Striscia la Notizia e l'ennesimo attacco ai videogiochi

Striscia la Notizia e l'ennesimo attacco ai videogiochi

Nelle ultime settimane i media generalisti hanno sferrato l'ennesimo attacco contro la violenza nei videogiochi. Perché lo fanno? Semplice, perché fa 'audience'...

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

Tutto è iniziato da un articolo pubblicato su 27esima Ora, il blog de Il Corriere della Sera. In quel pezzo, una madre denuncia la mancanza di segnalazioni dirette sulla pericolosità insita nel regalare il videogioco Grand Theft Auto V al proprio figlio. Sostiene che il figlio le ha chiesto di regalargli il noto videogioco Rockstar e di essere stata sul punto di farlo, inconsapevole del fatto che questo videogioco "allena alla violenza", come si dice nel titolo dell'articolo.

Per caso questa signora, dopo aver partecipato a una conferenza legata alle "dipendenze nei giovani", apprende che "GTAV è un'istigazione alla violenza anche sessuale, al crimine e al femminicidio", come si può leggere nell'articolo stesso. A quel punto si rifiuta di comprare il videogioco, consapevole però del fatto che il ragazzo potrebbe comunque ottenerlo da internet, aggirando completamente il controllo del genitore.

Nei giorni scorsi i media generalisti sono tornati sul tema, questa volta con Striscia la Notizia. L'inviato è tornato ancora a parlare di Grand Theft Auto V, sottolineando la violenza veicolata da questo videogioco classificato PEGI 18. Ovvero, è sconsigliata la vendita ai minori di 18 anni da parte degli esercenti di negozi di videogiochi e affini.

Ma, attenzione, la vendita è solo sconsigliata, non proibita. PEGI è quindi una classificazione che sottende semplicemente un suggerimento, ma non vincola i negozianti a evitare di vendere videogiochi classificati ai minori di 18 anni. Per dimostrare tutto questo, Striscia la Notizia inscena un tentativo di acquisto di un gioco classificato PEGI 18. Come è solito fare questo programma, viene chiesto a un infiltrato dotato di telecamera nascosta di acquistare un videogioco vietato ai minori di 18 anni, dopo aver detto chiaramente agli esercenti di essere minorenne. Gli impiegati, secondo la ricostruzione del programma, hanno venduto immediatamente il gioco vietato.

Tutta questa concentrazione mediatica ha sollevato una serie di riflessioni presso gli addetti ai lavori, che in questo caso come in altri precedenti sembrano essere completamente ignorati dai media generalisti. Durante queste trasmissioni, insomma, si interpella sempre chi ha un certo grado di estraneità rispetto all'industria dei videogiochi, ma mai chi scrive recensioni di videogiochi da una vita o chi ha un minimo di competenza sulla materia. I giornalisti videoludici sono visti come "ragazzi cresciuti male", da non ascoltare sui media generalisti e quindi da allontanare il più possibile dai propri figli. Il tutto perché si sconosce quasi completamente il potere di internet di oggi: quei ragazzi, infatti, si trovano a stretto contatto con chi è maggiormente esperto sui contenuti che loro amano maggiormente. E questo avviene tramite social, siti e blog vari. Nello specifico, alcuni miei colleghi appartenenti ad altre testate videoludiche italiane, hanno avviato un'interessante, anche se piuttosto lunga, discussione su Facebook.

A differenza di quanto possano credere Il Corriere della Sera o Striscia la Notizia, la discussione ha mille sfaccettature. Ma semplificando molto i miei colleghi avvertono due esigenze: rinforzare il PEGI, e quindi impedire ai rivenditori di vendere ai minori i giochi contrassegnati PEGI 18, ma allo stesso tempo difendere i videogiochi a livello politico, rivolgendosi alle istituzioni di Roma.

Insomma, si sottolinea ancora una volta come in Italia non sia possibile difendere alcunché senza rivolgersi alla politica, a leggine più o meno ben fatte o a forze di sindacato più o meno presenti ed effettivamente interessate a difendere la categoria a loro assegnata. Ma, come tristemete sappiamo, molte di queste leggi non hanno poi un'applicazione pratica ed efficace, anzi sappiamo bene come molti dei nostri compatrioti, ahimé, ignorino la necessità di rispettarle.

Ma quella che mi sconvolge maggiormente è un'altra cosa. I media generalisti italiani ignorano totalmente il concetto di videogioco come opera d'arte. Lo stesso Grand Theft Auto V rappresenta una feroce critica alla società moderna, e lo fa all'interno di un contesto artistico cinematografico. Anche la violenza è pensata per sottolineare la forte e per certi versi disturbante trasformazione a cui è andata incontro la società di oggi. Una violenza che si è evoluta parecchio rispetto alle prime edizioni di Gta, e che qui è usata anche per costruire un messaggio e per renderlo più efficace agli occhi del giocatore.

