Mafia III, all'altezza del primo indimenticabile capitolo?

Mafia III, all'altezza del primo indimenticabile capitolo?

Il nuovo capitolo di Mafia è sviluppato da un team creato per l'occorrenza, Hangar 13. Già questo è un forte elemento di differenziazione rispetto alle origini della serie, partorite dalle menti dei ragazzi di Illusion Softworks, una software house che aveva già sfornato capolavori come Hidden & Dangerous e Vietcong.

di Stefano Carnevali, Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
2K Games
 

Il parere di Stefano Carnevali

Credo che Mafia III rappresenti un’occasione sprecata. Purtroppo a un setting profondo e ben riprodotto, a una storia interessante, ben raccontata e ben ritmata, a un cast tutto sommato credibile e carismatico, non corrisponde un gioco all’altezza.

Troppo limitato e ripetitivo, con un free-roaming eccessivamente ‘vuoto’ e, soprattutto un’IA che alterna efficienza incredibile a ‘passaggi a vuoto’ troppo pesanti, il gameplay messo in campo da Harbor 13 faticherà a tenervi incollati allo schermo.

Lo studio e l’impegno profusi per costruire trama e cast, avrebbero dovuto essere replicati - e potenziati - anche per quanto riguarda la componente meramente ludica
Viene facile pensare a un paragone con il primo Mafia, uno gioco che ha cambiato la storia del media, in positivo. Se quel titolo prendeva il meglio da quelli che erano i baluardi del genere fino a quel momento, i vari Drive, Max Payne e Grand Theft Auto III, la nuova incarnazione tenta di prendere ispirazione da Grand Theft Auto V, ma in maniera infruttuosa, nella misura in cui manca quella densità e particolarità di attività da svolgere che caratterizza la magnifica mappa del capolavoro Rockstar.

Se però la componente ambientale e narrativa sono per voi di assoluto rilievo, suggerisco di dare una chance a Mafia III, magari tra qualche tempo. Il terzo capitolo della saga, infatti, con tutte le sue peculiarità di setting, si discosta molto dai due precedenti e ha numerose frecce al proprio arco per coinvolgere e interessare il giocatore.

Abbracciando un gran numero di ‘questioni sociali’ tipiche degli anni ’60 a Stelle e Strisce,; raccontando la propria storia in modo innovativo ed efficace (simulando un documentario), con un ritmo adeguato e con qualche colpo di scena mai banale; presentando un cast di personaggi carismatici e credibili, con solo qualche stereotipo di troppo, Mafia III riesce, su questo versante, a mantenere gli elevati standard della saga.

Laddove fallisce è in termini di divertimento nudo e crudo, ludico. Le missioni si susseguono troppo simili tra loro e poco realistiche; New Orleans è tanto grande quanto priva di punti di interesse, per cui attraversarla sarà più che altro una ‘scocciatura’. Il sistema di guida ‘semplificato’ è immediato e spettacolare, ma fin troppo controllabile da subito.

Dal punto di vista action, siamo di fronte a uno shooter senza infamia né lode, vessato dalle eccessive capacità del protagonista e dalla tremenda scostanza dell’IA.

Persino la componente stealth, che sembrava una variante di spessore agli attacchi ‘frontali’, si rivela quanto mai banale ed esageratamente efficace. Persistono anche numerosi problemi tecnici che vanno a rovinare il buon lavoro di caratterizzazione e resa di personaggi, auto e luoghi.

La sensazione finale, insomma, è che tutto lo studio e l’impegno profusi per costruire trama e cast, avrebbero dovuto essere replicati - e potenziati - anche per quanto riguarda la componente meramente ludica. Così sembra non sia andata: Mafia III, quanto a gameplay, trasuda e approssimazione. Peccato.

 
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