Recensione Mass Effect Andromeda: delusione o capolavoro?

Recensione Mass Effect Andromeda: delusione o capolavoro?

Mass Effect Andromeda è finalmente arrivato e ha scatenato una serie di polemiche e di accesi dibattiti fra gli strenui difensori del lavoro di BioWare e i critici che già non avevano apprezzato alcuni elementi di Dragon Age Inquisition.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Electronic ArtsNVIDIAGeForce
 

Nuove meccaniche di movimento e di combattimento

Cambia molto sul piano delle meccaniche di movimento e di combattimento. Innanzitutto, partiamo dagli oggetti nuovi a disposizione di Ryder e della sua squadra. Da tecnologia Turian, innanzitutto, è stato affinato il nuovo jetpack, che consente di spiccare poderosi balzi che ben si adattano agli spazi più grandi delle mappe di gioco consentiti da Frostbite.

Il jetpack non influisce solamente sugli spostamenti ma anche e soprattutto nei combattimenti, che adesso diventano più adrenalinici e movimentati. Inoltre, offre nuove soluzioni tattiche. Quando in volo, infatti, chi lo indossa può compiere veloci schivate verso destra o verso sinistra, o catapultarsi velocemente verso la copertura più vicina. Lasciando premuto il tasto destro mentre si è in volo, inoltre, ci si mantiene in posizione sopraelevata per qualche attimo, il che può contribuire a creare nuove efficaci linee di tiro. Dalla posizione sopraelevata ci si può anche fiondare verso il terreno, generando danni ad area.

Per il resto, si tratta dei combattimenti tipici di Mass Effect, fortemente basati sulle coperture e sulla combinazione fra armi da fuoco e poteri biotici o di altra natura. Il giocatore deve valutare la disponibilità in termini di munizioni e combinarla con i cooldown dei poteri per essere massimamente competitivo sul campo di battaglia.

Jetpack, coperture automatiche e scanner cambiano, in parte, il gameplay di Mass Effect
Il tutto ricrea l'effetto piacevole tipico di Mass Effect, con combattimenti tattici e al tempo stesso divertenti, dove i poteri biotici si rivelano spettacolari, sia sul piano visivo che su quello uditivo. Per quanto riguarda le coperture, l'aggancio adesso è automatico, anche se permane qualcosa che non convince pienamente. Cambiare l'orientamento del personaggio una volta che è agganciato richiede la pressione di un pulsante, nello specifico "Alt" per quanto riguarda il PC, che dà la sensazione di essere di troppo, rendendo più complessa la gestione di una componente che invece potrebbe essere basilare come il resto. Nei combattimenti più farraginosi, infatti, premere "Alt" può rivelarsi un inutile impedimento.

Altra novità a livello di possibilità di interazione è lo scanner: Ryder lo può utilizzare per portare avanti le sue indagini, scoprire qualche dettaglio in più sugli oggetti presenti nei livelli di gioco (ad esempio indagare le origini di un ritrovato di matrice aliena) o scoprire informazioni su un personaggio sospetto o misterioso. Sembra una componente mutuata da certi simulatori spaziali in cui c'è la necessità di andare in giro per scansionare gli oggetti e rinvenire utili risorse.

Come al solito, si portano due armi sul campo di battaglia (prima di potenziare adeguatamente il personaggio), che possono essere a loro volta potenziate tramite due slot di mod. In Mass Effect Andromeda, basato sulle risorse, c'è un consistente sistema di crafting (anche in questo caso speculare a Dragon Age Inquisition, ma ovviamente rivisto in chiave fantascientifica) che permette di creare armi e armature via via sempre più competitive sulla base dei materiali e delle risorse che si trovano durante l'esplorazione.

Inoltre, si possono controllare fino a tre abilità per volta, appartenenti a tre differenti categorie: Combattimento, Tecnologia e Biotico. Il sistema di gestione delle classi e delle abilità è cambiato, ma lo analizzeremo meglio più avanti. Per il momento ci limitiamo a rimarcare come sia possibile determinare il loadout del personaggio nel momento in cui lasciamo la nave Tempest e atterriamo sul pianeta, per poi poterlo modificare grazie alle stazioni dinamicamente installabili a terra.

 
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