Ma, al di là di Grand Theft Auto, l'evoluzione videoludica che si è verificata negli ultimi anni semplicemente non può essere trascurata dalle testate più generaliste e dalla TV. I videogiochi trattano argomenti sempre più maturi e usano delle tecniche narrative moderne, che generano significati irrinunciabili per i più giovani e per i meno giovani, intensi perché sfruttano la potenza dell'interazione e un tipo di immersione che altri media non sono in grado di replicare.

Per non parlare della presenza di titoli educativi, culturali, di denuncia o di quelli che spingono al ragionamento e alla pianificazione strategica e gestionale. Tutti prodotti che migliorerebbero l'apprendimento e la consapevolezza dei più giovani rispetto a ciò che ci circonda, ma che vengono costantemente emarginati e oscurati dal giornalismo generalista.

Il Corriere della Sera e Striscia la Notizia, insomma, parlano di videogiochi solo quando possono associarvi l'argomento violenza, ovvero sull'unico elemento legato al videoludo che interessa alla massa. Sfruttano la violenza veicolata dai videogiochi per fare "audience", insomma, mentre si rifiutano di parlare di tutti quegli elementi positivi che appartengono allo strumento videoludico, generando inevitabilmente una certa ignoranza nel pubblico italiano generalista. Insomma, oggi i videogiochi in Italia non sono un fenomeno perché sono un media in crescita, che ha acquisito una certa maturità e che internazionalmente produce un volume di affari 10 volte superiore a quello del cinema, ma sono un fenomeno perché veicolano contenuti violenti con un'efficienza impareggiabile dagli altri media, e perché compromettono la crescita dei più giovani.

Per tornare al thread su Facebook a cui facevo prima riferimento, ecco l'intervento del sottoscritto:

Velocemente dico anche la mia: trasmissioni come Striscia, Report, Le Iene sono da prendere per quello che sono. Creano scandali che non servono a niente se non a far parlare di sé. Non sono indirizzati al target dei prodotti di cui parlano ma al "popolino", ai creduloni, agli haters. E non penso che si possa lottare contro questa cosa. Quel che si può fare è cercare di cambiare la cultura del paese, e credo che dal nostro punto di vista la cosa migliore per farlo è continuare a fare quello che abbiamo fatto fino a oggi, ovvero scrivere queste cose sui nostri siti. Magari cercando di allargare il nostro pubblico, cercando di renderlo più generalista. E chiedendoci se per caso stiamo facendo la cosa giusta, o se stiamo sbagliando anche noi. Abbiamo troppi siti di videogiochi in Italia, molti di questi senza modello di business. Questa frammentazione ha inutilmente ridotto la portata e l'autorità di alcuni di loro. E non sarebbe neanche l'unico problema...
67 Commenti
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ThesSteve8730 Gennaio 2015, 16:02 #1
premesso che oggettivamente, gta v non andrebbe venduto ai minori perché contiene i "controversi" argomenti elencati, è altrettanto oggettivo che la mamma su cui si basa l'intera faccenda è una idiota: se il gioco è pegi18 tu devi supporre che qualcuno abbia valutato il videogioco e che abbia ritenuto non opportuno che un minorenne possieda tale titolo.

per il resto l'intero polverone è una minchiata, esattamente come quando in america il bambino dopo aver giocato per una manciata di minuti a gta ha sparato in testa alla nonnina: non ha fatto scandalo che ci fosse una pistola a portata di mano del bambino, ma solo il videogioco...
maxmix6530 Gennaio 2015, 16:21 #2
Ma scusate ma questi Pseudo-giornalisti-moralisti perche' non parlano della restituzione che i Partiti ci devono per i rimborsi Elettorali non dovuti visto che la legge e' Incostituzionale come da sentenza della Corte Costituzionale..??
E i soldi che si e' imboscato il pregiudicato B..??
E i soldi spariti dal Monte di Paschi di Siena??
E le tangenti dell' Expo???
E le tasse sulla casa Triplicate ??????
Ma che bravi distolgono l'attenzione del pubblico su altro ma per favore ma se facessero davvero il loro lavoro il giorno dopo starebbero sotto i ponti hahahah...
Ma cambiate mestiere che e' meglio

P.S. Ma meno male che la gente si sfoga con i videogiochi
carulli30 Gennaio 2015, 16:33 #3
Originariamente inviato da: maxmix65
Ma scusate ma questi Pseudo-giornalisti-moralisti perche' non parlano della restituzione che i Partiti ci devono per i rimborsi Elettorali non dovuti visto che la legge e' Incostituzionale come da sentenza della Corte Costituzionale..??
E i soldi che si e' imboscato il pregiudicato B..??
E i soldi spariti dal Monte di Paschi di Siena??
E le tangenti dell' Expo???
E le tasse sulla casa Triplicate ??????
Ma che bravi distolgono l'attenzione del pubblico su altro ma per favore ma se facessero davvero il loro lavoro il giorno dopo starebbero sotto i ponti hahahah...
Ma cambiate mestiere che e' meglio

