare o perché inesperto o perché potrebbe malauguratamente farlo apposta e farti spendere dei capitali,il gioco con gli acquisti in app,mi pare più un gioco d'azzardo che un normale gioco in se.
Almeno bisognerebbe mettere dei limiti,tipo massimo 10 euro di acquisti in app per un singolo gioco dove poi avresti acquistate tutto il possibile e non potresti fare ulteriori acquisti,per real rancing 3 si arriva ad avere acquisti in app fino a 99 euro con un singolo acquisto in app che si può ripetere più volte.

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