Recensione The Witcher 3 PC: ecco com'è sulla piattaforma regina

Recensione The Witcher 3 PC: ecco com'è sulla piattaforma regina

Nella nostra recensione di The Witcher 3 Wild Hunt vi proponiamo confronti fra le opzioni grafiche disponibili nel nuovo titolo con RED Engine 3, l'analisi delle caratteristiche di gioco e un parere sul valore artistico del nuovo rpg. Che non è certo semplice da recensire, visto che servono più di 60 ore per completarlo!

di Dorin Gega, Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Bandai NamcoThe Witcher
 

I Segni e tutto il resto

The Witcher 3, come i giochi precedenti, anche se può sembrare guidato in alcuni punti, non è per niente un gioco facile, anzi offre una sfida di tipo squisitamente ruolistico decisamente interessante. È letteralmente impossibile affrontare le missioni della storia principale una dietro l'altra, perché bisogna dedicarsi alle attività facoltative per raggiungere il livello di esperienza necessario per proseguire. In caso contrario diventerà opportuno affrontare gli scontri senza sbagliare un minimo movimento e gestendo le risorse in maniera ottimale, ma questo sovente porta a dover ripetere più volte i combattimenti più ostici.

Viste le dimensioni del nuovo mondo di gioco non è così facile trovare le attività facoltative adatte per potenziare adeguatamente il witcher. The Witcher 3, infatti, è costruito in modo tale da indurre il giocatore a esplorare in maniera efficace il mondo nel tentativo di incontrare quei personaggi o di imbattersi in quelle situazioni che innescano missioni facoltative e consentono così di accumulare esperienza.

Vi state recando in groppa del vostro cavallo verso l'obiettivo della missione e vedete dei banditi asserragliati in un edificio? Potete decidere di proseguire, ignorando la cosa, oppure di fermarvi e indagare. Magari potete decidere di cercare di contrattare con i banditi o di ricorrere ad Axii, il segno che vi consente di persuaderli sfruttando le vostre abilità da witcher. Ma potete anche decidere di sguainare le spade, in questo caso di acciaio, e di ucciderli tutti in combattimento. Come al solito, infatti, il witcher è dotato di spade d'acciaio, per attaccare gli umani, e di spade d'argento, che gli consentono di sfidare i mostri.

I mostri sono inabbattibili con le normali armi d'acciaio, ma si possono adattare queste ultime all'attacco delle creature demoniache applicando degli unguenti. Insomma, le possibili situazioni di gioco si moltiplicano man mano che si procede, e il tutto va declinato all'interno di tante possibili strategie che chiamano in causa tutte le abilità del witcher, come i Segni, l'alchimia e la nuova balestra.

Tornando alla situazione di prima, possiamo decidere quindi di attaccare e di uccidere i banditi, al costo però di un numero considerevole di risorse, ovviamente. Dopo aver fatto piazza pulita possiamo usare la piccola abitazione per meditare e riposare, ripristinando le risorse vitali e reintegrando buona parte delle pozioni consumabili, prima di riprendere il cammino verso la successiva missione principale. Insomma, in questo modo creeremo autonomamente delle nuove storie, che si vanno a sommare alla miriade di storie, tutte raccontate in maniera sontuosa dal punto di vista cinematografico, che capita di vivere tra attività principali e facoltative. Oltrettutto le storie facoltative non si discostano in termini di qualità di personaggi e dialoghi rispetto a quelle principali.

Sull'esplorazione abbiamo quindi molta più enfasi rispetto al passato. Non solo è gradevole vedere il terreno muoversi velocemente sotto le zampe del nostro cavallo, ma si possono usare anche delle imbarcazioni per perlustrare le superfici d'acqua oltre che i territori. La presenza di una maggiore densità poligonale conferisce alle immagini in rapido movimento, in particolar modo quando si è in groppa al cavallo, una spettacolarità difficilmente riscontrabile in altri videogiochi.

Le location di gioco che dovremo esplorare sono: Bianco Frutteto, Castello Reale di Vizima, Velen - Terra di Nessuno, Novigrad, Kaer Morhen, Isole Skellige. Un comodo sistema di fast travel ci cosentirà di spostarci istantaneamente tra location di gioco in precedenza esplorate. Il fast travel, però, si può abilitare solo raggiungendo un crocevia che vi dà accesso. Alcune di queste mappe sono più piccole, come Bianco Frutteto, ma Velen, Novigrad o le Isole Skellige sono enormi e dense di attività da svolgere, richiedendo al giocatore di esplorarle in profondità per andare alla ricerca delle quest nascoste. Queste mappe equivalgono a interi videogiochi in termini di estensione.

Una descrizione a parte meritano le indagini, che ricordano vagamente l'impostazione vista nei Batman Arkham. Abilitando i Sensi da witcher è infatti possibile entrare in una modalità di visione alternativa all'interno della quale risultano evidenziati non solo gli oggetti con cui è possibile interagire ma anche gli indizi utili a portare avanti le indagini. Queste ultime sono articolate e coinvolgenti, e alternano fasi in cui bisogna rinvenire gli indizi a interrogatori. Non sono scontate come potrebbe sembrare in un primo momento, anzi mettono il giocatore nella posizione di dover ragionare nel tentativo di procedere. Inoltre, costituiscono una porzione importante del gioco, visto che sovente il witcher è chiamato a dover sbrogliare dei casi.

Abbiamo anche un sistema di giustizia. Non è possibile, ad esempio, rubare all'interno degli insediamenti nilfgaardiani, perché le guardie si mettono subito sull'allerta e ci danno la caccia. I personaggi non giocanti svolgono mansioni quotidiane indipendenti dall'operato del giocatore: di notte vanno a letto e di giorno lavorano. Tutto questo riesce a dare la sensazione che il mondo di gioco sia effettivamente dinamico e viva di vita propria al di là della presenza del giocatore, ma non è un sistema rifinito come in altri rpg. Al di là del fatto che l'interazione con gli scenari è sempre bassa, l'IA non è brillante in tutti i casi, e ciò risulta evidente soprattutto in certi combattimenti: quelli contro gli umanoidi, ad esempio, sono fin troppo facili perché gli avversari, in molti casi, appaiono rinunciatari.

Il Witcher poi può disporre dei Segni, ovvero Yrden, la trappola magica; Quen, lo scudo protettivo; Igni, danni da fuoco; Axii, influenza la mente: e Aard, raffica telecinetica. Per ogni livello di esperienza scalato il giocatore può distribuire punti che consentono di migliorare le abilità del Witcher, sia dal punto di vista dei Segni, che del combattimento come dell'alchimia e delle caratteristiche passive di Geralt. Potenziare i Segni è molto importante: ad esempio, lo scudo Quen può esplodere quando definitivamente abbattuto dal nemico, provocando però in quello stesso istante dei danni ad area su tutti gli avversari che si trovano nei paraggi.

 
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