P.S. Ma meno male che la gente si sfoga con i videogiochi
dici bene DEVONO distogliere l'attenzione della gente per far si che i loro padroni possano fare a pezzi questo paese...ma il problema sono i videogiochi...e noi c'e' ne fottiamo di loro e GIOCHIAMO alla faccia loro.
Bivvoz30 Gennaio 2015, 16:39 #4
Ma ancora la gente guarda sti cazzari che montano i video come gli pare a loro per dare notizie false?
Phopho30 Gennaio 2015, 16:43 #5
Striscia rasenta l'inutilità completa. Come il 95% dei programmi tv che si presuma che facciano "informazione".
Come detto sopra dovrebbero concentrarsi su ben altro...

Cià... stasera mi faccio una partitina al buon vecchio e caro Carmageddon, secondo qualcuno il passo successivo sarà prendere la mia macchina e andare domenica mattina davanti alla chiesa del paese....
walter sampei30 Gennaio 2015, 16:45 #6
premesso che penso che report sia un paio di tacche sopra a striscia, iene e affini, per il resto non posso che concordare.

il grosso problema di questi anni e' la mancanza di educazione e rispetto, non di videogiochi, e soprattutto quel paio di sane sberle che ti riportano alla realta'. all'epoca, tra carmageddon 2 e need for speed high stakes penso che il 90% dei ragazzi delle mie parti abbiano fatto il disastro virtuale, ma cio' non significa che adesso andiamo tutti a investire gente e a fare gare clandestine...
*aLe30 Gennaio 2015, 16:52 #7
Originariamente inviato da: ThesSteve87
è altrettanto oggettivo che la mamma su cui si basa l'intera faccenda è una [s]idiota[/s] [u]ignorante[/u]
Facciamo chiarezza un attimo. Dare dell'idiota a una mamma solo perché non conosce il rating PEGI è quantomeno eccessivo.

Ma sicuramente è ignorante, in quanto prima di regalare un gioco al figlio avrebbe dovuto informarsi sul fatto che PEGI 18 non vuol dire che è vietato venderlo ai minorenni (come sarebbe con le sigarette per dire), ma vuol dire che è SCONSIGLIATO che i minorenni ci giochino (e tra l'altro questo non vale solo in Italia, visto che il PEGI è 'valido' a livello europeo che io sappia), e fare le sue scelte di conseguenza.

E poi dovrebbe quantomeno spiegare questa storia del femminicidio: questo ragionamento del tipo se io personaggio di GTA V ammazzo una donna è femminicidio, mentre se mi metto su un tetto col fucile da cecchino a sparare agli uomini è un 'oops, sono inciampati e sono caduti per sbaglio su un proiettile' la fa passare semplicemente per una persona sessista.

PS: tutti i miei compagni delle medie (me compreso) ai tempi giocavano con Carmageddon e Carmageddon 2, e nessuno è diventato un serial killer di pedoni.
Beh, forse un paio di noi sono diventati accaniti smembratori di bovini, ma vi assicuro che sono già morti quando ci arrivano sul piatto.

Per quanto riguarda il servizio di Striscia... L'ho visto ma mi limiterò parecchio nel commento perché altrimenti diventerei troppo cattivo.
Dico solo che è assurdo demonizzare una cosa perfettamente legale (come vendere un gioco PEGI 18 a un minorenne) solo per fare un po' di sensazionalismo, solo perché la GGente™ (che ovviamente ignora il significato del PEGI) si accanisca un po' contro i videogiocatori, che ovviamente sono tutti maleducati, aggressivi, rubano, puzzano perché non si lavano (d'altra parte non tutti nel basement hanno una Jacuzzi con idromassaggio) e son tutti dei giovani Breivik.
Ci sono tante altre cose che in Italia di riffa o di raffa sono legali e che non dovrebbero esserlo, ma forse non le possono dire perché andrebbero contro gli interessi di qualcuno.
mrk-cj9430 Gennaio 2015, 17:02 #8
Originariamente inviato da: walter sampei
premesso che penso che report sia un paio di tacche sopra a striscia, iene e affini, per il resto non posso che concordare.

il grosso problema di questi anni e' la mancanza di educazione e rispetto, non di videogiochi, e soprattutto quel paio di sane sberle che ti riportano alla realta'. all'epoca, tra carmageddon 2 e need for speed high stakes penso che il 90% dei ragazzi delle mie parti abbiano fatto il disastro virtuale, ma cio' non significa che adesso andiamo tutti a investire gente e a fare gare clandestine...


