I 30 videogiochi più attesi del 2016

I 30 videogiochi più attesi del 2016

All'interno di ogni pagina trovate le informazioni più fresche su ciascun gioco, le più recenti immagini e gli ultimi video. Abbiamo inserito nella rassegna i titoli più attesi del 2016, non quelli il cui rilascio è improbabile nel corso dell'anno come, ad esempio, Cyberpunk 2077.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Far Cry Primal

Far Cry Primal
publisher: Ubisoft
software house: Ubisoft Montreal
piattaforme: PC, PlayStation 4, Xbox One
data di pubblicazione: 23 febbraio 2016

Far Cry Primal ha destato delle sensazioni molto positive ai The Game Awards 2015 quando è stato rilasciato un nuovo filmato che spiega come funziona il processo di addomesticamento delle belve feroci. La presenza di vittime a terra indicherà la vicinanza di pericolosi predatori dai quali ci si dovrà proteggere. Per di più il protagonista avrà una dote molto particolare, ovvero la capacità di addomesticare anche le bestie più feroci. E’ stato mostrato anche un esteso menù dedicato al crafting e ai potenziamenti, mentre i viaggi rapidi saranno effettuabili attraverso dei falò disseminati per l’intera mappa. Il protagonista Takkar sarà anche in grado di evocare un gufo e di controllare tramite i suoi occhi le aree circostanti, così da poter pianificare con cura la strategia. Ci saranno creature più indicate per l’approccio a viso aperto mentre altre potranno essere arruolate per compiere missioni di infiltrazione.

Sviluppato da Ubisoft Montréal, in collaborazione con Ubisoft Toronto, Ubisoft Shanghai e Ubisoft Kiev, Far Cry Primal sarà ambientato 10 mila anni fa in un'epoca in cui la Terra era dominata da creature gigantesche, come mammut e tigri dai denti a sciabola. Un'epoca in cui l’uomo non era ancora al vertice della catena alimentare e dove non mancheranno creature gigantesche, ambientazioni spettacolari e incontri imprevedibili.

I giocatori vestiranno i panni di Takkar, un esperto cacciatore e l’ultimo superstite del suo gruppo. Rispetto ai precedenti Far Cry sarà necessario familiarizzare con il concetto che l'uomo è la preda in quest'epoca. Nella maestosa e selvaggia terra di Oros potranno incontrare vari personaggi che li aiuteranno ad affrontare i pericoli della natura selvaggia. In pratica, impersoneranno il primo uomo che ha imparato a domare la natura per evitare l’estinzione. Durante la loro avventura, infatti, dovranno costruire armi e strumenti usando le ossa delle creature che hanno ucciso, cacciare per procurarsi il cibo, sfruttare il fuoco a loro vantaggio, respingere predatori feroci e affrontare altre tribù per conquistare Oros.

Il periodo preso in esame da Ubisoft in questo caso è quello del Mesolitico, datato 12.000 a.c. - 8.000 a.c. nel cuore della cosiddetta Età della Pietra. Uno scenario che permetterà a Ubisoft di spostare definitivamente il focus dagli spostamenti con i veicoli al crafting e all'immersione nel mondo di gioco. La trama, invece, dovrebbe essere strutturata in maniera simile a quella dei due precedenti capitoli, con Takkar che rimane l'unico sopravvissuto della sua tribù e che deve compiere una scalata fino al vertice di una nuova comunità.

I giocatori dovranno combinare le armi rudimentali con il fuoco, utile non solo a fare luce nei posti bui ma anche a tenere lontani i predatori indesiderati e approntare strategie per catturare alcune prede più inafferrabili. Funzioneranno in maniera diversa anche i rapporti interpersonali con i cosiddetti personaggi non giocanti, visto che adesso saranno imperniati sull'istinto di conservazione e saranno più instintuali e animaleschi rispetto a quanto avveniva nei due precedenti capitoli.

I giocatori sperano che questi cambiamenti possano dare nuova linfa vitale a Far Cry, dopo che l'ultimo capitolo era fin troppo simile al predecessore. Certo, si tratta di un passaggio molto importante da una serie che storicamente è appartenuta al genere degli sparatutto in prima persona a un approccio che non prevede più l'uso delle armi da fuoco.

 
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