Life is Strange: un prologo incoraggiante. Ma solo un prologo

Life is Strange: un prologo incoraggiante. Ma solo un prologo

Se in un qualsiasi prodotto di entrtainment - in particolar modo un videogame - inserite, come setting, il grande Nord Ovest (o ancora meglio: l’Oregon), avrete già tutta la mia attenzione. Proprio in Oregon, infatti, sono avvenute alcune delle ‘avventure’ più significative della mia vita. Se poi il gioco in questione si rivela essere un’avventura psicologica (che si basa più su dialoghi a scelta multipla, rispetto a cervellotici o pretestuosi enigmi), mi avrete molto probabilmente convinto e fatto felice.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
Square Enix
 

Spunti interessanti, ma si resta in superficie

Presto ci renderemo conto della gerarchia della Blackwell (sia di quella ufficiale, sia di quella effettiva) e cominceremo ad interagire con alcuni volti più o meno importanti dell’accademia. Rapidamente ci renderemo conto di come più figure ad Arcadia abbiano qualcosa da nascondere, oscure passioni da proteggere. Su tutto aleggia l’angosciante scomparsa di Rachel Amber (una delle studentesse più in vista della Blackwell): caso spinoso che pare aver scosso l’intero corpo studentesco.

Il primo capitolo di LIS è piuttosto breve ma, narrativamente, lascia presagire interessanti potenzialità. Life is Strange, infatti, è un'avventura suddivisa su cinque episodi: il primo ha un costo di 4,99€, mentre la serie completa costa 19,99€.

Il principale pregio del titolo sta nel delicato equilibrio che trova tra l’elemento paranormale/misterioso (i poteri di Max e la scomparsa della Amber, gli episodi di violenza nella Blackwell) e i problemi tipici di un’adolescente (bullismo, dirigenti scolastici poco comprensivi, ansie per il futuro, amicizia e innamoramenti).

In tutto questo, però, manca un po’ di incisività: solo in sporadiche occasioni si andrà oltre la superficie di fatti, relazioni e personaggi. Il risultato è che non si entra quasi mai in vera empatia con i tormenti di Max & co., visto che, quasi sempre, le righe di dialogo sono brevi e piuttosto stereotipate. Anche le scelte di condotta (che possono essere modificate subito dopo essere state prese) non mostrano (ancora) i loro veri effetti: le reazioni dei personaggi coinvolti sono, per il momento, solo limitate e superficiali e anche Max non ci aiuta nella lettura, visto che, in ogni circostanza, dopo la conferma di una scelta, sarà sempre pessimista e dubbiosa.

Chrysalis, insomma, più che a un breve episodio uno, assomiglia molto a un prologo dilatato, in cui ci si prepara per la vera narrazione e si mettono in mostra le potenzialità della storia da raccontare.

LIS è un'avventura imperniata su dialoghi a scelta multipla e sulla risoluzione di piccoli enigmi. Il prodotto di Square Enix strizza evidentemente l’occhio alle recenti uscite di Telltale Games (da cui mutua anche la fastidiosa strutturazione ad espisodi). Rispetto ai titoli di Telltale, però, garantisce una realizzazione più ‘ampia’ (in termini di scenari esplorabili e di dettagli scopribili), anche se perde qualcosa quanto ad azione (niente QTE). Gli enigmi proposti in questo primo capitolo sono veramente molto semplici e si basano quasi del tutto sulla possibilità di riavvolgere il tempo. Più articolato il discorso esplorativo: con la dovuta attenzione, infatti, potremo scoprire davvero molto di più sui personaggi di Arcadia, rispetto a quanto otterremmo tramite una ‘rapida traversata’ degli scenari di gioco. Resta comunque lecito aspettarsi, nel prosieguo della serie, un’impennata nella quantità e nella qualità delle situazioni di gioco (enigmi/azione). Anche qui, insomma, si ha la sensazione di essere ‘solo agli inizi’.

Fondamentale, infine, sarà verificare se e come le scelte prese dal giocatore si riverbereranno con evidenza nei prossimi capitoli della saga.

 
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