Originariamente inviato da: *aLe
Facciamo chiarezza un attimo. Dare dell'idiota a una mamma solo perché non conosce il rating PEGI è quantomeno eccessivo.

Ma sicuramente è ignorante, in quanto prima di regalare un gioco al figlio avrebbe dovuto informarsi sul fatto che PEGI 18 non vuol dire che è vietato venderlo ai minorenni (come sarebbe con le sigarette per dire), ma vuol dire che è SCONSIGLIATO che i minorenni ci giochino (e tra l'altro questo non vale solo in Italia, visto che il PEGI è 'valido' a livello europeo che io sappia), e fare le sue scelte di conseguenza.

E poi dovrebbe quantomeno spiegare questa storia del femminicidio: questo ragionamento del tipo se io personaggio di GTA V ammazzo una donna è femminicidio, mentre se mi metto su un tetto col fucile da cecchino a sparare agli uomini è un 'oops, sono inciampati e sono caduti per sbaglio su un proiettile' la fa passare semplicemente per una persona sessista.

PS: tutti i miei compagni delle medie (me compreso) ai tempi giocavano con Carmageddon e Carmageddon 2, e nessuno è diventato un serial killer di pedoni.
Beh, forse un paio di noi sono diventati accaniti smembratori di bovini, ma vi assicuro che sono già morti quando ci arrivano sul piatto.

Per quanto riguarda il servizio di Striscia... L'ho visto ma mi limiterò parecchio nel commento perché altrimenti diventerei troppo cattivo.
Dico solo che è assurdo demonizzare una cosa perfettamente legale (come vendere un gioco PEGI 18 a un minorenne) solo per fare un po' di sensazionalismo, solo perché la GGente™ (che ovviamente ignora il significato del PEGI) si accanisca un po' contro i videogiocatori, che ovviamente sono tutti maleducati, aggressivi, rubano, puzzano perché non si lavano (d'altra parte non tutti nel basement hanno una Jacuzzi con idromassaggio) e son tutti dei giovani Breivik.

ma che è sto Carmageddon?
ThesSteve8730 Gennaio 2015, 17:02 #9
Originariamente inviato da: *aLe
Facciamo chiarezza un attimo. Dare dell'idiota a una mamma solo perché non conosce il rating PEGI è quantomeno eccessivo.

Ma sicuramente è ignorante, in quanto prima di regalare un gioco al figlio avrebbe dovuto informarsi sul fatto che PEGI 18 non vuol dire che è vietato venderlo ai minorenni (come sarebbe con le sigarette per dire), ma vuol dire che è SCONSIGLIATO che i minorenni ci giochino (e tra l'altro questo non vale solo in Italia, visto che il PEGI è 'valido' a livello europeo che io sappia), e fare le sue scelte di conseguenza.


hai ragione, ma anche non sapendo cosa sia il pegi se tu, persona adulta con più di due neuroni vedi in copertina un numero 18+ con sfondo rosso ti chiedi "ma avrà a che fare magari col bollino rosso che si vede anche in basso sui film per pubblico adulto in tv? sarà rosso perché segnala un pericolo come i segnali stradali? o significa solo che ci puoi giocare per più di 18 ore e che il rosso è un bel colore?"

E poi dovrebbe quantomeno spiegare questa storia del femminicidio: questo ragionamento del tipo se io personaggio di GTA V ammazzo una donna è femminicidio, mentre se mi metto su un tetto col fucile da cecchino a sparare agli uomini è un 'oops, sono inciampati e sono caduti per sbaglio su un proiettile' la fa passare semplicemente per una persona sessista.


facile: nel mondo, e nella fattispecie nella cultura occidentale che partorisce questo genere di opere, c'è un "piccolo" problema che consiste nel fatto che un numero impressionante di donne viene ucciso costantemente per futili motivi nel 90% abbondante dei casi da uomini. un giorno quando il problema non ci sarà più si guarderà indietro magari ridendoci anche sopra ma per il momento è cosa buona cercare di pensare a come migliorare la situazione invece di storcere il naso e polemizzare.
FireFox15230 Gennaio 2015, 17:03 #10
Quoto tutti e aggiungo: ovviamente ci si scaglia contro il videogioco che è istigatore di tutti i mali del mondo, ma fermandoci un attimo a riflettere c'è più probabilità che influenzi un videogioco o la società (costumi, istruzione, informazione, legge, ecc.) nella quale viviamo? Speravo fortemente nella prima opzione ma ho paura che sia più plausibile la seconda.
Andate a lavorare invece di fare certi servizi e se proprio non avete notizie intelligenti o interessanti almeno astenetevi da fare disinformazione.

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