Gears of War 4, ovvero coperture, Xbox e Unreal Engine 4

Gears of War 4, ovvero coperture, Xbox e Unreal Engine 4

Abbiamo provato la beta di Gears of War 4, disponibile per tutti gli abbonati a Xbox Live dal 25 aprile. È stata l'occasione per mettere le mani su uno dei videogiochi più attesi del 2016, che promette di rilanciare Xbox One. La versione finale rimane, infatti, prevista per il prossimo 11 ottobre.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
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La storia di Gears of War è cambiata il 27 gennaio 2014 quando Microsoft annunciava di aver acquisito i diritti sul franchise dal suo originale proprietario, Epic Games. Da sempre legato al mondo Xbox, il franchise Gears of War è servito a Microsoft per mostrare i muscoli delle sue console e ad Epic per far capire alla gente che tipo di grafica sarebbe stato lecito aspettarsi grazie alle sue piattaforme software. I filmati del primo Gears of War in assoluto, infatti, fecero gridare al miracolo più di una persona, grazie ai suoi personaggi iper-dettagliati, agli ampi ambienti di gioco, agli innovativi sistemi di gestione delle illuminazioni e degli effetti particellari, e altro ancora. Per non parlare del gameplay poi, probabilmente uno dei più innovativi in assoluto negli ultimi 10 anni.

Il passaggio di GoW da Epic a Microsoft non è però così rivoluzionario come si potrebbe credere. Microsoft ha infatti una nuova software house dedicata a Gears of War, The Coalition, e vi ha messo a capo Rod Fergusson, una figura tutt'altro che sconosciuta per il franchise. Fergusson, infatti, è stato Direttore della Produzione per Epic Games e uno dei principali responsabili storici di Gears of War, insieme a Cliff Bleszinski. L'altro elemento di contatto con la tradizione della serie riguarda proprio Unreal Engine: come i precedenti GoW, infatti, anche questo quarto capitolo beneficerà dell'ultima evoluzione della tecnologia grafica Epic, il che lo rende uno dei primi titoli in assoluto basati su Unreal Engine 4.

D'altra parte, le mirabilie grafiche sono rimandate, perlomeno alla campagna single player. Dopo aver provato la beta multiplayer di Gears of War 4, infatti, possiamo dire che The Coalition per il momento si sta concentrando soprattutto sulla fluidità. Anche se ammette che i 60fps non sono ancora stabili, dobbiamo dire che dopo le nostre prime prove ci siamo meravigliati per la solidità del frame rate. D'altra parte, il dettaglio grafico non è certamente dei migliori in rapporto alle ultime uscite consolare. Anzi, non si combina per niente all'evoluzione tecnologica che ci si aspetterebbe da Unreal Engine 4.

Microsoft ha infatti rilasciato la beta di Gears of War 4 a ondate, privilegiando dapprima i possessori di Gears of War: Ultimate Edition (per Xbox One e Windows 10), i quali hanno potuto iniziare a giocare dal 18 aprile. Poi, dal 25, toccherà a tutti i possessori di Xbox Live Gold. Una beta abbastanza scarna, al di là delle considerazioni sulla grafica, che permette di provare tre mappe, due modalità di gioco, qualche nuova arma e qualche meccanica. Deludente da questo punto di vista, ma assolutamente convincente per quanto riguarda la riproposizione delle meccaniche classiche di Gears, sempre molto avvincenti e non così logore come ad esempio quelle di uno sparatutto in prima persona classico o di un MOBA.

Ciò che colpisce, se non si è giocato nell'ultimo periodo alcun componente della serie e non ci si ricorda bene, sono i ritmi di gioco, assolutamente più lenti rispetto a quelli di uno shooter normale. Permane, infatti, l'inerzia legata al dover agire dalla prospettiva in terza persona, ovviamente voluta dagli autori di Gears, che da sempre hanno inteso concentrarsi sulla componente tattica piuttosto che sulla velocità di esecuzione e la mira. Approccio che apprezziamo perché, appunto, dà un'anima a Gears e lo rende ben diverso dalla miriade di sparatutto che esistono oggi sul mercato.

Anche perché questo non si traduce automaticamente nello svilimento della "skill", anzi padroneggiare i particolari ritmi di gioco di Gears of War è cosa ardua. Principalmente bisogna fare i conti con le coperture e con armi da distanza, ad eccezione del Fucile da Precisione Longshot, assolutamente poco efficaci. Il mitico Lancer e l'Hammerburst, infatti, vanno usati più in senso tattico che per far male. Il primo, come ricorderete, è dotato anche di una motosega, ampiamente efficace nei combattimenti ravvicinati. Il secondo, invece, spara raffiche di tre colpi, anche queste incapaci di modificare in maniera sensibile gli equilibri della partita.

Come si uccidono gli avversari allora? Semplice, basta districarsi tra le coperture, aggirarli e sparare da distanza ravvicinata con un'altra classica arma di Gears, lo Gnasher Shotgun. Più semplice a dirsi che a farsi, con i giocatori più bravi che conoscono alla perfezione le tempistiche di tutti questi movimenti e soprattutto come sopperire alla lentezza cronica legata all'inquadratura in terza persona e ai pachidermici, se rapportati a quelli di altri shooter, movimenti dei personaggi.

 
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