Recensione Overwatch: tre pareri sullo shooting secondo Blizzard

Recensione Overwatch: tre pareri sullo shooting secondo Blizzard

Tre redattori di Gamemag hanno provato a fondo il nuovo shooter multiplayer di Blizzard e hanno espresso il loro parere. I voti finali sono frutto della media dei voti inoltrati dai tre autori dell'articolo, i quali hanno espresso il medesimo voto globale. Fra gli articoli correlati trovate, inoltre, ulteriori approfondimenti sulle caratteristiche di gioco e i personaggi di Overwatch.

di Marco Fiore, Antonio Rauccio, Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
BlizzardOverwatch
 

Il parere di Davide Spotti

A dispetto della sua immediatezza, valutare Overwatch è stato meno semplice di quanto potrebbe apparire al primo sguardo. Il vero punto di forza dello sparatutto ideato da Blizzard alberga nel suo frastagliato roster. Ce n’è davvero per tutti i gusti ed è difficile non trovare il proprio interprete prediletto.

E’ soprattutto una questione di stile, ma in questo caso anche di ruoli. La suddivisione nelle quattro classi Attacco, Difesa, Tank e Supporto va tutto sommato stretta e non permette di comprendere la reale ampiezza delle variabili a propria disposizione. Bisogna aver toccato con mano, dal momento che, anche all’interno della medesima categoria, le differenze si sentono eccome, sia nell’utilizzo dell’arma primaria che nel corretto impiego dei poteri secondari e delle Ultra. Non va poi dimenticata la necessità di sapersi coordinare in maniera costruttiva con gli altri componenti del party, eventualità che non è poi così scontata, specie qualora si venga schierati in una squadra sbilanciata, dove magari mancano un tank o un cecchino, oppure nessun utente desidera prendersi la responsabilità di guidare un healer; situazione che su PlayStation 4 – dove abbiamo verificato i nostri test – si è verificata spesso e volentieri.

Giocare a Overwatch significa addentrarsi nei dettagli di ogni protagonista, scoprendo nuovi modi per investire le risorse di cui si dispone. Solo dopo aver preso coscienza di questi particolari appare chiaro che la varietà delle situazioni di gioco non viene affatto scandita dalla quantità delle modalità disponibili, ma appunto dai personaggi. Il vero obiettivo per il giocatore non diventa più soltanto l’esito finale della singola gara di Trasporto o Conquista, ma avviene un’evoluzione, alla ricerca delle tattiche più utili a fare la differenza.

Blizzard ha cercato di svolgere un certosino lavoro di adattamento, puntando a bilanciare il più possibile tutte le forze presenti sul campo. Tuttavia in questa prima fase – e per ammissione degli stessi sviluppatori – permane un discreto margine per correggere parzialmente il tiro su alcuni fronti. Sì perché nel roster di Overwatch non tutti i guerrieri ci sono sembrati perfettamente bilanciati gli uni rispetto agli altri. Personalmente abbiamo percepito un certo squilibrio soprattutto utilizzando Bastion e vedendo all’opera Lucio. Il primo appare fin troppo efficace nel momento in cui lo si posiziona in modalità torretta, specie in quei luoghi strategici dai quali è difficile ottenere una linea di tiro efficace. Per Lucio il problema riguarda invece l’intensità delle abilità curative, che talvolta sembrano donare al personaggio un’aura di onnipotenza francamente ingiustificata.

Dal canto suo Blizzard ha ammesso, in questi ultimi giorni, di voler nerfare il pistolero McCree, riducendo soprattutto l’impatto dell’abilità Scarica di Piombo, che effettivamente lascia poco spazio di replica agli altri interpreti. In altri casi i feedback ricevuti vanno a collocarsi agli antipodi, ovvero si ha la sensazione che servirebbero dei correttivi per portare alcune controparti alla pari con le altre e rendere meno frustrante il completamento di un match. Blizzard ha parlato di D.Va e ci troviamo sostanzialmente d’accordo con la presa di posizione assunta da parte del designer Geoff Goodman, secondo il quale sarebbe necessario innalzare il rateo di fuoco, senza però snaturare le caratteristiche di base. Sotto questi punti di vista i dettagli che potrebbero essere ulteriormente affinati sembrano molteplici e siamo certi che il team di sviluppo svolgerà attente valutazioni, tenendo anche ben presenti i pareri espressi dal pubblico.

Le altre caratteristiche consolidate di Overwatch sono principalmente due: grande frenesia e match rapidi. I round di Attacco e Difesa seguono parabole variabili, ma si esauriscono nel giro di una manciata di minuti, mentre le partite Trasporto dipendono molto dalle capacità della squadra, incaricata di scortare il convoglio, nel raggiungere i vari checkpoint che popolano la mappa. L’idea che a fine match i membri delle due formazioni possano scegliere di votare le azioni più efficaci o mirabolanti ci è sembrata divertente e appagante, così come interessante si è dimostrato il sistema automatico volto a decretare l’azione migliore della partita. Anche sotto questo aspetto Blizzard ha dichiarato di avere alcuni miglioramenti in scaletta, utili a rendere le valutazioni più aderenti alla reale qualità esecutiva.

Il materiale proposto fino a questo momento ci ha divertito per lunghi tratti, ma lascia anche aperto un punto interrogativo. E’ infatti evidente che serviranno contenuti futuri, in modo tale da offrire ulteriore linfa alla community e mantenere i server popolati il più a lungo possibile.

Tirando le somme, siamo di fronte a un prodotto molto divertente, con un motore di gioco fluido e un gameplay immediato, che al contempo pone l’accento sulle dinamiche di collaborazione della squadra e l’esecuzione di scelte corrette in base al tipo di approccio scelto. Ciò nondimeno permangono alcune perplessità sul fatto che Overwatch riesca a mantenere alta l’attenzione del proprio pubblico a svariati mesi di distanza dal lancio. Se è vero che la quantità di eroi e le molte caratteristiche differenti richiedono un po’ di tempo e sana applicazione, è altrettanto pacifico che l’assenza di altre modalità, al di fuori delle solite due, potrebbe rivelarsi un boomerang nel medio e soprattutto nel lungo periodo. Per di più il rinvio della modalità Competitiva (adesso prevista per la fine di giugno) non ci ha permesso di effettuare valutazioni un più circostanziate su un gioco che ci è comunque sembrato incline a premiare il divertimento rispetto alla competizione nuda e cruda.

 
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