Battlefield 1 è uno dei migliori Battlefield di sempre

Battlefield 1 è uno dei migliori Battlefield di sempre

Con Battlefield 1 Dice è tornata sui suoi passi, e ha confermato di avere una spiccata predilezione per lo scenario storico. Qui ripristina il suo approccio classico e smette di seguire le orme dei rivali che, grazie alla semplificazione, hanno raggiunto il pubblico di massa.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Electronic ArtsBattlefield
 

La credibile esagerazione dell'arsenale e la spettacolarizzazione dell'iconografia

Offrire un’esperienza divertente ma al contempo rispettosa del contesto storico della Prima Guerra Mondiale, non era impresa facile. A partire dall’arsenale a disposizione dei giocatori.

La Grande Guerra ha conosciuto un’evoluzione vorticosa della tecnologia militare, trasformando i soldati, in circa 4 anni, da pittoreschi guerrieri a vere e proprie macchine da guerra.

La guerra aerea, i bombardamenti tattici, le mitragliatrici leggere, le armi automatiche, gli elmetti di metallo, le armi chimiche, le maschere antigas, il carro armato: sono tutte novità sviluppatesi appieno proprio nello scenario della Prima Guerra Mondiale, si tratta dei principali esempi di come la tecnologia della morte abbia conosciuto una delle proprie pagine di maggior evoluzione proprio tra il 1914 e il 1918.

Uniformi, colori, maschere antigas, esplosioni, fango, mezzi pesanti… tutto contribuisce a trasmettere brutalità e frenesia, accentuando l’aspetto drammatico della Grande Guerra e accelerandone - forse oltre il lecito - i ritmi
Dice ha operato una scelta del tutto condivisibile, forse inevitabile: la selezione di armi a disposizione del giocatore è meno ampia rispetto al passato e non sempre gode dell’abituale precisione nella dotazione di armi personalizzate per le singole fazioni. Però offre uno spaccato piuttosto esaustivo di quello che si poteva imbracciare per combattere nelle trincee del Primo Conflitto Mondiale. Certo, c’è un complessivo ammorbidimento nella gestione di tutte le armi e c’è anche una rapidissima possibilità di sbloccare strumenti di offesa avanzati (che sovente sono quelli più ‘tardi’ e più sviluppati), ma si tratta di una scelta pressoché inevitabile, per garantire accessibilità e divertimento.

Altra decisione delicata ma vincente è stata quella di spingere al massimo sulle soluzioni belliche più caratteristiche del periodo, rendendole particolarmente efficaci e diffuse all’interno del gioco: ecco allora la grande resistenza dei cavalli, l’onnipresenza - a prescindere dallo schieramento - dei dirigibili, l’importanza dei treni militari, l’efficacia dei lanciafiamme e delle armature dei mitraglieri e l’onnipresenza delle granate asfissianti. Dice ha deciso di sfruttare il lato ‘pittoresco’ della Grande Guerra, rendendolo un elemento chiave dell’esperienza di BF1.

E allora - anche a livello di presentazione e di iconografia - ecco che l’ultimo titolo della saga di Battlefield ci catapulta su campi di battaglia altamente carismatici e spettacolari: uniformi, colori, maschere antigas, esplosioni, fango, mezzi pesanti… tutto contribuisce a trasmettere brutalità e frenesia, accentuando l’aspetto drammatico della Grande Guerra e accelerandone - forse oltre il lecito - i ritmi. La scelta paga. Decisamente.

 
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