Uncharted 4, perché è il miglior gioco di avventura di sempre

Uncharted 4, perché è il miglior gioco di avventura di sempre

Dopo The Last of Us, un gioco che ha letteralmente segnato la scorsa generazione di videogiochi, Naughty Dog torna a misurarsi con sé stessa con un titolo ancora più ambizioso, non fosse altro che per la necessità di dover sfruttare il rinnovato hardware di PS4. Ne è venuto fuori qualcosa di unico.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
SonyPlaystation
 

Commistione di generi

Le novità, come dicevamo, sono piuttosto scarse. Per il platforming, riguardano la presenza di una fune la quale può essere agganciata a sporgenze lontane per superare precipizi e colmare spazi troppo grandi per poter essere coperti con semplici salti. La fune si combina con gli altri elementi di gioco: ad esempio, Nathan può fiondarsi su una discesa che lo porta rapidamente giù e poi lanciare al momento opportuno la fune quando sotto di lui si palesa il vuoto. Il giocatore deve agire con prontezza all'interno di una meccanica che rende l'azione più rapida.

La fune è stata realizzata con grande attenzione all'aspetto tecnologico. È dinamica e si adatta ai vari oggetti con cui si trova a interagire in tempo reale. Il giocatore la può fissare quindi al tronco di un albero o possono succedere incidenti previsti dallo script di gioco ma che coinvolgono la fune stessa in comportamenti gestiti dinamicamente.

Nella seconda parte dell'avventura abbiamo anche il chiodo da roccia da conficcare nelle superfici porose. Questo consente di creare nuovi appigli e di raggiungere certe sporgenze altrimenti troppo distanti. In entrambi i casi si tratta di idee mutuate direttamente dai Tomb Raider di Crystal Dynamics.

Interessante anche la parte stealth, sebbene molto più approssimativa rispetto a quanto visto in The Last of Us. Anche qui abbiamo una novità, ovvero la possibilità di marcare i nemici e di conoscere quindi la loro posizione al netto dei movimenti che compiono all'interno dello scenario. Lo stealth è gratificante e si sposa bene con quella che è l'idea alla base del gioco, ma presenta alcune limitazioni importanti. Non si possono usare gadget per distogliere l'attenzione dei nemici e non si possono spostare i corpi delle guardie stordite, il che limita di molto il giocatore in termini di strategie. Inoltre, se in The Last of Us trovavamo delle idee molto brillanti, come i Clicker che non ci vedevano ma percepivano ogni singolo rumore, qui è tutto piuttosto piatto.

Il giocatore può comunque ovviare all'impossibilità di nascondere i cadaveri. Può far cadere le guardie già da un precipizio se queste si trovano nella posizione giusta al momento dell'azione stealth o ucciderle mentre si trova all'interno della vegetazione. Come in Assassin's Creed, infatti, è automaticamente riparato dalla vista del nemico quando si trova fra arbusti o in cespugli sufficientemente grandi.

Le sparatorie sono molto simili a quelle dei precedenti Uncharted. Rimangono, comunque, adrenaliniche, così come sono interessanti le varie armi, ciascuna di loro dotata di un preciso funzionamento e di precise meccaniche di firing. Se nella parte iniziale di Uncharted 4 hai la sensazione che finalmente le sparatorie siano state limitate, con il giocatore che dedica più tempo alle arrampicate con enigmi intelligenti, nella seconda parte dell'avventura ecco che si spara a più non posso, con l'esigenza di dotarsi di tantissimi proiettili per abbattere le guardie più resistenti equipaggiate di giubbotto antiproiettile, oltretutto non attaccabili alla maniera stealth.

Molto interessante il discorso relativo alle animazioni che si adattano in automatico al momento di gioco. Non solo al tipo di scenario platforming ma anche al locale in cui Nathan si trova. Alle volte agisce in maniera circospetta per dare al giocatore la sensazione che bisogna essere accorti rispetto a quello che potrebbe succedere, altre volte è invece rallentato durante un'arrampicata perché frenato dal maltempo e dalla scivolosità delle rocce su cui il personaggio si trova. Insomma, in questi frangenti possiamo dire che il gameplay è condizionato da fattori esterni.

Ai generi prima menzionati, qui subentra, e in maniera molto importante, la guida. Ci sono nuovi tipi di enigmi veicolari, così come combattimenti che coinvolgono auto, camion, moto e così via. In certi casi Nathan deve spostarsi tra un veicolo e l'altro ("alla Mad Max" per intenderci) per sfuggire al fuoco del nemico. In altri coordinarsi con l'intelligenza artificiale per usare le jeep per scalare delle voragini e, in altri ancora, esplorare ampi spazi in free roaming, o quasi, guidando. Anche in questo caso Naughty Dog ha voluto gestire la fisica dinamicamente, con la jeep che si può impantanare nel fango o non essere in grado di scalare salite troppo ripide, nonostante sia dotata di pneumatici da ATV.

Come al solito, poi, i livelli di gioco sono letteralmente cosparsi di oggetti collezionabili, come antiche anfore o monete d'epoca. Il giocatore può esaminare questi oggetti grazie alla loro riproduzione tridimensionale, andando a scandagliare ogni singolo aspetto. Gli autori, infatti, vogliono dare la sensazione di toccare con mano questi inestimabili tesori del passato, corroborando la sensazione di caccia al tesoro tipica della serie.

Ci sono cinque livelli di difficoltà in Uncharted 4, dei quali l'ultimo impone al giocatore di essere estremamente preciso e gli sottrae importanti aiuti come la marcatura dei nemici. All'interno dei livelli di Uncharted 4 ci sono 109 oggetti collezionabili e, se il giocatore li ritrova tutti, esamina ogni oggetto e porta a termine tutti i dialoghi facoltativi, ottiene il cosiddetto Platino. Impresa più unica che rara, tanto che Naughty Dog si è già complimentata direttamente con coloro che sono riusciti ad ottenere il Platino. Da segnalare anche la modalità fotografica, che consente di scattare foto delle stupende immagini di gioco, di modificarle e di condividerle sui social sfruttando le opzioni di condivisione messe a disposizione da PS4.

E non dimentichiamo la componente multiplayer, per la quale Naughty Dog ha rivisto il funzionamento del motore grafico in modo da garantire i 60 fps, mentre il single player gira a 30 fps. Questo consente di giocare su 8 differenti mappe con dettaglio grafico inferiore rispetto alle controparti single player, ma in maniera più fluida. Nella versione iniziale del gioco si trovano tre modalità, mentre altre verranno aggiunte successivamente in modo gratuito. In questo momento, ovviamente, Naughty Dog vuole focalizzare l'attenzione dei giocatori soprattutto sul single player, per poi dare spazio al gioco multiplayer.

Le tre modalità sono Deatmatch a squadre, Controllo e Saccheggio. Nella seconda si ottengono punti conquistando specifiche zone della mappa e uccidendo il leader avversario. Mentre Saccheggio è il classico Cattura la Bandiera in salsa Uncharted. Nel multiplayer si possono impersonare tutti i personaggi visti nei capitoli precedenti e quelli nuovi introdotti da questo quarto capitolo, con skin speciali nel momento in cui si completa la storia single player. Uccidendo i nemici si ottengono punti con cui è possibile sbloccare vantaggi momentanei e partner che occasionalmente forniranno fuoco secondario e cure.

 
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