PES 2016: riparte l'eterna sfida a Fifa

PES 2016: riparte l'eterna sfida a Fifa

PES prosegue sulla buona strada già intrapresa da un paio di anni. Dopo l'anno scorso aveva già ricevuto più consensi rispetto a Fifa, con la versione 2016 punta a confermare il vantaggio sul gioco rivale e, ovviamente, a migliorarsi ulteriormente. Vediamo se le novità introdotte da Konami sono sufficienti dopo aver provato la versione review del gioco.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Halifax
 

Master League

Se la parte online è cruciale per un gioco di calcio moderno, molti giocatori amano ancora affrontare la campagna single player, e in questo caso la Master League. È per questo che Konami aveva promesso una serie di novità da questo punto di vista, principalmente per quanto riguarda la componente di managerialità. Diciamo che adesso è più approfondita che in passato, permettendo di gestire la rosa con maggiore precisione e dando al giocatore diverse opportunità di "carriera". Allo stesso tempo, bisogna dire che siamo ad anni luce rispetto a un Football Manager.

Quella che ci sembra più farraginosa è la gestione delle trattative. Non è possibile, infatti, decidere quanto offrire alla squadra che detiene il cartellino del calciatore che si vuole acquistare. Si chiede semplicemente all'altro team quanto vuole per quel calciatore e poi si può decidere se accettare o rifiutare le condizioni proposte. Se invece l'offerta arriva da altre squadre per un calciatore che si trova nella nostra rosa allora è possibile cambiare i termini dell'accordo o inserire un altro calciatore nella trattativa.

Ad ogni modo, c'è la possibilità di acquistare tutti i calciatori presenti nel database di gioco e di richiederli in prestito. D'altronde, vanno evidenziati i soliti limiti di PES in termini di licenze, soprattutto per quanto riguarda la Premier League. Per il campionato italiano le cose vanno meglio, ma c'è da riscontrare come il Sassuolo non presenti il nome reale (piuttosto, ha un nome realmente molto buffo), anche se i colori sociali e i calciatori sono riprodotti in maniera fedele. Poi, i nomi degli stadi sono sballati rispetto alla realtà e al limite dell'assurdo in certi casi.

Bisogna, invece, sottolineare come PES confermi l'esclusiva sulla Champions League, la quale è riprodotta nel gioco in maniera magnifica. È affrontabile sia come modalità separata che all'interno della Master League. Non manca ovviamente la mitica musica e ci sono tanti filmati di repertorio per corroborare ulteriormente l'atmosfera.

A livello di immersione, e torno alla modalità carriera, segnalo anche la presenza di vere e proprie sequenze di intermezzo che sottolineano i momenti salienti nella gestione. Ad esempio, quando acquisteremo un giocatore importante il motore grafico sarà in grado di prelevare il modello poligonale del giocatore e riproporcelo nella sequenza della presentazione alla stampa che si svolge all'interno del centro sportivo della società. Stesso discorso vale per le premiazioni importanti: ad esempio, assisteremo all'incoronazione di Messi come miglior giocatore del calcio europeo. Nell'interfaccia della carriera capita di vedere anche delle foto catturate dal gioco in tempo reale al fine di riprodurre pagine di giornali e corrispondenti titoli, corredati proprio da momenti di gioco effettivamente verificatisi.

Bisogna poi aggiungere come i valori dei calciatori cambino in maniera convincente a seconda delle prestazioni in campo. I calciatori quindi possono aumentare di valore o diminuire, e questo ovviamente ha un impatto sulle decisioni manageriali del giocatore. Il quale può anche modificare nel dettaglio l'alter ego che interpreta nella carriera, attraverso un editor che permette di modificare in profondità i connotati del volto del manager e che ovviamente sfrutta il Fox Engine per avere un livello di libertà, da questo punto di vista, similare a quanto si ha in un tradizionale rpg in cui si interagisce con gli shader per personalizzare i volti.

Nella carriera poi è molto importante tenere conto del ruolo all'interno della rosa assunto da ciascun calciatore. I giocatori più forti, infatti, sono contrassegnati con un'abilità speciale: ad esempio, Maestro è un tipo di calciatore che è in grado di trasmettere qualcosa ai compagni di squadra, i quali diventano così in grado di apprendere da lui. Ma ci sono altri ruoli, come Bandiera e Leggenda, e ciascuno di essi conferisce un bonus ai calciatori che si trovano a condividere lo spogliatoio con la stella di turno.

In definitiva, la nuova Master League è convincente? Ho affrontato la Master League in PES 2016 con la Roma e devo dire che ci sono degli alti e dei bassi. Ad esempio, quando ho ceduto Totti non è successo niente di particolare: anzi, l'ambiente ha accolto la mia decisione come se Totti fosse un calciatore qualunque. Quando ho fatto la stessa cosa in Football Manager (non chiedetemi perché cedo sempre Totti quando gioco con la Roma!) si è verificato un sommovimento popolare, la società stava per esonerarmi e alla fine la cessione, nonostante avessi trovato l'accordo con il team interessato, non si è potuta completare.

Tornando a PES, ho poi comprato senza alcuna difficoltà Rakitic dal Barcellona ma non mi è stato possibile fare altrettanto con Dzeko (notate infatti che questa versione review non teneva conto degli ultimi movimenti di mercato ma la cosa sarà risolta con una patch al day one). Lascio giudicare a voi se questo può essere considerato realistico.

Insomma, sicuramente è una modalità gratificante e che offre una certa longevità, oltre che gradevole da affrontare grazie a un'ottima e funzionale interfaccia utente (anche se in stile visivo tipicamente orientale, come al solito per PES). È interessante la possibilità di investire e scommettere sui campioni in erba e di poter gestire in tanti modi diversi la propria rosa (ad esempio si possono rescindere o prolungare i contratti), il che poi si incrocia con le tantissime possibilità a disposizione dell'utente a proposito di tattiche da schierare sul campo e del già citato modulo fludo. Certo, bisognerà chiudere un occhio, e forse tutti e due, davanti a una serie di stranezze come quelle appena descritte.

 
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