Dying Light, il Far Cry con gli zombi

Dying Light, il Far Cry con gli zombi

Il nuovo titolo Techland, basato sull'ottimo Chrome Engine 6, sembra voler riprendere le migliori caratteristiche di gioco dei titoli più riusciti degli ultimi anni. Da Far Cry ad Assassin's Creed, passando da Metro e Mirror's Edge, senza dimenticare Dead Island, del quale è il seguito "spirituale". Così può sembrare ridondante ma, invece, il risultato finale è sorprendente.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
Warner Bros.
 

Di notte

Verso le 20:00 riceviamo le prime segnalazioni dal centro di sorveglianza della Torre. Ci avvertono che la notte sta sopraggiungendo e che gli zombi diventeranno famelici come non mai. Non abbiamo alternative: correre velocemente verso la Torre o verso un rifugio già sbloccato. O, perlomeno, è quello che ci dicono dalla sorveglianza: in realtà il giocatore potrà scegliere di rimanere fuori e affrontare le orde di zombi che adesso sono incredibilmente più reattivi e forti.

La Harran notturna di Dying Light è molto suggestiva e spettacolare. Innanzitutto, siamo al buio più totale, che possiamo squarciare solamente tramite la normale torcia o tramite la torcia a raggi ultravioletti. Naturalmente, però, far luce renderà la nostra posizione più visibile, aiutando gli zombi a intercettarci. L'unica chance che abbiamo di notte, infatti, è quella di correre velocemente verso l'obiettivo e al contempo non farci vedere dai reattivissimi zombi e non far rumore.

Di notte, quindi, Harran è quasi totalmente oscura, con qualche oasi di luce corrispondente ai rifugi sbloccati. È uno spettacolo da vedere e da giocare, restituendo una sensazione, questa volta sì, per certi versi inedita in tutto il panorama videoludico. Insomma, un qualcosa in più rispetto alla struttura da Far Cry/Assassin's Creed che contraddistingue il resto del gioco.

Perché il giocatore dovrebbe andare in giro di notte se svolgere le missioni con la luce del sole è più facile? Semplice, perché alcune missioni si possono completare solo nottetempo e perché se si agisce di notte si fa esperienza più velocemente. In Dying Light abbiamo, infatti, tre alberi delle abilità: Sopravvivenza, Forza e Agilità.

Come in un Elder Scrolls, a seconda di quello che facciamo guadagneremo punti esperienza spendibili in uno dei tre alberi. Se propendiamo per andare in giro ad arrampicarci, ecco che potremo migliorare in Agilità. Se costruiamo oggetti diventeremo più abili in Sopravvivenza e se combatteremo avremo modo di sbloccare nuove abilità in Forza. Le abilità ricordano, ancora una volta, quanto visto in Far Cry 3 e 4: potremo diventare in grado di stordire gli zombi con un calcio mentre saltiamo, acquisire consistenza in termini di resistenza o avere più abilità nella creazione degli oggetti, e creare quindi più roba partendo dalle medesime materie prime.

Con gli zombi non più apatici come lo sono di giorno, nottetempo diventa fondamentale usare l'istinto di sopravvivenza, che su PC si abilita con "Q" (tasto di default). Con questa abilità di Crane siamo in grado di scorgere immediatamente la posizione degli zombi più forti, così come di tutti gli altri oggetti sensibili con cui è possibile interagire. Possiamo anche puntare contro di loro la torcia UV, che ne riduce l'energia e la capacità di movimento, ma non sottrarrà loro risorse vitali. Da questo punto di vista un'abilità sbloccabile che potrebbe rivelarsi molto utile è quella che consente di puntare al volo, mentre scappiamo via, la torcia UV contro gli zombi che ci stanno seguendo. Grazie a questa abilità il protagonista si volterà automaticamente verso dietro e stordirà con i raggi ultravioletti i suoi inseguitori.

Questi aiuti, però, non sono abbastanza. Perché Dying Light rimane un gioco difficile, anche se abbastanza guidato, con combattimenti efferati e violenti in cui il giocatore si deve saper muovere, proprio perché per la quasi totalità del gioco sono di tipo corpo a corpo. Nel mondo di gioco di Dying Light si trovano anche armi da fuoco, come carabine e fucili di precisione, che sono terribilmente efficaci: con un colpo farete fuori degli zombi che con mazze da baseball, martelli e coltelli richiedono decine di colpi per soccombere.

Gli zombi sono molto più vulnerabili, come da tradizione, se colpiti in testa. E questo rende i combattimenti anche strategici, oltre che efferati come dicevamo. Per tutti questi motivi, Dying Light è un gioco che pone un livello di sfida interessante e che richiede tanto tempo per essere completato: circa 50 ore se si portano a termine tutte le attività secondarie.

È un sistema di combattimento comunque ben fatto, perché il giocatore ha grandi possibilità di schivare i colpi dei nemici e perché può agire tatticamente sulla base delle caratteristiche dell'arma che impugna. Bisogna tenere in considerazione diversi parametri riguardo a queste ultime: non solo il danno arrecato, ma anche la cadenza e la maneggevolezza. Un'arma particolarmente efficiente ma lenta, infatti, potrebbe rivelarsi non così tanto utile. Curioso, poi, il fatto che il giocatore non possa parare, mentre gli avversari gestiti dall'IA si. Questo è vero fin quando si sblocca lo scudo dall'albero di abilità Sopravvivenza. Tuttavia, così come tutte le altre armi, lo scudo è soggetto a deterioramento e va riparato, perlomeno fin quando ciò sarà possibile.

Dying Light concede tantissimo spazio anche al crafting, che anzi diventa una delle meccaniche di gameplay più ricorrenti, come già in Dead Island. Ma è un tipo di crafting che ricorda allo stesso tempo The Last of Us: i giocatori, infatti, troveranno in giro per Harran tanti tipi di oggetti diversi che potranno combinare tra di loro secondo i progetti ritrovati e ottenere così ora nuovi medikit, ora nuovi shuriken, ora altri razzi, ora altri petardi. Ma si potranno anche potenziare le armi: ad esempio, sarà possibile rendere elettrificato un coltello in modo da stordire, oltre che ferire, gli zombi quando colpiti. Oppure aggiungere dei chiodi a una mazza da cricket, per renderla veramente letale.

Le varie armi sono contraddistinte anche dal parametro durevolezza, anch'esso potenziabile tramite aggiornamenti. Infliggere colpi agli zombi, infatti, pregiudica la resistenza dell'arma che, dopo un certo numero di riparazioni, potrà essere semplicemente buttata o smontata. Anche per questo conviene sempre "dribblare" gli zombi e correre via, invece che danneggiare ulteriormente le armi a disposizione. Se smonteremo, invece, le armi ormai non più utilizzabili otterremo pezzi di metallo che potremo riutilizzare per creazioni future.

 
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