Dedicato ai fan di Dark Souls: ecco Nioh

Dedicato ai fan di Dark Souls: ecco Nioh

Non era affatto scontato, ma la scommessa piazzata da Koei Tecmo e Team Ninja ha dato i suoi frutti. Nioh è un’opera di ottima qualità che, pur rielaborando le già apprezzate dinamiche Soulslike dei titoli From Software, riesce ad avere personalità da vendere.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
SonyPlaystation
 

Modalità cooperativa online e settaggi grafici

All’occorrenza Nioh consente di condividere le missioni in compagnia di un altro giocatore, che può essere evocato tramite l’impiego di un oggetto speciale. Per specifica scelta degli sviluppatori, gli incarichi possono essere vissuti in compagnia di un secondo utente solo durante le missioni già portate a termine con successo in solitaria. Una decisione presa proprio con il fine ultimo di mantenere l’esperienza di gioco sufficientemente complessa ed evitare che il pubblico si affidi ad aiuti esterni per raggiungere l’epilogo durante la prima run.

Su PlayStation 4 Pro si può propendere per la risoluzione HD a 1080p con 30 o 60fps, oppure per quella a 4K con 30 frame al secondo
In rete, dove ormai si è bravi a lamentarsi per qualsiasi cosa, la vicenda ha contribuito ad alimentare sterili polemiche dovute al fatto che nelle versioni provvisorie fosse possibile accedere fin da subito alle sessioni condivise. A nostro modo di vedere si tratta di critiche pretestuose e poco consistenti perché, pur mantenendo una veste accessoria, per lo meno durante il walktrough iniziale, la co-op può tornare particolarmente utile se sfruttata durante il farming nei livelli già completati, ma soprattutto dopo aver iniziato il New Game+.

Quando si è connessi alla rete è anche possibile visualizzare le cosiddette Tombe Insanguinate, degli eventi aggiuntivi tramite i quali si possono affrontare nemici gestiti dalla CPU con caratteristiche analoghe a quelle degli utenti abbattuti in quel determinato punto della mappa. In questi frangenti non si deve far altro che muoversi verso gli indicatori di colore rosso disseminati sul terreno e con la semplice pressione del pulsante cerchio si darà inizio alla sfida.

Venendo alle questioni tecniche, leviamoci subito ogni dubbio: Nioh sul piano squisitamente grafico è ben lungi dal potersi definire esaltante, collocandosi chiaramente al di sotto di altre produzioni contemporanee. Peraltro, pur senza raggiungere le vette stilistiche di un Bloodborne, il fascino dell’ambientazione orientale permette di chiudere un occhio sugli evidenti limiti con cui hanno dovuto fare i conti gli sviluppatori sfruttando il Soft Engine. Al di là delle considerazioni estetiche, il gioco offre una notevole varietà di settaggi grafici selezionabili. Se si opta per la PlayStation 4 base è possibile scegliere fra tre opzioni: la modalità Film, che migliora la resa grafica mantenendo una fluidità di 30 fps, la modalità Azione, che porta il frame rate a 60fps, ed infine la modalità Film con frame rate variabile, per un compromesso tra grafica e dinamicità dell’azione. Su PlayStation 4 Pro si può invece propendere per la risoluzione HD a 1080p con 30 o 60fps, oppure per quella a 4K con 30 frame al secondo. A nostro avviso, data la natura del titolo, è sempre consigliabile prediligere i 60 frame a discapito di una qualità dell’immagine che, ad eccezione della soluzione a 4K, non subisce miglioramenti sostanziali.

 
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