Recensione DooM: un gradito ritorno al passato

Recensione DooM: un gradito ritorno al passato

Abbiamo passato qualche giorno insieme al nuovo DooM di id Software e Bethesda e, in particolar modo, abbiamo completato la campagna single player. DooM è sorprendente per certi versi, offre qualcosa che probabilmente alla vigilia nessuno si aspettava, nella misura in cui riesce a citare e a reinventare il gioco che nel 1993 cambiava per sempre la storia dei videogiochi.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
BethesdaDooM
 

C'è un girone infernale apposta per i pigri

DooM premia l'esplorazione, visto che il giocatore andando in giro può scovare dei segreti o portare a compimento delle sfide che consentono di potenziare personaggio e armi. Fra gli oggetti individuabili ci sono le rune, che appunto danno il via a quelle che vengono definite sfide runiche. Queste ultime portano il gioco a caricare una mappa differente rispetto a quella principale, in cui si deve portare a compimento appunto una sfida che, solitamente, premia la velocità (guarda caso) oltre che la precisione.

Ad esempio, la sfida potrebbe richiedere di uccidere 10 mostri entro un certo lasso di tempo (di solito risicatissimo) oppure di provocare dei danni ambientali sparando a dei barili e sfruttando l'esplosione conseguente per uccidere il nemico. Si parte che il countdown mette già ansia al giocatore perché mancano pochissimi istanti allo 0, ma si guadagna del tempo per ogni uccisione realizzata. Se si porta a compimento la sfida si ottengono dei bonus, come lo può essere l'aumento del tempo di stordimento dei demoni o della quantità di munizioni lasciate cadere dai demoni alla morte. La sfida runica consegna una runa che va assegnata a un apposito slot, considerando però che il giocatore ha soli tre slot a disposizione e che si aprono solo dopo aver risolto un certo numero di sfide runiche.

Quanto alla mappa principale, questa è molto ampia e organizzata attorno a un hub che corrisponde alla parte esterna della base su Marte dove si svolgono le vicende. All'aperto DooM diventa addirittura una sorta di (piccolo) free roaming (potremmo dire sullo stile di Rage) in cui andare in giro per ritrovare i segreti e gli oggetti nascosti. A questo hub sono poi attaccati i tunnel con i locali della base dove si svolgono le missioni vere e proprie. Si tratta sempre di mappe molto intricate con tanti tunnel oltretutto sfalsati su vari livelli di altezza. Il giocatore, quindi, deve sapersi orientare in una mappa che a questo punto diventa tridimensionale, e deve interpretarla perché dovrà portare a termine i task tipici di id Software: chi potrà mai dimenticare quell'asfissiante ricerca della chiave gialla per aprire una porta con serratura dello stesso colore intravista 20 minuti di gioco prima? Tutti questi piani sfalsati generano un po' di confusione visto non è sempre immediato trovare la via giusta.

Anche perché la parte di platforming è molto più importante rispetto al passato e perché certi equilibri di DooM non sono proprio rifiniti al meglio. Il DooM Marine adesso può agganciarsi alle sporgenze e scalarle, il che è appagante e funzionale all'interno del gameplay. Ma alcune sequenze, magari con macchinari che si spostano in maniera "scriptata", sono ardue al punto che personalmente sono morto più frequentemente in queste occasioni piuttosto che nelle sparatorie vere e proprie. Ci sono limiti di bilanciamento anche per le modifiche, visto che alcune di loro rendono il personaggio immotivatamente più potente rispetto alla sfida che DooM è in grado di restituire.

Il platforming è ostico anche per la presenza del doppio salto. A un certo punto della campagna il Marine troverà degli stivali gravitazionali che gli consentiranno di spiccare balzi più ampi. Il giocatore deve premere due volte sul pulsante del salto per poter trarre beneficio da questi stivali. Nel single player è divertente, ma questa caratteristica diventa ancora più determinante, come è facile intuire, nel contesto del gioco in multiplayer.

L'arsenale e le rune non sono le uniche componenti che conferiscono benefici progressivi al personaggio, perché abbiamo anche la cosiddetta Armatura Praetor, che il Marine indosserà proprio nei primissimi secondi di gioco. Questa consente di potenziare vari tipi di caratteristiche, come la resistenza alle esplosioni ambientali, la resistenza ambientale, le tecnologie di scansione delle aree, il sistema di equipaggiamento, l'efficacia dei potenziamenti e la destrezza.

In giro per le mappe di gioco, inoltre, si trovano le brecce demoniache. Dopo averle distrutte, le zone circostanti si riempiono di mostri di ogni tipo che vanno ovviamente affrontati e sconfitti per ottenere ulteriori punti arma per potenziarsi ulteriormente.

 
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